Traduttore: G. M. Follaco
Editore: Adelphi
Collana: Fabula
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 27 febbraio 2018
Pagine: 175 p., Brossura
  • EAN: 9788845932441

22° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Gialli - Narrativa gialla

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Descrizione
Con questo noir dal fascino ossessivo, tutto incentrato su orari e nomi di treni - un congegno perfetto che ruota intorno a una manciata di minuti -, Matsumoto ha firmato un'indagine impossibile, ma anche un libro allusivo, che sa con sottigliezza far parlare il Giappone.

«Libro cult, uscito negli anni '70, caduto nell'oblio e finalmente riscoperto. L'indagine sulla morte di due amanti ruota attorno agli orari dei treni e alla gestione del tempo di una mente diabolica. Un noir ossessivo e dagli ingranaggi perfetti» - Robinson, La Repubblica

Si era appena fatto giorno. Il mare era avvolto in una foschia lattiginosa. Shikanoshima, l'isola dei cervi, si vedeva a malapena, così come il sentiero del mare. Tirava una brezza fredda e salmastra. L'operaio, col bavero alzato e il capo chino, procedeva a passo svelto. Attraversava quella spiaggia rocciosa per arrivare prima in fabbrica, come era sua abitudine. Ma qualcosa di totalmente inatteso attirò il suo sguardo, sempre rivolto al suolo. Due corpi adagiati su una lastra di roccia scura stonavano incredibilmente con quel paesaggio a lui così familiare.

In una cala rocciosa della baia di Hakata, i corpi di un uomo e di una donna vengono rinvenuti all'alba. Entrambi sono giovani e belli. Il colorito acceso delle guance rivela che hanno assunto del cianuro. Un suicidio d'amore, non ci sono dubbi. La polizia di Fukuoka sembra quasi delusa: niente indagini, niente colpevole. Ma, almeno agli occhi di Torigai Jutaro, vecchio investigatore dall'aria indolente e dagli abiti logori, e del suo giovane collega di Tokyo, Mihara Kiichi, qualcosa non torna: se i due sono arrivati con il medesimo rapido da Tokyo, perché mai lui, Sayama Ken'ichi, funzionario di un ministero al centro di un grosso scandalo per corruzione, è rimasto cinque giorni chiuso in albergo in attesa di una telefonata? E perché poi se n'è andato precipitosamente lasciando una valigia? Ma soprattutto: dov'era intanto lei, l'amante, la seducente Otoki, che di professione intratteneva i clienti in un ristorante? Bizzarro comportamento per due che hanno deciso di farla finita. Per fortuna sia Torigai che Mihara diffidano delle idee preconcette, e sono dotati di una perseveranza e di un intuito fuori del comune. Perché chi ha ordito quella gelida, impeccabile macchinazione è una mente diabolica, capace di capovolgere la realtà. Non solo: è un genio nella gestione del tempo.

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Recensioni dei clienti

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    Simona

    14/01/2019 17:21:48

    Un giallo scritto con uno stile molto delicato, che permette una lettura scorrevole. Interessante l'idea di incentrare le indagini sulle coincidenze degli orari dei treni, ma a parer mio la persona maggiormente coinvolta nella vicenda si riesce ad individuare prestissimo nel corso del romanzo. Consigliato per una lettura leggera, ma senza troppe aspettative.

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    Alinghi

    03/11/2018 13:04:07

    Voto medio perché di difficile inquadramento. Eccessivamente ridondante per nomi e orari, a volte tali da far perdere il filo della narrazione. Ma allo stesso tempo giallo old style, quasi rilassante accompagna il lettore passo passo fino alla soluzione. Atmosfere giapponesi perfettamente descritte, trama semplice, piccolo colpo di scena presente...indubbiamente un buon libro

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    Francesco

    23/09/2018 12:48:23

    Se Matsumoto Seicho è stato rinominato “il Simenon del Giappone” un motivo ci sarà. Il ritrovamento di due cadaveri, di un uomo e una donna, fa inizialmente sospettare un suicidio di coppia. Ma all’ispettore Torigai qualcosa non quadra e per questo darà il via ad una serie di indagini che coinvolgeranno binari ferroviari, rotte aeree e traghetti. Una trama avvincente ambientata negli anni ’60 ma dalla scrittura assolutamente contemporanea. Consigliato a tutti gli amanti dei gialli e, ovviamente, del Giappone. Due piccole chicche sono il glossario a fondo libro contenente parole e luoghi tipici, nonché una bellissima mappa che impreziosisce il volume.

