La tigre e la neve. Grandi Film

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Paese: Italia
Anno: 2005
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Nel 2003 la guerra in Iraq non è ancora scoppiata, anche se si comincia già a respirarla. Attilio è un poeta che vive in un mondo tutto suo, in una dimensione letteraria, incantato dalla voce alta e sublime dei poeti che ama di più. Le vicende del mondo sembrano solo sfiorarlo, si è innamorato di una donna che tutte le notti sogna di sposare. Si chiama Vittoria e purtroppo non vuol sapere niente di lui. Anzi si spazientisce per l'insistenza del suo bizzarro corteggiatore. Anche Vittoria si occupa di letteratura, ma da studiosa, sta infatti scrivendo la biografia del più grande poeta iracheno il quale, dopo aver abitato a Parigi per tantissimi anni, adesso torna a Baghdad, nella sua vecchia casa, perché, nel caso in cui la guerra scoppiasse, vorrebbe trovarsi insieme ai suoi concittadini. Vittoria e Attilio lo incontrano per un momento a Roma. Un brutto giorno Attilio riceve una telefonata da Baghdad, è il poeta iracheno, che gli da una tragica notizia: Vittoria è moribonda all'ospedale di Baghdad, vittima di un trauma cranico subito durante uno dei primi bombardamenti angloamericani. Era andata lì per parlare con lui e finire la sua biografia. Attilio non ci pensa due volte: facendo salti mortali riesce ad arrivare per buttarsi alla ricerca delle medicine necessarie a dare una speranza di vita alla sua amata.
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    pila

    25/09/2019 15:23:30

    Credo di non essermi mai trovata di fronte ad un canto d’amore più appassionato e struggente di quello che emana da questo film. A mio avviso questa pellicola segna un punto di svolta decisivo nella produzione di Roberto Benigni, che si emancipa dalla sua, pur raffinatissima, comicità, per arrivare ad affrontare temi più grandi e importanti. L’imprinting comico del grande attore di certo non si perde per strada, ed è un elemento che impreziosisce e rende completi i suoi personaggi, ma perde il suo carattere di esclusività, permettendo al regista di dar vita a personaggi di più ampio respiro, come in questo film, in cui Benigni porta in scena l’uomo da cui tutte vorremmo essere amate.

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    lilla

    30/08/2019 17:01:29

    sicuramente una lezione d'amore bella di Benigni, ma uno dei peggiori film suoi secondo me.

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    ILSanto

    10/03/2019 18:08:47

    In questo film Roberto Benigni è un disastro totale in regia e che come attore.

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    OskarSchell

    18/01/2008 09:14:36

    Un flop... il maestro ha perso la sua genialità. In alcuni punti, poi, è assurdamente irreale.

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    Artsky

    24/12/2007 00:23:22

    Non mi è piaciuto affatto il film. benigni sta peggiorando nelle sue opere. molto confusionario, vedevo meglio gli altri attori, inoltre sempre le solite facce. La storia ha sempre il solito sfondo con la principessa ecc... io lo sconsiglio

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    *Sir Psycho Sexy*

    07/12/2007 13:43:50

    con questo film il grande Benigni si è risollevato dal baratro di Pinocchio...un bel film...

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    oettam85

    01/09/2007 13:12:00

    non bisogna commettere l' errore di iniziare a vedere questo film avendo in mente " la vita è bella", questo è un altro film, Benigni in tutti i film, anche nelle vecchie commedie, nasconde sempre una sottilissima tristezza,mascehrata da risate a crepapelle, significative alcune scene molto crude in cui riesce a farci comunque ridere!anche se meno rispetto ad altre volte. c' è dentro tanta poesia, poesia di porcellana, pura, manca qualcosa ma è un film da vedere più volte, facendo attenzione alle parole del grande Roberto! giusta denuncia a una guerra e a tutte le guerre sbagliate

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    ale

    25/04/2007 19:24:06

    Esagerato definirlo un capolavoro, ma altrettanto errato definirlo un fiasco completo solo perchè non si ama Benigni. Questo film tutto sommato è mediocre, si sorride in alcuni punti e si cerca di far poesia in altri (magari non in modo eccellente). Attaccare Benigni di volgarità e stoltezza denota invece pura stupidità. Trovo comunque che Benigni abbia perso la genialità di un tempo e pecchi nel volere sempre nei suoi film la moglie (pessima attrice).

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    Marida Artusi

    22/03/2007 17:12:43

    A onor del vero, devo confessare che la prima volta che l'ho visto... era in francese (perché abito in Francia e non sempre ci giungono presto le versioni originali) e non direi che quella volta non mi è piaciuto, ho trovato il ritmo lento, e la storia un po' "scucita" però, rivedendo il film una seconda volta,in italiano, mi è piaciuto di più, ci voleva questa seconda volta forse per capire meglio la trama, la storia e la successione di andirivieni nel tempo...

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    stefano

    15/03/2007 13:55:01

    ciao a tutti il film mi deve arrivare ma sono sicuro che non mi deludera benigni e un grande non ha mai deluso per me come la vita e bella e altri.....

