Teutoburgo - Valerio Massimo Manfredi - ebook

Teutoburgo

Valerio Massimo Manfredi

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Editore: Mondadori
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
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Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 653,78 KB
Pagine della versione a stampa: 360 p.
  • EAN: 9788852076350
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Gaia la libraia

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È un giorno di sole quando Armin chiama suo fratello Wulf, per mostrargli un prodigio: la costruzione della "strada che non si ferma mai". Una meraviglia che li lascia senza fiato, il miracolo tecnico dei nemici romani, capaci di creare dal nulla una strada che attraversa foreste, fiumi, paludi e non devia nemmeno davanti alle montagne. Improvvisamente i due sentono dei rumori: è una pattuglia romana. Armin e Wulf sono catturati dai soldati. Nel loro destino però non c'è la morte, né la schiavitù. Perché Armin e Wulf sono figli di re. Sigmer, il loro padre, è un guerriero terribile e fiero, principe germanico rispettato e amato dalla sua tribù. La sua sola debolezza era l'amicizia segreta con Druso, il grande nemico, il generale romano precocemente scomparso che Sigmer, di nascosto, ha imparato a conoscere e ad ammirare. I due giovani devono abbandonare la terra natale e il padre per essere condotti a Roma. Sono principi, per quanto barbari. Saranno educati secondo i costumi dell'Impero fino a diventare comandanti degli ausiliari germanici delle legioni di Augusto. Sotto gli occhi dell'inflessibile centurione Tauro, impareranno una nuova lingua, adotteranno nuove abitudini, un modo diverso di pensare. E come possono Armin e Wulf, cresciuti nei boschi, non farsi incantare dai prodigi di Roma? I due ragazzi diverranno Arminius e Flavus, cittadini romani. Ma il richiamo del sangue è davvero spento in loro? La fedeltà agli avi può portare alla decisione di tradire la terra che li ha adottati?
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    mami1674

    30/05/2019 07:12:04

    se a scuola ci avessero insegnato la storia e la mitologia in questo modo sarebbe stato uno spasso.

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    Sergio

    26/04/2019 16:46:18

    Epico! Manfredi conferma con questa opera di essere sempre un valido scrittore di romanzi storici. Il luogo e l'epoca, l'impero romano ai tempi di Augusto, e i protagonisti, due giovani germani catturati dai romani che poi si occupano della loro educazione, sono le premesse per parlare di due società agli antipodi, quella romana e quella delle tribù germaniche. Sono un appassionato lettore di Manfredi e quest'opera non ha tradito le mie aspettative: trama coinvolgente, stile fresco e vivace. Eccellente l'incipit, buono il corpo del racconto (anche se a tratti un po' prolisso. E non l'apprezzo quando dà ampio spazio a fatti magici o esoterici), ottima la conclusione. Colgo l'occasione per raccomandare caldamente le opere giovanili di Manfredi, quando ancora non era uno scrittore collaudato ma faceva trasparire da ogni riga un autentico entusiasmo per le antiche civiltà. Meritano la fatica di riuscire a trovarne una copia!

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    Sergio

    26/04/2019 16:44:03

    Epico! Manfredi conferma con questa opera di essere sempre un valido scrittore di romanzi storici. Il luogo e l'epoca, l'impero romano ai tempi di Augusto, e i protagonisti, due giovani germani catturati dai romani che poi si occupano della loro educazione, sono le premesse per parlare di due società agli antipodi, quella romana e quella delle tribù germaniche. Sono un appassionato lettore di Manfredi e quest'opera non ha tradito le mie aspettative: trama coinvolgente, stile fresco e vivace. Eccellente l'incipit, buono il corpo del racconto (anche se a tratti un po' prolisso. E non l'apprezzo quando dà ampio spazio a fatti magici o esoterici), ottima la conclusione. Colgo l'occasione per raccomandare caldamente le opere giovanili di Manfredi, quando ancora non era uno scrittore collaudato ma faceva trasparire da ogni riga un autentico entusiasmo per le antiche civiltà. Meritano la fatica di riuscire a trovarne una copia!