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    elide

    23/09/2018 10:39:53

    Avevo una grande aspettativa di questo romanzo in definitiva per contro si è dimostrato noioso pieno di dettagli non memorizzabili ossessivi e pedanti quanto ripetitivi e ridondanti che non permettono di seguire il filo logico che in definitiva si dimostra inconsistente inconcludente e del tutto deludente nel senso che per quanto ci sia una conclusione non si può dire che sia entusiasmante, sobsrriva alla fine è si tira un respiro di sollievo, non se ne poteva più di questa miriade di dettagli, ovviamente è un’opinione del tutto soggettiva che sarà sicuramente sconfermata da altri lettori, volevo leggere un altro romanzo di questo autore, ma ho abbandonato immediatamente questo proposito.

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    Ele muniz

    18/09/2018 13:28:03

    Un giallo appassionante ed intrigante. Una narrazione precisa che è fluente

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    Marcella

    18/09/2018 10:26:35

    Delicato. La lettura di questo libro è stata delicata, proprio come lo stile nipponico. Mi è piaciuto molto quasi quasi vorrei che fosse fatto un film. La trama per nulla scontata, è stata un susseguirsi di intuizioni da parte dello Sherlock giappo, brillanti. 4 minuti e una serie di infiniti treni e voli sono stati la scenografia di questo suicidio. Ogni tanto mi soffermavo a realizzare la quantità di treni che partono e arrivano per tutto il Giappone, meravigliandomi della precisione e puntualità. Il finale per nulla scontato, anzi l'ultimo capitolo di tiene ancorato alle pagine e alla fine chiudi il libro e l'unica esclamazione è : geniale!. Forse l'unica pecca è stato l'intreccio di orari e stazioni, seguire i vari scambi non é stato molto semplice.

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    simone

    11/09/2018 14:10:47

    Ottimo giallo vecchia maniera. In questo bel libro scritto nel 1958 intuito, arguzia e intelligenza supportano una vera indagine, alla Poirot per intenderci. Ovviamente non adatto a chi legge Carrisi o Nesbo, siamo su un altro pianeta. Scordatevi serial killer sanguinari, colpi di scena a ripetizione e inseguimenti mozzafiato, se la trama è perfettamente congegnata e il meccanismo del giallo scorre perfettamente, non ce n'è bisogno.

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    Carlo Artioli

    02/09/2018 07:40:35

    Mi allineo ai giudizi negativi espressi da una minoranza di lettori. Ho trovato il libro poco avvincente e fondato tutto su un problema di orari ferroviari e coincidenze di minuti che francamente alla fine hanno reso arido un intrigo di per se’ interessante ma sul quale si poteva certamente costruire di piu’ e meglio. Trovo inoltre a dir poco scandaloso l’accostamento di questo autore a Simenon, che ho letto sul risvolto di copertina. Le atmosfere, l’ambientazione, le luci, i rumori e in generale l’approfondimento psicologico dei personaggi che troviamo in Simenon qui non sono nemmeno abbozzati.

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    Giannina

    24/08/2018 10:08:05

    Bel libro che si legge in maniera scorrevole, anche se l'indagine è incentrata su orari e nomi di località che possono creare difficoltà di memorizzazione. Ho apprezzato molto l'espediente che lo scrittore ha utilizzato per raccontarci la soluzione del caso, la modalità e l'intreccio mi hanno un po' ricordato gli investigatori ed i casi di Agata Christie, ma è solo una mia impressione. In definitiva un giallo di buona fattura, che non dura troppo e che ho trovato molto piacevole leggere.

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    luciano

    19/08/2018 16:11:45

    E' un giallo giapponese del 1958, con tanto di cartina geografica del Giappone, assai utile per comprendere gli spostamenti dell'investigatore, che va dal sud al nord, dall'isola di Kyūshū a quella di Hokkaidō. Sulla spiaggia di Hakata, nell'isola di Kyūshū, alle sei e mezza di un gelido mattino del 21 gennaio, vengono trovati due cadaveri. La causa del decesso è avvelenamento da cianuro di potassio. Si pensa immediatamente ad un duplice suicidio d'amore e per la polizia ciò è sufficiente per archiviare il caso. Lui si chiama Sayama e ha trentun anni, lavora all'ufficio X del Ministero X, in veste di vice-capo, e proprio questo ufficio è al centro di un grosso scandalo di corruzione. Lei si chiama Otoki, ha ventisei anni e lavora, come intrattenitrice dei clienti, nel ristorante Koyuki di Tokio. L'ispettore Mihara Kuchi non è per nulla convinto dell'ipotesi di duplice suicidio e riapre il caso. L 'indagine ruota tutta,dall'inizio alla fine, intorno a orari di treni, in modo ossessivo e claustrofobico, in una spirale che non si allenta mai.