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    Elias

    06/02/2007 13:46:06

    Benigni è un genio.

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    Peppone II

    09/01/2007 19:58:33

    Mi dispiace molto per Benigni, ma il film è assolutamente noioso, e pure i momenti che alcuni definiscono poetici, io li ho trovati assolutamente scontati e banali. La Braschi già sapevamo perchè è riuscita a "fare" l'attrice, ma qui dovrebbe far ricredere persino suo marito. L'unico che un po' risolleva il film è Jean Reno. Sono molto contenta di aver aspettato di vederlo su Sky, e di non aver dato nemmeno i 2 euro del noleggio.

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    Jarno (Paolo)

    26/07/2006 20:05:30

    Non sono d'accordo con chi dice che il film fa ridere solo quelli per partito preso. Innanzitutto questo film non deve fare ridere, ma sorridere (non è Scemo e + Scemo...). Non mi considero assolutamente un "benignista" politicamente parlando, ma il film è molto interessante, dall'atmosfera volutamente "fiabesca" e dalla magia intrinseca che Benigni vuole trasmettere tramite il suo mestiere (nel film) di poeta.

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    Beppe il Brema

    20/07/2006 12:31:12

    Il film è veramente mediocre, un Benigni con atteggiamenti esagerati come esagerati sono i risultati delle ricerche dei medicinali per la sua amata, irreale. La Braschi mi perdoni, ma dovrebbe limitarsi a fare la produttrice; insomma, questa visione va bene per un momento nel quale non si ha nulla da fare e l'animo generoso. Benigni può piacere o no come artista, quello che non capisco è il livore maligno, la rabbia oltretutto impotente con la quale si getta fango sull'Uomo, o forse è perchè ogni tanto mette in burletta qualche Potente?

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    carlomagno

    28/06/2006 17:57:15

    Benigni non è purtroppo un buon attore, ma solo un caratterista. Non è neppure un cretino di genio, bensì un mediocre attore. Le sue farse sono volgari poichè gli manca la genialità dell'arte pura e come in tutti i suoi film può fare ridere solo chi voglia ridere per partito preso, poichè il Benigni in realtà è squallido e solo col suo squallore può presentarsi sulla scena onde fare riflettere sulla miseria della condizione umana del guitto. La degradante natura dello sforzo scenico deturpa i tratti del Benigni e lo conduce a smorfie da bassissima condizione umana: una povertà interpretativa che sfocia nella volgarità e nel torpiloquio quale unica dimensione di un fallito nella vita che proietta il suo sterco sulla pellicola in un'epoca di confusione e di degrado. Da non vedere.

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    Javi

    22/04/2006 15:51:23

    La voce poetica e "dantesca" di Benigni diventa immagine in questo film che conferma la assurdita' e la triste realta' di un villaggio globale immerso sempre di piu' nel vortice della violenza. La poesia trova uno spazio in questo film visto che la televisione e il cinema e' invasso sempre di piu' da inmondizie musicali e cinematografiche, e dalle immagini delle "guerre giuste" di tutto il mondo. Se avete un cuore capirete l'essenza di questo film, e per me e' questo quello che conta. Bravo Roberto!

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    ER PIU'

    20/04/2006 00:05:47

    TANTO DI CAPPELLO ALLA POESIA E AL MESSAGGIO DEL FILM! ONORE AL MERITO.

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    gianluca

    07/04/2006 23:52:12

    Da Pinocchio alle comparsate in tv a questo film, ultimamente Benigni sembra smaniare più del solito, alla forsennata ricerca di un briciolo di ispirazione. Il suo burattineggiare è per nasconere il vuoto dell'idea che non arriva. In questo La tigre e la neve perfino le gags sono usurate e malriuscite (non ricordo una sola battuta che mi abbia fatto ridere). Per non parlare degli assunti di fondo (e non venitemi a dire che sono benigneschi, l'inno alla pace e alla poesia incondizionati non è più buono neppure per i baci Perugina). Lo sfondo iracheno è mal fuso con la storia principale. La risoluzione dell'intreccio risibile. Il personaggio Jean Reno, male sviluppato, alla fine si impicca (perchè?). In ultimo: a Nicoletta Braschi bisognava dare proprio quel ruolo antipatico (visto che la natura ha già abbondantemente provveduto)?. Rivolgliamo il vero Benigni. Un due di incoraggiamento!

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    Fabio+Monica

    03/04/2006 09:54:23

    Un film scarso, stereotipato e retorico. Un Jean Reno improbabile. Una Nicoletta Braschi che, come sempre, non sa recitare (nemmeno in coma). Un Roberto Benigni, un po' meno giullaresco ma poco convincente. Tematica reiterata e banale sull'amore senza nessun "guizzo creativo". Simbologie "ornitologiche e canguresche" rendono ancor più goffo il ritmo narrativo, come pure il posto di blocco americano più che scontato o la preparazione della glicerina. La tragedia del dramma iracheno, decisamente troppo sullo sfondo. Uniche luci: un "impecorito" Tom Waits e le musiche di Nicola Piovani comunque poco impegnate. Difficile indubbiamente emulare "La vita è bella" ma con "Pinocchio" un altro FLOP. Due Euro per il noleggio ... nulla di più.