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    Riccardo

    11/03/2019 08:38:21

    Ottimo romanzo storico (quindi basato su fatti realmente accaduti - ricordiamo che l'autore è anche un archeologo). La lettura è fluida, ambientazioni e fatti raccontati splendidamente. Imperdibile per tutti coloro a cui il genere piace, lettura senza dubbio interessante per gli altri.

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    Auri

    21/02/2019 20:03:07

    Che dire di questo libro. Purtroppo non mi è piaciuto tanto quanto altri libri di Manfredi. Non è riuscito a catturarmi a tal punto d' avere un coinvolgimento sia con la storia che con i vari personaggi. Ho avuto l'impressione di non arrivare mai a qualcosa , come se mancasse qualcosa. Si lascia leggere questo sì perché il modo di scrivere di Manfredi è piacevole ma la storia non cattura il lettore. È poco coinvolgente. L'unica parte che mi è piaciuta è stata la scena della battaglia, lui su queste descrizioni è davvero bravo. Le ultime 50 pagine ho avuto l'impressione che volesse concludere velocemente senza addentrarsi nel raccontare nuovi passaggi. Di fatti anche in alcune scene importanti sono talmente frettolose e poco dettagliate che non sono proprio riuscita a provare qualcosa. Mi ha coinvolto di più la sua nota alla fine del libro dove racconta la storia reale, i riferimenti storici ,mi ha addirittura commossa determinati racconti. Lo consiglio se si vuole leggere qualcosa di storico che non ha troppe pretese, ripeto perché la scrittura di Manfredi è piacevole ma sicuramente non aspettatevi di rileggere uno stile "Alexandros" o "L'Impero dei draghi".

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    Andrea

    23/10/2018 21:41:23

    Se piace il genere, Manfredi è una garanzia e con questo romanzo racconta un episodio della storia di grande interesse.

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    maria cristina

    19/09/2018 17:02:34

    Romanzo molto avvincente e particolare. All' inizio si stenta ad entrare nei personaggi e nella complessa psicologia, ma se si ha la costanza di andare avanti nella lettura, sarete coinvolti in un delirio di emozioni travolgenti.

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    Fabio Sasso

    16/02/2018 13:33:50

    Libro interessante e molto ben scritto. Come già recensito in altre occasioni, mi dispiace quando non si utilizzano personaggi che hanno veramente vissuto l'Impero.

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    spino

    21/11/2017 14:16:10

    Manfredi è sempre una garanzia, molto bello ed avvincente

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    Guglielmo

    10/06/2017 17:30:00

    Interessante la parte storica (il professor Manfredi evidentemente conosce la materia), ma la parte romanzesca non sta né in cielo né in terra, e lascia il lettore con molte lacune.

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    Marcello Messana

    25/03/2017 17:54:28

    A mio avviso il titolo è un pò fuorviante, anche se il romanzo in sè non è male. Da una firma come quella di Manfredi credo che il lettore si aspetti qualcosa di meglio. Rimango quindi in attesa di un nuovo "Le paludi di Hesperia"

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    roberto

    06/03/2017 11:09:54

    Si lascia leggere solo perche' Manfredi e' comunque un professionista, ma e' piu' un romanzetto da spiaggia che un romanzo storico di quelli "seri". Se cercate uno di questi (e che sia veramente in tema) c'e' ben altro.