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    AdrianaT.

    01/07/2018 08:06:56

    Cercavo qualcosa di esotico in un genere che ormai ho superato, ma di esotico ci ho trovato solo nomi e luoghi. Cercavo un intermezzo di lettura leggera ma stimolante, che avesse almeno un quid di particolarità e di originalità, ma ci ho trovato noia, ovvietà e anche leggerezze e omissioni procedurali investigative. Null'altro da aggiungere.

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    jane

    26/06/2018 12:53:30

    Mi dispiace essere una voce fuori dal coro, ma non riesco a condividere l'entusiasmo di chi mi ha preceduto. D' accordo è originale l' indagine basata sul controllo meticoloso degli orari dei treni, delle coincidenze e dei biglietti, ma visto che questo si protrae per tutto il libro, la storia diventa noiosa. Interessante l'ambientazione nel Giappone anni '50 ed emblematica la soluzione del caso.

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    maurizio crispi

    16/05/2018 07:59:11

    Di Seicho Matsumoto, in Italia sono stati già pubblicati alcuni gialli, ma sono rimasti confinati nella collana dei Gialli Mondadori che sancisce marcatamente l'appartenenza di un'opera ad un genere. Adelphi ha compiuto la meritoria azione di pubblicare un romanzo prima inedito nella sua collana Fabula, riconoscendo pertanto l'importanza letteraria di Matsumoto Seicho, definito da molti che lo hanno già letto come il "Simenon" giapponese. Questo Tokyo Express è davvero intrigante: un giallo indiario, in cui l'acume e la lucidità di ragionamento dei deu poliziotti coinvolti riescono a risolvere il caso apparente del doppio suicidio di due amanti, trovati morti per intossicazione da cianuro, l'uno accanto all'altra sulla riva di una suggestiva caletta nell'isola di Kiushu. E' soprattutto Mihara Kiichi della polizia metropolitana di Tokyo, forte delle interessanti intuizioni del detective locale, il primo a svolgere delle indagini sul posto, a cercare di demolire quella che, ad intuito, è una falsa verità e a stare sulla traccia come un segugio, con sagacia e determinazione. Siamo di fronte ad un mistero, analogo a quello del topos dell'omicio in una camera chiusa, solo che qui l'ipotesi del doppio suicidio è apparentemente inconfutabile per via della invincibile matematica dei numeri, che nella fattispecie sono gli orari ferroviari. Si arriva volentieri sino alla fine, risucchiati dal meccanismi narrativo. Di Seicho Matsumoto, in Italia sono stati già pubblicati alcuni gialli, ma sono rimasti confinati nella collana dei Gialli Mondadori che sancisce marcatamente l'appartenenza di un'opera ad un genere. Adelphi ha compiuto la meritoria azione di pubblicare un romanzo prima inedito nella sua collana Fabula, riconoscendo pertanto l'importanza letteraria di Matsumoto Seicho, definito da molti che lo hanno già letto come il "Simenon" giapponese. Questo Tokyo Express è davvero intrigante: un giallo indiario, in cui l'acume e la lucidità di ragionamento dei deu poliziotti co

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    Carlo

    25/03/2018 07:56:29

    Capolavoro! Paradigma di come deve essere un giallo! 170 pagine essenziali alla storia, senza ridondanze! Lucide, esaustive, un meccanismo complicato dove, alla fine, tutti gli elementi trovano il loro posto. E che grande potenza filmica! Sembra di stare davanti a uno schermo dove scorrono le immagini in banco e nero dei primi film "neorealistici" di Akiro Kurosawa con Toshiro Mifune. Una storia molto "giapponese" che, certo, non avrebbe potuto funzionare in Italia. Forse in Svizzera! Anche se nell'ultima pagina qualcosa di italiano c'è ...

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    Nika

    19/03/2018 10:25:48

    Un giallo raffinato e d'altri tempi...tempi giapponesi, tra l'altro. Questo breve romanzo ti trasporta in un soffio nelle atmosfere sospese del Giappone degli anni '50, che si riflettono prepotenti anche nel ruolo remissivo della donna. La scrittura é lenta, delicata, la trama semplice, eppure non si puó che restarne affascinati. Bella lettura.