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    Giacomo

    31/03/2006 20:05:21

    Quando si dice "la forza dell'amore". Bellissimo film, non uguaglia "La vita è bella" ma ti fa riflettere ugualmente. Quando sono uscito dalla sala mi sono chiesto se mi era piaciuto oppure no e non sono arrivato a una risposta. Una cosa che solo un film che ti è piaciuto più di quanto tu non ti renda conto può fare. Solo dopo qualche tempo ti accorgi che vederlo ti ha arricchito dentro.

Vedi tutte le 29 recensioni cliente
  • Produzione: Cecchi Gori Home Video, 2006
  • Distribuzione: Mustang
  • Durata: 118 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 5.1);Italiano (DTS 5.1)
  • Lingua sottotitoli: Italiano per non udenti
  • Formato Schermo: 2,35:1
  • Area2
  • Contenuti: interviste: interviste a Roberto Benigni, Nicoletta Braschi e Jean Reno; filmografie: biofilmografie; trailers; scene inedite in lingua originale; foto
  • Roberto Benigni Cover

    Attore, sceneggiatore, regista, produttore italiano. Antesignano della scuola di comici toscani, si forma nelle cantine romane e si mette presto in luce per i suoi interventi provocatori in televisione, prima a Televacca e poi, in qualità di falso e ignorante critico cinematografico, a L'Altra domenica di (e con) R. Arbore. Contemporaneamente debutta al cinema con Berlinguer ti voglio bene (1977), film d'esordio di G. Bertolucci, in cui interpreta Sandro Cioni, giovane disadattato di fronte alla crisi delle ideologie. Appare quindi in vari film, fra i quali La luna (1979) di B. Bertolucci e Chiedo asilo (1979) di M. Ferreri, in cui dà vita a un poetico e intenso maestro di scuola elementare, suo primo ruolo non dichiaratamente comico. Ritorna alla sua peculiare comicità in Il pap'occhio (1980)... Approfondisci
  • Roberto Benigni Cover

    Attore, sceneggiatore, regista, produttore italiano. Antesignano della scuola di comici toscani, si forma nelle cantine romane e si mette presto in luce per i suoi interventi provocatori in televisione, prima a Televacca e poi, in qualità di falso e ignorante critico cinematografico, a L'Altra domenica di (e con) R. Arbore. Contemporaneamente debutta al cinema con Berlinguer ti voglio bene (1977), film d'esordio di G. Bertolucci, in cui interpreta Sandro Cioni, giovane disadattato di fronte alla crisi delle ideologie. Appare quindi in vari film, fra i quali La luna (1979) di B. Bertolucci e Chiedo asilo (1979) di M. Ferreri, in cui dà vita a un poetico e intenso maestro di scuola elementare, suo primo ruolo non dichiaratamente comico. Ritorna alla sua peculiare comicità in Il pap'occhio (1980)... Approfondisci
  • Jean Reno Cover

    Nome d'arte di Juan Moreno y Herrera Jiménez. Attore francese di origine spagnola. Interprete dall'aspetto rude ma dalle sottili sfumature ironiche, esordisce nel 1978 in L'hypothèse du tableau volé (L'ipotesi del quadro rubato) di R. Ruiz mentre nel 1982 il regista L. Besson gli offre una parte nel suo film d'esordio Le dernier combat. Con Besson recita ancora in Subway (1985), Le grand bleu (1988), Nikita (1990) e, con un ruolo scritto per lui, nel drammatico Leon (1994) in cui è uno spietato killer solitario che grazie a una bambina impara il valore della vita. Proprio il grande successo di Leon spinge R. verso il cinema d'azione hollywoodiano: è in Mission: Impossible (1996) di B. De Palma, Godzilla (1998) di R. Emmerich, Ronin (1998) di J. Frankenheimer e Rollerball (2002) di J. McTiernan.... Approfondisci
  • Nicoletta Braschi Cover

    Attrice italiana. Frequenta l’Accademia d’arte drammatica di Roma ed esordisce nel cinema nel 1983 con Tu mi turbi di R. Benigni, che poi sposa nel 1992. Volto aristocratico, temperamento schivo e poco propenso alla mondanità, alterna ruoli sentimental-ironici a fianco del marito a parti più impegnate sotto la guida di una ristretta cerchia di registi. Sorella dolente del giovane ucciso in Segreti segreti (1984) di G. Bertolucci e fidanzata del giovane comunista in Sostiene Pereira (1995) di R. Faenza, appare anche in Pasolini, un delitto italiano (1995) di M.T. Giordana e Ovosodo (1997) di P. Virzì. Sotto la guida di Benigni la si ricorda ballerina ammaliatrice in Il piccolo diavolo (1988), donna calcolatrice e mafiosa in Johnny Stecchino (1991), poliziotta sulle tracce del maniaco in Il... Approfondisci
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