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Totò e i Re di Roma

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Paese: Italia
Anno: 1951
Supporto: DVD

39° nella classifica Bestseller di IBS Film Film - Commedia - Comico

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Dopo essere stato licenziato, un povero impiegato statale non vede altra soluzione, per poter mantenere la numerosa famiglia, che quella di morire e riapparire in sogno alla moglie con dei numeri fortunati da giocare al lotto.
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    Claudio

    14/05/2020 23:15:41

    Film che si può dividere a metà: una prima parte tratti molto divertente e a tratti drammatico. Spicca il duello tra Totò, spalleggiato da Aroldo Tieri, e un giovanissimo e straordinario Alberto Sordi. Totò archivista capo al Ministero (celebre la battuta: "E poi dicono che uno si butta a sinistra"!) deve ritrovare un pappagallo per il maestro del paese, il petulante e asfissiante Alberto Sordi (personaggio in linea con quello di "Mamma mia che impressione!"). L'ultima parte perde invece un po' di smalto e all'epoca è stata oggetto di forti critiche.

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    Mario

    09/03/2019 12:21:21

    Il titolo originale avrebbe dovuto essere E poi dice che uno..., con riferimento a una frase pronunciata spesso da Totò durante il film: «E poi dice che uno si butta a sinistra...!». Nella scena dell'interrogazione, quando Alberto Sordi chiede a Totò il nome di un pachiderma, si sente la risposta doppiata con voce diversa, che risponde: «Bartali!». Il movimento labiale dell'attore già tradisce il cambiamento e inoltre la risposta di Sordi - «Vedo che Lei non ha perso l'abitudine d'insultare i suoi superiori!» - rende ancor più evidente la manomissione del copione originario.

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    Noel

    05/03/2019 22:11:50

    Ercole Pappalardo lavora come archivista capo al Ministero; è in attesa della promozione - che lo aiuterebbe a mantenere in modo più dignitoso la sua numerosa famiglia - e della nomina a cavaliere. Un giorno viene chiamato, assieme al suo superiore, il cavalier Capasso, dal ministro in persona, "Sua Eccellenza" Langherozzi-Schianchi, perché si metta a disposizione di un suo conterraneo, del quale il ministro vuole avere il consenso in vista delle prossime elezioni. L'uomo con cui il Pappalardo si deve confrontare è un pedante maestro elementare, Palocco, che pretende dall'archivista capo il ritrovamento di una pratica riguardante il trasferimento di un pappagallo già appartenuto a un defunto musicista del suo paese, di cui Palocco è un grande estimatore, ed eventualmente anche il ritrovamento del pennuto stesso.

  • Film in bianco e nero
  • Produzione: Ripley's Home Video, 2016
  • Distribuzione: Terminal Video
  • Durata: 95 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 1.0 - mono);Italiano (Dolby Digital 5.1)
  • Lingua sottotitoli: Italiano per non udenti
  • Formato Schermo: 1,33:1
  • Area2
  • Contenuti: commenti critici; interviste; curiosità; filmografie
  • Mario Monicelli Cover

    Regista italiano. Dopo aver realizzato nel 1935, con il cugino Alberto Mondadori, un mediometraggio (I ragazzi della via Paal) ed essere stato aiuto-regista e sceneggiatore, affronta la regia nel 1949, dirigendo con Steno otto film di prevalente intonazione comica e con un eccellente Totò (tra cui Vita da cani, 1950, e Guardie e ladri, 1951). Dal 1954 lavora da solo (Proibito, melodramma sociale da un romanzo di G. Deledda), alternando film drammatici a film comici, quasi sempre legati a temi di critica sociale. Dopo Totò e Carolina (1955), dirige la coppia A. Sordi-F. Valeri nel satirico Un eroe dei nostri tempi (1955), lancia E. Martinelli nella commedia rosa Donatella (1956) e anticipa la commedia all'italiana, rivelando le doti comiche di V. Gassman con I soliti ignoti (1958). Leone d'oro... Approfondisci
  • Alberto Sordi Cover

    "Attore e regista italiano. Comincia a recitare a metà degli anni ’30 dividendosi fra l’avanspettacolo, il teatro di rivista e piccole comparse al cinema (dà la voce a Ollio/O. Hardy). Il primo film da coprotagonista è I tre aquilotti (1942) di M. Mattòli, anche se negli anni ’40 i maggiori successi gli vengono dal teatro leggero e dalla radio, medium nel quale S. sperimenta e costruisce una galleria di personaggi che porterà infinite volte e con grande successo al cinema, ritraendo un uomo banalmente medio la cui apparente cattiveria nasconde una malcelata ingenuità, un cialtrone sostanzialmente vigliacco, uno sbruffone succube delle circostanze, un individuo in bilico fra la tragedia e la farsa. F. Fellini si accorge del suo immenso talento e lo chiama a interpretare il meschino divo dei... Approfondisci
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