Tocqueville ad Algeri. Il filosofo e l'esperienza coloniale

Domenico Letterio

Editore: Il Mulino
Collana: Studi e ricerche
Anno edizione: 2011
Pagine: 233 p., Brossura
  • EAN: 9788815150530
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    Edy Montermini

    21/07/2011 13:46:12

    E' sbagliata la tesi sostenuta dal libro, perchè Tocqueville non fu mai un "fervente colonialista". Nei suoi dieci anni di vita politica, il suo presunto colonialismo si riassume in due articoli pubblicati su un giornale semisconosciuto, un memorandum scritto per uso personale e non destinato alla pubblicazione, il discorso parlamentare del 1846, fortemente critico nei confronti dell'amministrazione coloniale francese, e le due relazioni critiche sulla legge del 1847, relazioni che portarono alle dimissioni del governatore francese in Algeria. Inoltre, Tocqueville non giustificò mai il colonialismo con l'argomento della missione civilizzatrice, né con quello della superiorità del cristianesimo. Tocqueville chiedeva per l'Algeria giustizia e rigore, ma sapeva che la colonizzazione si faceva sempre a spese dei colonizzati. Come Massignon in seguito, chiedeva che si rispettasse la cultura degli algerini, ma trovò poco ascolto. Quando interviene nel 1847 contro la spoliazione dei beni delle fondazioni musulmane, parla a favore di un aiuto materiale all'Algeria. Non si stanca di ripetere che la colonizzazione porta discredito alla Francia, e che la distruzione dei monumenti e degli edifici sacri islamici non può che provocare il disprezzo dei colonizzati per i francesi.

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