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Editore: Fazi
Collana: Le strade
Anno edizione: 2012
Pagine: 291 p., Rilegato
  • EAN: 9788864112213
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  Un romanzo d'esordio ambientato quasi esclusivamente in una stanza. Già dal titolo, si staglia la figura del protagonista: Thomas Jay, nom de plume di Stefano Lorenzini, racconta dal carcere la sua vita inviando lettere a Ailie, ex studentessa che ha scritto una tesi su di lui. Più che una vita, è una discesa agli inferi: l'infanzia poverissima, il rifiuto per la madre biologica e il riformatorio fanno di Stefano un ribelle che scappa in continuazione. Tra una fuga e l'altra, sboccia l'amore per i libri e per la scrittura, dopo l'incontro con Max, l'anziano proprietario di una lavanderia. Tornato in cella, Stefano termina a quindici anni il suo primo capolavoro e lo manda al critico Samuel Atkins. In breve i suoi romanzi, firmati Thomas Jay, fanno il giro del mondo, ma la vera identità dell'autore resta un segreto. In seguito ai ripetuti tentativi di evasione, infatti, la pena si è trasformata in ergastolo. Ed è proprio il mistero sull'identità ad affascinare Ailie, ancor più delle allegorie della vita nascoste fra le pagine di Thomas Jay. Ma instaurare un legame con un uomo privato della libertà si rivela arduo. Il motore della storia risiede nel confronto serrato fra Stefano e ognuno degli altri personaggi. L'io narrante, che per il resto mantiene un atteggiamento fortemente introspettivo, di spietata autoanalisi, rivolge qui la sua spietatezza verso l'interlocutore. Ne scaturisce un tono provocatorio molto efficace, alla ricerca costante dello scontro verbale, che fa emergere il rifiuto di una salvezza che giunga dall'esterno. Il protagonista finisce così per dibattersi in una sorta di "enigma della camera chiusa", in cui fare i conti con se stesso e con il significato della sua colpevolezza. Risultano meno felici i passaggi in cui ci si arrovella sui libri di Thomas Jay, dei quali sappiamo ben poco, e sui grandi classici, Dostoevskij in primis. Vi prevale, infatti, un lato razionale che raffredda la tensione drammatica. L'ambizione è lodevole, ma si avverte anche nello stile, sempre compatto e pulito (a tratti anche troppo), un lieve sbilanciamento verso la riflessione a scapito dell'aspetto emotivo. Il detenuto Lorenzini guadagna una lucidità sorprendente ma perde qualcosa in umanità. Va detto che era difficile trovare il punto di equilibrio. Così come è difficile nel panorama odierno trovare un primo romanzo coraggioso e non scontato. Damiano Latella

Recensioni dei clienti

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    Dan

    16/05/2012 17.12.33

    Questo libro è un capolavoro. Me ne sono capitati pochi tra le mani di cosi' belli. Discutibile e secondo me di basso livello il marketing messo in atto dalla casa editrice pur di diffonderlo. Un buon libro sa farsi strada da solo, prima o dopo che sia.

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