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Giancarlo De Cataldo

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2010
Pagine: 582 p. , Brossura
  • EAN: 9788806202118

Recensioni dei clienti

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    Lara

    01/03/2015 15.35.19

    Mi è piaciuto parecchio. Trovo che il libro ci guadagni in dinamismo dallo stile frammentato che alcuni criticano, anche perché ha sfatato il preconcetto che mi aveva sempre fatto ignorare romanzi sul Risorgimento italiano, immaginandoli chissà perchè noiosi. Probabilmente risulta più godibile e meno "ostico" se si hanno alcune nozioni sul periodo storico (in questo mi ricorda un po' Q, anche se non raggiunge quel livello superiore). In ogni caso sia per il quadro che dipinge, che per lo stile di De Cataldo, l'ho trovato un mosaico di storie ed eventi affascinante e per nulla noioso.

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    magliabianca

    27/03/2013 22.47.01

    A me il romanzo è piaciuto, e non poco. Non l'ho trovato di certo noioso avendolo finito in tre giorni, in più la ricostruzione storica è puntuale e ha un taglio moderno che la rende più accattivante. Buone anche le caratterizzazioni dei personaggi e la ricostruzione "verista" dei linguaggi. Inoltre l'espediente del portare avanti la storia su vari fronti dà un quadro generale della situazione italiane nel suo insieme.

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    marina

    16/04/2012 23.34.43

    a me il libro è piaciuto molto.Specchio delle sfaccettature politiche italiane.Dopo 150 anni ancora vediamo le immagini riflesse.

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    Salvatore

    08/01/2012 10.11.16

    Una piacevolissima rilettura del Risorgimento. Un ottimo Romanzo Storico Noir. Il Ritmo è incalzante e vivace, la trama fluida e la narrazione è avvincente. Ho molto apprezzato la mancanza di retorica Meridionalista o Padanizzante. Tante spiegazioni dell'attuale situazione Italiana vanno cercate nella genesi della nazione, divisa fin dalla nascita ed ostaggio di consorterie e ricatti vari. Un gran bel Libro.

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    Dic57

    11/11/2011 12.36.50

    Condivido l'opinione di Antox. Anch'io sono stato tentato, dopo averne letto più di cento pagine, di accantonarlo. Non carburava, stentava a prendere ritmo, sembrava troppo scontato, ma poi, mano a mano che la storia si dipanava, ne sono stato attratto e ne ho finito la lettura con sempre maggiore piacere! Mi ha risvegliato ricordi sopiti, tratti dai vecchi libri di scuola, e quei personaggi così familiari in qualche caso mi hanno rivelato aspetti che non conoscevo. Credo sia una buona lettura e, magari, in questi tempi bui, nei quali ciascuno di noi ha tanti dubbi sul futuro di questa nostra Italia, ripensare a ciò che si è dovuto fare per unirla e a quanti hanno sacrificato sè stessi per la Nazione che volevano far nascere potrebbe servirci a riflettere!

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    Daniele Falcioni

    04/11/2011 12.29.48

    Di una pesantezza incredibile: patetico, dozzinale e scritto malissimo. L'uso del dialetto è sicuramente forzato; avrà mai letto questo autore i neorealisti? Metto 1/5 perché 0 non si può mettere.

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    Vincenzo

    18/10/2011 06.07.10

    Lungo, frammentato, poco appassionante. Personaggi con poco spessore o forse con caratteristiche ancora da approfondire, cosa che per adesso non farò, avendo smesso di leggere a circa un terzo del libro. Un "fantarisorgimento" che non consiglio.

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    antox

    25/09/2011 13.07.00

    solo gli stupidi non cambiano idea... ecco perché devo spendere di nuovo due parole su questo romanzo. lo avevo già commentato circa un anno fa, in maniera negativa. poi però, dopo aver lasciato il libro per mesi sullo scaffale, ho deciso di dargli un'altra possibilità...e stavolta l'ho letto davvero con piacere. mi sono lasciato trasportare dalla storia e dalle vicende del risorgimento, tutti i personaggi hanno un carattere ben delineato e ampiamente descritto con maestria da de cataldo. un romanzo appassionante che fa riflettere sul presente, parlando del passato.

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    parish

    08/06/2011 12.34.37

    ho comprato questo libro con grande entusiasmo nella scia di suoi scritti già letti........... devo dire però che nn ci ho capito nulla, e che arrivando a pagina 146 l'ho chiuso definitivamente per nn aprirlo mai più!!!! che delusione.

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    lucia 78

    06/04/2011 22.48.52

    De Cataldo poteva fare a mio avviso di più, ma nel complesso un buon libro.

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    Andrea

    29/03/2011 12.37.02

    Un libro pesante, mastodontico, spezzettato da una miriade di paragrafetti che confondono il lettore spaesato tra una storia e l'altra. Centinaia di personaggi con connotazioni psicologiche fisse e immutabili. Marionette di una storia del Risorgimento che chiariscono poco o nulla sulla vicenda storica e che non appassionano per quanto riguarda la mimesis artistica che un romanzo dovrebbe avere insita per essere tale. Una delusione.

