Timira. Romanzo meticcio

Wu Ming 2,Antar Mohamed

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2012
Pagine: 525 p., Brossura
  • EAN: 9788806205928
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    Michele Lucivero

    21/08/2013 12:42:25

    È incredibile come questi autori riescano a rendere commovente e coinvolgente anche la storia di una donna così spigolosa, intrattabile, non certo una eroina, ma sicuramente con una intensa esistenza alle spalle. Ciò che ne viene fuori è un romanzo profondo che allude alla condizione di straniero, che fa riflettere sul rapporto tra identità e appartenenza intesi in maniera precaria, inedita metafora della situazione nella quale oggi si trovano milioni di persone. Come sempre, quando si legge Wu Ming, ci si trova di fronte all'intreccio di piani narrativi diversi, tre in questo caso, al quale andrebbe aggiunto e frapposto un quarto, quello della propria biografia, se si ha la fortuna di dimorare in un posto diverso rispetto a quello di nascita. In scena vi è uno spaccato della società italiana dagli anni '20 agli anni '90, un percorso ben documentato, lungo il quale si snoda una sola e persistente mentalità tesa ad escludere il diverso, un retaggio culturale intriso di palesi e sotterranei atteggiamenti discriminatori e razzisti che persistono ancora oggi, nella totale indifferenza e noncuranza dei mezzi d'informazione, appena si viene a sapere che un ministro di colore si è insediato al governo. Infine, ciò che sorprende della narrativa di Wu ming è quella capacità di scoperchiare i vasi più oscuri della narrazione storica, una sottile operazione di riconsiderazione e risemantizzazione della storiografia, troppo spesso soggetta a grandi categorie ideologiche, che in Italia rispondono perlopiù alle precomprensioni dello storicismo e dell'idealismo. Oltre alle vicende della Riforma protestante, narrate in "Q", a quelle della Guerra di Lepanto, esposte in "Altai", adesso è il caso di cominciare a riconsiderare seriamente le avventure e le disavventure del colonialismo italiano, viste soprattutto con gli occhi dei colonizzati.

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    Giorgio

    01/11/2012 23:22:23

    Straordinaria storia di una donna molto particolare, scritto molto bene, scorrevole, ironico e tragico per le vicende. Straordinario spaccato della vita coloniale e post coloniale, del rapporto genitori figli e del razzismo italico, sottile, mai dichiarato, ma inesorabile.

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