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Valerio M. Manfredi

Editore: Mondadori
Collana: Omnibus
Anno edizione: 2016
Pagine: 360 p.

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Di ambientazione storica

  • EAN: 9788804665786
Usato su Libraccio.it € 10,80


Valerio Massimo Manfredi torna al romanzo e racconta, unendo alla perfezione esattezza storica e respiro epico, la storia straordinaria e mai narrata prima di due fratelli, due guerrieri, le cui scelte hanno portato a Teutoburgo, lo scontro decisivo tra romani e germani, la battaglia che ha cambiato il destino dell’Impero Romano e del mondo.

«Le cupe foreste del Nord, i corpi insepolti dei legionari, i teschi affissi al tronco degli alberi, i centurioni sacrificati su are pagane. Tutti gli elementi di un romanzo sono presenti nell'episodio della selva di Teutoburgo; e un appassionante romanzo ne ha tratto Valerio Massimo Manfredi, Teutoburgo».Giovanni Brizzi, La Lettura

Anno 762 ab Urbe condita, oppure 9 d.C. se preferite la datazione cristiana, ma a quei tempi non si parlava ancora di Messia nati in una capanna in compagnia di un bue e di un asinello. Sta per consumarsi una delle più importanti disfatte subite dall’esercito dell’Impero. Siamo nella fitta selva di Teutoburgo, l’ultimo bastione dei Cherusci, invitta tribù germanica che occupa un territorio della Foresta Nera compreso tra il Reno e l’Elba, fiume temutissimo dai Romani, che lo considerano l’estremo continentale ad est, una sorta di Colonne d’Ercole verso Oriente. Vincere la resistenza di quella riottosa popolazione barbarica significa ultimare la conquista del continente e realizzare il sogno di un Impero multietnico, biondo e bruno. Il genio e la disciplina dei latini abbinati alla forza e all’indomabile spirito guerriero dei Germani. L’unione delle due anime assicurerebbe il dominio planetario.

Arminio e Flavus sono il perfetto esempio del sogno di Tiberio. Due principi cherusci rapiti in tenera età da una legione e cresciuti a Roma. Due magnifici colossi biondi civilizzati all’ombra del Teatro Massimo, due generali formidabili che il destino avverso farà scontrare sullo stesso campo di battaglia, alla guida di eserciti diversi. Perché Arminio, per quanto si sia integrato, avverte ancora il richiamo ancestrale del martello di Thor e degli spiriti della foresta, e presto fuggirà verso casa a guidare l’esercito germanico. Flavus invece è diventato un vero romano, un vir bonus peritus dicendi, oratore e militare impeccabile, fedele a Roma e al suo sogno di dominazione mondiale. Sono loro i protagonisti di questo appassionante romanzo storico, in cui la finzione (poca) si mescola alla realtà, nel modo in cui solo Valerio Massimo Manfredi sa fare, confermando di essere uno tra i migliori bardi di storia antica in circolazione.

L’insigne archeologo, nonché divulgatore di razza, è infatti tornato alla narrativa, dopo la trilogia di Ulisse e la breve parentesi contemporaneista di Otel Bruni, con un ottimo lavoro su Roma. Qui racconta, in un romanzo che si divora in un paio di notti, una delle battaglie dagli esiti più sconvolgenti di tutti i tempi, la prima grande disfatta subita dai Romani per mano barbarica. Le pagine dedicate allo scontro sono di rara bellezza e restituiscono a Manfredi il primato di cantore delle gesta belliche in età antica, spesso minacciato da epigoni di buon valore, ma forse fin troppo celebrati, se messi a paragone con lui. Chi si era dimenticato di Manfredi riscoprirà un grande maestro.

Ai fan di Roma sicuramente questa competizione, sempre che esista, farà piacere, perché si prospettano stagioni dense di titoli con gladi e scudi in copertina. Per chi si emoziona al solo pensiero della celeberrima formazione a testuggine e la prospettiva di un’orda di giganti biondi pronti a sfondarla a colpi di accette, questo libro sarà manna caduta dal cielo.