Vedi tutte le 15 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

Treni puntuali e rifiuto delle apparenze, ecco Matsumoto

Chi abbia messo piede in Giappone relativamente di recente, negli ultimi quindici, venti anni, farebbe fatica a immaginare una plausibile trama gialla in una terra così ordinata, rispettosa di tutto e tutti, freneticamente devota al lavoro e alla tecnologia. Leggendo i libri di Matsumoto Seicho, però, si fa in fretta a cambiare idea. Non sono una novità assoluta in Italia, ma le poche traduzioni risalgono a parecchi decenni fa e Adelphi, probabilmente, ha colto il momento giusto per trovare nuovi lettori a questo autore nipponico, scomparso da oltre un quarto di secolo.

Prolifico e popolare, nel dopoguerra Matsumoto Seicho è stato l’alfiere del rilancio del poliziesco nel paese del Sol Levante. Per quanto asciutti nello stile, i suoi gialli sono sì classici, ma perfettamente immersi nella realtà quotidiana e non perdono mai di vista la società e l’epoca in cui sono ambientati. E criticano spietatamente ombre e alienazione della modernità (morto all’inizio degli anni Novanta, l’autore non ha visto l’esponenziale crescita tecnologica del Giappone..), l’incontrollata espansione urbana, il potere intrecciato alla corruzione. Valga per tutti quello che è il suo titolo più noto, appunto riproposto da Adelphi, con la traduzione di Gala Maria Follaco, Tokyo Express, scritto sessant’anni fa. La lettura è veloce, i colpi di scena non mancano, fino all’epilogo. E tutto ciò è reso possibile dalla caparbietà e dalla fiducia nei dettagli di due investigatori, l’anziano e malinconico Torigai Jutaro e il giovane Mihara Kiichi del dipartimento di Tokyo, niente affatto convinti da un delitto che avrebbe una spiegazione… semplice.

Il doppio suicidio d’amore (tema abbastanza ricorrente nella letteratura giapponese) è la partenza di un’indagine, che porterà altrove. Nella baia di Hakata dell’isola Kyushu, a pochi chilometri da Tokyo, vengono rinvenuti i cadaveri di Sayama Ken’ichi, funzionario ministeriale alle prese con le accuse nell’ambito di uno scandalo per corruzione, e Otoki, giovane intrattenitrice di un ristorante. Ai più sembra chiaro ed evidente che i due siano morti sulla spiaggia ventosa e rocciosa per avere assunto, assieme, un veleno, viene anche rinvenuta una bottiglietta di succo di frutta con tracce di cianuto. Apparenza e idee preconcette, però, non hanno casa tra i pensieri dei due investigatori.

Dettagli all’apparenza insignificanti e il meccanismo puntuale e perfetto che è il sistema ferroviario giapponese costituiscono il fulcro del libro di Matsumoto Seicho, abile nella tenuta di un’indagine lunga mesi, minuziosa e ossessiva e di un’architettura narrativa che si regge sulle coincidenze dei treni in partenza. Il locale distretto ha archiviato il caso, nonostante i dubbi di Torigai Jutaro (che è vicino al pensionamento, ma non molla di un millimetro…), ma quando dopo alcune decine di pagine irrompe Mihara Kiichi è chiaro che si giungerà a una svolta. Si creano crepe nelle certezze di indiscutibili apparenze e inizia un’indagine, frutto di perseveranza e istinto, che trascina il lettore lungo tutto il Giappone, dalle atmosfere metropolitane di Tokyo a quelle decisamente meno moderne dell’Hokkaido e del Kyushu. Emergono così incongruenze nelle testimonianze, dubbi concreti, interrogatori che lentamente ricompongono un puzzle di tanti pezzi, un disegno che non è perfetto, ma quasi. E viaggiando su e giù per il Giappone, Mihara Kiichi giungerà a una conclusione, naturalmente inattesa, a sorpresa.

Il poliziesco di Matsumoto Seicho non ha nulla da invidiare a romanzi di genere che vanno oggi per la maggiore, facendo tranquillamente a meno però di inseguimenti e spargimenti di sangue. La tensione è tutta cerebrale. Convivono azione, dialoghi, riflessioni dei protagonisti, in un equilibrio sottile. Le pagine, in più, trasudano, l’aura esotica di quella che resta una terra lontana e mitica (almeno per chi vive in Europa), anche se l’autore non indugia più di tanto su certi particolari.

Recensione di Arturo Bollino