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    Renzo Montagnoli

    30/01/2017 10:05:25

    E’ il 9 d.C. e nella fitta selva di Teutoburgo i Romani subiscono una delle più tragiche disfatte della loro storia; sono ben tre le legioni che vengono sterminate da una coalizione di Germani capeggiata da Arminio, figlio del defunto re dei Cheruschi, portato con il fratello in ostaggio a Roma quando ancora erano ragazzini in pegno dell’alleanza con il loro padre. I due, cresciuti come romani e con tutto il rispetto, sono diventati in breve due guerrieri formidabili, tanto da ricoprire, soprattutto Arminio, incarichi di grande responsabilità nell’esercito. Ma mentre il fratello ha compreso il significato della potenza dell’impero e ne è stato soggiogato, Arminio, pur divenendo addirittura per alti meriti cittadino romano, è rimasto legato alle sue genti tanto che a un certo punto decide di cambiare casacca e di attirare in un tranello le legioni del suo amico Varo. Vincerà la battaglia, dei soldati romani verrà fatto scempio, ma non riuscirà a debellare Roma e, nonostante altri scontri, per lo più infausti, il suo sogno di diventare re di tutti i popoli germanici si infrangerà, anzi lui verrà assassinato dai suoi stessi soldati. Teutoburgo, l’ultimo romanzo di Valerio Massimo Manfredi, ci parla di tutto questo, con toni sovente epici e con precisi riferimenti storici laddove è stato possibile. Credo che l’impegno dell’autore sia stato notevole, a cominciare dalla struttura, in altre sue opere carente, ma qui ben progettata; inoltre è riuscito a ricreare il fascino di una grande civiltà nei confronti di un’altra senz’altro rozza e primitiva, incapace di paragonarsi a quella romana sotto tutti gli aspetti. La scrittura è semplice, ma non è un difetto, perché l’opera, abbastanza lunga, se ne avvantaggia, così che le pagine scorrono piacevolmente e consentono al lettore di unire allo svago anche un po’ di nozioni storiche, insomma il romanzo è meritevole di attenzione.

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    Roi

    19/12/2016 16:16:24

    Ho letto tutti i libri del professore, questo per me è uno dei migliori, ho avuto anche il piacere di ascoltare l'autore in una conferenza su "Teutoburgo" e quindi ho letto il libro con uno spirito diverso.

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    ENRICO

    14/11/2016 13:01:30

    Per non scrivere una recensione completamente negativa su questo libro è opportuno leggerlo fino alla sua ultima pagina. Prima della terza parte ero deciso a liquidarlo come la solita operazione commerciale: titolo intrigante, autore di alto livello ed il successo di vendita è assicurato. Certo, avendo più dati storici a disposizione o fantasia più viva, si poteva fare di meglio, anche perché durante la stesura della terza parte l'autore sembra sorvolare su vari scenari che secondo me potevano essere meglio sviluppati per dare corpo al racconto. Invece si ha l'impressione che a fronte di una sciatteria iniziale, si sia cercato di consegnare il manoscritto alle stampe il più rapidamente possibile affrettando anche la correzione delle bozze. Trovo all'altezza della situazione solo le conclusioni finali dell'autore.

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    Annalisa

    31/10/2016 07:27:30

    Finalmente Manfredi ritrova il suo stile. Una battaglia. ...LA BATTAGLIA che bloccò l'avanzata dell'esercito romano. Narrazione magistrale. Ottima la chiave di lettura partendo dai due fratelli. Libro emozionante e coinvolgente. Consigliato

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    Benedetta

    19/10/2016 19:45:19

    Ho amato questo romanzo. Quando si studia storia romana la battaglia di Teutoburgo viene sempre vista dalla parte dei romani, Manfredi invece mi ha dato la possibilità di indagare in maniera più approfondita il personaggio di Arminio. Alla fine mi sono quasi commossa. Complimenti a Manfredi!

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    Denis

    14/10/2016 13:36:08

    Sono rimasto molto deluso da questo romanzo perché Manfredi è sempre stato uno dei miei autori preferiti. Purtroppo il romanzo fino alla descrizione della battaglia finale risulta molto mediocre e superficiale, senza quella capacità di coinvolgere il lettore. L'unica parte degna di nota è quella finale, ma penso che sia ben poco per uno scrittore del calibro Manfredi.

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    DARIO

    10/10/2016 09:26:06

    E' un argomento che ha sempre suscitato in me grande interesse, ma devo dire che il libro è stato una vera delusione, peccato, ma non lo consiglio.

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Valerio Massimo Manfredi torna al romanzo e racconta, unendo alla perfezione esattezza storica e respiro epico, la storia straordinaria e mai narrata prima di due fratelli, due guerrieri, le cui scelte hanno portato a Teutoburgo, lo scontro decisivo tra romani e germani, la battaglia che ha cambiato il destino dell’Impero Romano e del mondo.

