La tigre bianca - Aravind Adiga - copertina

La tigre bianca

Aravind Adiga

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Traduttore: Norman Gobetti
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2010
Formato: Tascabile
In commercio dal: 19 gennaio 2010
Pagine: 232 p., Brossura
  • EAN: 9788806201579
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Gaia la libraia

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Seduto alla sua scrivania, l'imprenditore autodidatta Balram Halwai, detto la Tigre Bianca, scrive sette lucide e impietose lettere al primo ministro cinese che si appresta a visitare l'India. Gli racconta delle proprie origini e della propria storia: la storia di un ragazzo di una delle caste più basse che da un fangoso villaggio all'interno del paese (dove "ogni buona notizia si tramuta in una cattiva notizia, e in fretta") arriva a New Delhi, dove mall luccicanti, sontuosi palazzi e auto tirate a lucido da magri autisti in ciabatte si accostano a bordelli di lusso con bionde prostitute dell'Europa dell'est. Qui, nel nuovissimo quartiere di Gurgaon, Balram Halwai assiste alla progressiva e inarrestabile corruzione del suo padrone, ne assimila la mentalità e intuisce che il modo per fuggire dalla gabbia della miseria esiste: commettere un omicidio, rubare e mettersi in proprio. Grazie a un duro lavoro, a pasti trangugiati in fretta, a un codice morale dettato dalle necessità produttive, ma soprattutto applicando le auree regole degli affari apprese da Mr Ashok, il suo defunto ex principale, il successo non tarda ad arrivare. Per il futuro si vedrà: forse potrebbe investire parte del proprio capitale in una scuola per i bambini poveri di Bangalore: una scuola piena di Tigri Bianche, in cui non si parli né di Gandhi, né dei 36 milioni di divinità indiane.
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    Antonio

    23/09/2010 23:51:29

    Si legge facilmente e con piacere in un paio di giorni. Dà un'immagine dell'India non convenzionale. La storia è un po' cruda ma fornisce un'idea precisa di cosa significhi il detto "mors tua, vita mea".

  • User Icon

    gianni

    29/03/2010 10:51:19

    Bel libro, soprattutto se si considera che è un’opera prima. Il libro è crudo, spietato, sicuramente una denuncia del sistema di corruzione che vige tuttora in India, forse la più grande democrazia del mondo, ma sicuramente malata dl vizio originale di una estrema diffusione della corruzione. Il libro narra della ascesa di un servo, che riesce a rompere il sistema, la “gabbia per polli”, che tiene le persone ultime relegate ai soli lavori più umili. Purtroppo per liberarsi dalle sue condizioni di partenza il protagonista del libro deve ricorrere ad un omicidio, ma il tutto appare come inevitabile. Il libro è un racconto di finzione ma è sicuramente anche documentaristico nel suo intento di denunciare il sistema di corruzione vigente in un paese emergente, sicuramente un paese, viste anche le sue dimensioni, trainante per l’economia mondiale; economia che si regge tuttora su di un sistema in cui esiste ancora la schiavitù, in cui esistono persone a cui è concesso e permesso tutto, e persone il cui valore è inferiore a quello delle bestie; il tutto succede oggi. Libro da leggere e da meditare.

  • Aravind Adiga Cover

    Giornalista e scrittore, dopo avere soggiornato in vari paesi - fra cui l'Australia, l'Inghilterra e gli Stati Uniti - attualmente vive a Mumbai. Ha iniziato la carriera professionale come giornalista finanziario nella redazione del Financial Times, poi come corrispondente del Time in Sud Asia, diventando in seguito freelance. La Tigre Bianca (Einaudi, 2008) è il suo primo romanzo, e grazie ad esso ha vinto il Man Booker Prize 2008. Fra due omicidi è edito da Einaudi nel 2010, L'ultimo uomo nella torre nel 2012. Approfondisci
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