Recensioni dei clienti

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    Renzo Montagnoli

    30/01/2017 10.05.25

    E’ il 9 d.C. e nella fitta selva di Teutoburgo i Romani subiscono una delle più tragiche disfatte della loro storia; sono ben tre le legioni che vengono sterminate da una coalizione di Germani capeggiata da Arminio, figlio del defunto re dei Cheruschi, portato con il fratello in ostaggio a Roma quando ancora erano ragazzini in pegno dell’alleanza con il loro padre. I due, cresciuti come romani e con tutto il rispetto, sono diventati in breve due guerrieri formidabili, tanto da ricoprire, soprattutto Arminio, incarichi di grande responsabilità nell’esercito. Ma mentre il fratello ha compreso il significato della potenza dell’impero e ne è stato soggiogato, Arminio, pur divenendo addirittura per alti meriti cittadino romano, è rimasto legato alle sue genti tanto che a un certo punto decide di cambiare casacca e di attirare in un tranello le legioni del suo amico Varo. Vincerà la battaglia, dei soldati romani verrà fatto scempio, ma non riuscirà a debellare Roma e, nonostante altri scontri, per lo più infausti, il suo sogno di diventare re di tutti i popoli germanici si infrangerà, anzi lui verrà assassinato dai suoi stessi soldati. Teutoburgo, l’ultimo romanzo di Valerio Massimo Manfredi, ci parla di tutto questo, con toni sovente epici e con precisi riferimenti storici laddove è stato possibile. Credo che l’impegno dell’autore sia stato notevole, a cominciare dalla struttura, in altre sue opere carente, ma qui ben progettata; inoltre è riuscito a ricreare il fascino di una grande civiltà nei confronti di un’altra senz’altro rozza e primitiva, incapace di paragonarsi a quella romana sotto tutti gli aspetti. La scrittura è semplice, ma non è un difetto, perché l’opera, abbastanza lunga, se ne avvantaggia, così che le pagine scorrono piacevolmente e consentono al lettore di unire allo svago anche un po’ di nozioni storiche, insomma il romanzo è meritevole di attenzione.

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    Roi

    19/12/2016 16.16.24

    Ho letto tutti i libri del professore, questo per me è uno dei migliori, ho avuto anche il piacere di ascoltare l'autore in una conferenza su "Teutoburgo" e quindi ho letto il libro con uno spirito diverso.

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    ENRICO

    14/11/2016 13.01.30

    Per non scrivere una recensione completamente negativa su questo libro è opportuno leggerlo fino alla sua ultima pagina. Prima della terza parte ero deciso a liquidarlo come la solita operazione commerciale: titolo intrigante, autore di alto livello ed il successo di vendita è assicurato. Certo, avendo più dati storici a disposizione o fantasia più viva, si poteva fare di meglio, anche perché durante la stesura della terza parte l'autore sembra sorvolare su vari scenari che secondo me potevano essere meglio sviluppati per dare corpo al racconto. Invece si ha l'impressione che a fronte di una sciatteria iniziale, si sia cercato di consegnare il manoscritto alle stampe il più rapidamente possibile affrettando anche la correzione delle bozze. Trovo all'altezza della situazione solo le conclusioni finali dell'autore.

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    Annalisa

    31/10/2016 07.27.30

    Finalmente Manfredi ritrova il suo stile. Una battaglia. ...LA BATTAGLIA che bloccò l'avanzata dell'esercito romano. Narrazione magistrale. Ottima la chiave di lettura partendo dai due fratelli. Libro emozionante e coinvolgente. Consigliato

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    Benedetta

    19/10/2016 19.45.19

    Ho amato questo romanzo. Quando si studia storia romana la battaglia di Teutoburgo viene sempre vista dalla parte dei romani, Manfredi invece mi ha dato la possibilità di indagare in maniera più approfondita il personaggio di Arminio. Alla fine mi sono quasi commossa. Complimenti a Manfredi!

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    Denis

    14/10/2016 13.36.08

    Sono rimasto molto deluso da questo romanzo perché Manfredi è sempre stato uno dei miei autori preferiti. Purtroppo il romanzo fino alla descrizione della battaglia finale risulta molto mediocre e superficiale, senza quella capacità di coinvolgere il lettore. L'unica parte degna di nota è quella finale, ma penso che sia ben poco per uno scrittore del calibro Manfredi.

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    DARIO

    10/10/2016 09.26.06

    E' un argomento che ha sempre suscitato in me grande interesse, ma devo dire che il libro è stato una vera delusione, peccato, ma non lo consiglio.

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