«Le cupe foreste del Nord, i corpi insepolti dei legionari, i teschi affissi al tronco degli alberi, i centurioni sacrificati su are pagane. Tutti gli elementi di un romanzo sono presenti nell'episodio della selva di Teutoburgo; e un appassionante romanzo ne ha tratto Valerio Massimo Manfredi, Teutoburgo».Giovanni Brizzi, La Lettura

Anno 762 ab Urbe condita, oppure 9 d.C. se preferite la datazione cristiana, ma a quei tempi non si parlava ancora di Messia nati in una capanna in compagnia di un bue e di un asinello. Sta per consumarsi una delle più importanti disfatte subite dall’esercito dell’Impero. Siamo nella fitta selva di Teutoburgo, l’ultimo bastione dei Cherusci, invitta tribù germanica che occupa un territorio della Foresta Nera compreso tra il Reno e l’Elba, fiume temutissimo dai Romani, che lo considerano l’estremo continentale ad est, una sorta di Colonne d’Ercole verso Oriente. Vincere la resistenza di quella riottosa popolazione barbarica significa ultimare la conquista del continente e realizzare il sogno di un Impero multietnico, biondo e bruno. Il genio e la disciplina dei latini abbinati alla forza e all’indomabile spirito guerriero dei Germani. L’unione delle due anime assicurerebbe il dominio planetario.

Arminio e Flavus sono il perfetto esempio del sogno di Tiberio. Due principi cherusci rapiti in tenera età da una legione e cresciuti a Roma. Due magnifici colossi biondi civilizzati all’ombra del Teatro Massimo, due generali formidabili che il destino avverso farà scontrare sullo stesso campo di battaglia, alla guida di eserciti diversi. Perché Arminio, per quanto si sia integrato, avverte ancora il richiamo ancestrale del martello di Thor e degli spiriti della foresta, e presto fuggirà verso casa a guidare l’esercito germanico. Flavus invece è diventato un vero romano, un vir bonus peritus dicendi, oratore e militare impeccabile, fedele a Roma e al suo sogno di dominazione mondiale. Sono loro i protagonisti di questo appassionante romanzo storico, in cui la finzione (poca) si mescola alla realtà, nel modo in cui solo Valerio Massimo Manfredi sa fare, confermando di essere uno tra i migliori bardi di storia antica in circolazione.

L’insigne archeologo, nonché divulgatore di razza, è infatti tornato alla narrativa, dopo la trilogia di Ulisse e la breve parentesi contemporaneista di Otel Bruni, con un ottimo lavoro su Roma. Qui racconta, in un romanzo che si divora in un paio di notti, una delle battaglie dagli esiti più sconvolgenti di tutti i tempi, la prima grande disfatta subita dai Romani per mano barbarica. Le pagine dedicate allo scontro sono di rara bellezza e restituiscono a Manfredi il primato di cantore delle gesta belliche in età antica, spesso minacciato da epigoni di buon valore, ma forse fin troppo celebrati, se messi a paragone con lui. Chi si era dimenticato di Manfredi riscoprirà un grande maestro.

Ai fan di Roma sicuramente questa competizione, sempre che esista, farà piacere, perché si prospettano stagioni dense di titoli con gladi e scudi in copertina. Per chi si emoziona al solo pensiero della celeberrima formazione a testuggine e la prospettiva di un’orda di giganti biondi pronti a sfondarla a colpi di accette, questo libro sarà manna caduta dal cielo.

  • Valerio Massimo Manfredi Cover

    (Modena 1943) scrittore e archeologo italiano. Docente in diverse università anche straniere, studioso del mondo antico, ha svolto attività di ricerca pubblicando articoli e saggi. Si è poi dedicato alla narrativa storica, riscuotendo un notevole successo. I suoi libri - tra cui Lo scudo di Talos (1988) sull’antica Grecia; La torre della solitudine (1996); la trilogia Aléxandros (1999), dedicata ad Alessandro Magno; Chimaira (2001), ispirato al mistero etrusco; L’ultima legione (2002); Il tiranno (2003), sulla Sicilia di Dionisio; L’impero dei draghi (2004), sulla morte dell’imperatore Valeriano; L’armata perduta (2007, ispirata all’Anabasi senofontea, premio Bancarella) - sono divenuti testi di riferimento per un approccio non accademico alla storia, grazie allo stile scorrevole e alle trame... Approfondisci
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