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Ilya Prigogine, Isabelle Stengers

Traduttore: C. Tatasciore
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Tipo: Libro universitario
Pagine: 224 p., Brossura
  • EAN: 9788833925806
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    Fausto Intilla

    29/06/2006 21.04.22

    E’ chiaro che nessun fisico...sano di mente,oserebbe mai mettere in discussione il fatto che spazio e tempo siano del tutto relativi al sistema a cui essi appartengono; e che quindi mai e poi mai si azzarderebbe a parlare di uno spazio e di un tempo assoluti.Ma grazie al lavoro di Prigogine,è possibile perlomeno arrivare ad accettare l’idea di un Tempo Assoluto. Ora,accettando pienamente questa premessa,ossia che l’intero Universo sia definito da una sorta di Tempo Assoluto, grazie a quel semplice gioco di simmetrie che ha sempre caratterizzato ogni nuovo principio in campo scientifico,dovrà necessariamente esistere anche la sua controparte...ossia lo Spazio Assoluto! Se diamo per certo l’assunto che la struttura fondamentale dello spazio-tempo rimane costante in ogni punto dell’Universo , dobbiamo anche dare per scontato che spazio e tempo debbano necessariamente sottostare ad una legge universale di complementarietà, atta appunto a garantire l’invariabilità della struttura fondamentale dello spazio-tempo... in qualsiasi regione dell’Universo ! Sarebbe a questo punto del tutto sbagliato credere che io voglia riproporre, con altre vesti,la famosa Costante Cosmologica di Einstein; il prodotto di spazio e tempo (siano essi assoluti o relativi), definisce una costante (K) che non può essere espressa in unità di energia (Joules,eV,cal,...)! Ciò che rappresenta invece tale costante,che io ho definito con il simbolo K, non è nient’altro che lo spettro,l’”anima”, di ogni struttura spaziotemporale; esprimibile ovviamente con un’unità simbolica di misura.Vi è solo un modo per poter ripristinare il concetto di Costante Cosmologica,senza che esso entri in contrasto con le leggi della Teoria della Relatività, ed è quello di intendere tale Costante come un’entità simbolica ,legata al concetto di energia da Piani talmente sottili,che l’uomo odierno non è ancora in grado di visualizzare e quindi di esporre in forma matematica; solo in tale accezione,è possibile identificare la costante K,con la Costante Cosmologica.

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