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    paolo severi

    14/03/2011 07.57.52

    Non sarà Romanzo Criminale, ma a me quest'ultima opera di De Cataldo è comunque piaciuta. Leggera nella narrazione e nella ricostruzione storica, insegna comunque a molti italiani di oggi, non esperti del Risorgimento, come si è giunti all'unità d'Italia: da tanti piccoli rivoli si è formato un fiume che è corso verso lo Stato unitario. Buona prova: 8/10.

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    ilse

    28/02/2011 09.57.48

    Fedele al suo stile (cfr. complottismo e New Italian Epic) De Cataldo traduce Romanzo criminale in chiave risorgimentale. Coralità dei personaggi che all'inizio si presentano in ordine sparso, disorientano, forse anche scoraggiano al proseguimento della lettura. Via via però la passione ti prende, e che passione!: il Risorgimento come impasto di ingredienti i più diversi non può che portare a un pasticcio e ancora ne paghiamo il conto. Sesso, mafia, amore, real politik, tradimento, avventura, sangue, ricchi e poveri, illusi e cinici, romantici e delinquenti, mezze streghe e idealisti, padri della Patria e comunisti: un feuilleton nel quale scegliere il proprio personaggio preferito e sentirsi parte attiva, perché è la Nostra Storia che si sta mettendo in scena.

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    Michele

    11/02/2011 16.14.48

    Mi associo con chi mi ha preceduto dando un giudizio non positivo su questo romanzo. Mi dispiace, perché ero convinto che dall'autore ci si potesse legittimanente aspettare di più, tanto più che il soggetto scelto, il Risorgimento, è un argomento di sicura ispirazione. Anche perché molto ci sarebbe da dire su quegli anni, forse un po' meno trionfali di quelli raccontati dalla storiografia classica, ma sicuramente decisivi per la costruzione del nostro paese. Il risultato invece è piuttosto scadente. La trama confusa ed in alcune parti una narrativa frettolosa non aiuta il lettore a comprendere il contesto nel quale si muovono i personaggi. In definitiva la lettura ti prende, ma non ti appassiona. Insomma, un'occasione persa.

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    Silvia

    26/01/2011 11.52.54

    Che dire: a me è piaciuto molto.

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    Elissa

    17/01/2011 14.27.16

    Fango. Mafiosi, assassini, depravati, traditori di se stessi e poi del resto, il particolare mascherato e spacciato da bene comune. A noi italiani piace, ci piace da matti sguazzare nella melma, e alzare gli occhi solo per esibire disillusione. Siamo scafati noi! I puri ci sono, ma o se la filano in India, o si rintanano nel privato, o vengono serenamente presi per i fondelli. Il quadro storico è presentato in modo anche originale. Peccato che l'ansia per la dietrologia dello schifo, impoverisca dinamiche e personalita'. Eppure, eppure dal letame qualcosa nasce. Non fiori magari, ma è sempre vita, che nasce sempre dalla morte.

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    antox

    11/12/2010 19.23.37

    sono arrivato alla 151 pagina, poi ho dovuto chiudere il libro e depositarlo sullo scaffale. e lì starà per il resto della vita. 21 euro buttati via. vi sconsiglio di comprarlo.

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    gabril

    11/12/2010 18.41.34

    Incoerente e frammentario, il racconto si apre, chiude e riapre in brevi scene con repentini cambi di situazioni, luoghi e personaggi, nessuno dei quali ha una giustificazione plausibile a ciò che sente e fa. Come lanciando sassi casuali sopra un mucchio, l'autore delinea il quadro disordinato di una storia che fa dell'Italia un'entità fittizia e irrisolta tra le mani di eroi fanatici e bacchettoni, briganti irresoluti, spie al soldo di chiunque, figuranti di cui si perdono ben presto le tracce. Che l'Italia sia in crisi forse si capisce anche dall'incapacità di farne un racconto, un'epica, una poesia o, al limite, un solenne lamento funebre. Occasione sprecata per De Cataldo.

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    Bracardirum

    19/11/2010 18.23.13

    Questa vivace cronaca romanzata della sanguinosa guerra civile per la colonizzazione del meridione d'Italia da parte del Regno Sabaudo - fatta pudicamente passare alla storia, scritta a bocce ferme dai vincitori, come una specie di dolorosa ma necessaria azione di polizia - ben si presterebbe ad essere tradotta in ballate popolari da portare allegramente e senza rancore in giro, a cominciare dalle piazze di tutta quella parte di Italia che adesso rinnega ogni promiscuità di bilancio statale con gli eredi dei "derubati" di allora. Sarebbe anche un tentativo di restituzione culturale, diosolosa quanto proficuo ma senza dubbio doveroso, da parte degli analfabeti di allora nei confronti dei tetri barbari di oggi. Bravo De Cataldo, fai imbestialire o ridere ad ogni pagina, sei un puparo nato.

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    Mauro

    03/11/2010 11.40.30

    Non sono riuscito a finirlo. In genere arrivo fino in fondo anche se un libro non mi cattura o non mi sembra interessante. Ma questo l'ho lasciato verso pagina 200. Manca un filo logico. Bho! Qualcuno me lo spieghi.

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