Il tramonto dell'euro. Come e perché la fine della moneta unica salverebbe democrazia e benessere in Europa

Alberto Bagnai

Editore: Imprimatur
Collana: Saggi
Anno edizione: 2016
Pagine: 324 p., Brossura
  • EAN: 9788868304522

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Recensioni dei clienti

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    Fabio

    13/11/2017 21:56:37

    Libro che dovrebbe leggere chiunque per capire la attuale crisi economico finanziaria. Bagnai da nobel direi.

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    n.d.

    14/10/2017 15:02:23

    Libro eccellente e anche se scritto nel 2012 ancora attualissimo. Utile a comprendere il presente e il futuro dell'Italia nell'euro. Argomenti complessi di economia trattati con semplicità e ironia e resi comprensibili a chiunque. Da non perdere.

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    Raffaele

    21/07/2017 13:22:17

    E' il libro, insieme al sito, che ha dato le spiegazioni a tutto ciò che i miei occhi vedevano e non comprendevano. E' un libro assolutamente da leggere e far leggere per capire la realtà di ciò che ci accade intorno e sperare di salvare il futuro nostro, dei nostri figli e dell'Italia tutta. Le teorie economiche sono spiegate in modo chiaro e comprensibile a tutti. Consiglio vivamente. USCIRE DALL'EURO IMMEDIATAMENTE!

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    Daniele Cellini

    29/06/2017 21:29:41

    Libro veramente illuminante. In alcuni passaggi tecnico e specialistico, ma molto chiaro anche per chi non è esperto di materie economiche. Va alla radice del problema dell'euro e dell'europa, che nascono dalla innaturalità della moneta unica e delle strutture europee, come la Banca centrale e la sua indipendenza dal potere politico.

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    Bit78

    29/05/2017 11:44:34

    Ben scritto. Alberto ha fatto un buon lavoro. Da far leggere agli studenti universitari!

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    cristina

    25/03/2016 12:51:57

    Devo veramente fare i complimenti all'autore per avermi aperto gli occhi! Questo libro offre A TUTTI l'opportunità di capire bene la realtà economica che stiamo vivendo, anche per chi, come me, non è laureato in economia. Penso che nelle scuole gli insegnanti dovrebbero farlo leggere e che sarebbe utile lo leggessero più persone possibile per scoprire che razza di porcheria è l'euro e soprattutto grazie a chi siamo in questa situazione, perchè senza questa consapevolezza non potremmo mai risollevare il nostro paese.

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    Antonio Luciano

    02/11/2014 10:22:58

    Ho letto il libro attentamente, per 2 volte. E mi è piaciuto, per una serie di motivi, primo fra tutti che dice una gran quantità di cose logiche secondo il senso comune. Prima ancora che secondo le leggi macroeconomiche. Alberto Bagnai, in questo momento, per me è senza dubbio il Piero Angela dell'economia italiana. Un grande e simpatico divulgatore. Un libro che consiglio di cuore a tutti, anche per Natale :-)

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    luca jourdan

    21/10/2014 11:07:02

    Bagnai ha ragione, purtroppo!!

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    Fabio

    18/04/2014 15:04:40

    Per conoscere la verità che sbriciola i luoghi comuni di tutti coloro che difendono l'euro non ritenendolo la causa di questa crisi infinita. Il libro fornisce dati inconfutabili con esempi logici e grafici ufficiali.

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    madame bovary

    09/04/2014 12:39:29

    Bagnai sa il fatto suo e ha tutto il diritto di esprimere opinioni diverse da quelle che lui chiama il pensiero unico sulla bontà dell'euro. Inaccettabile (fino al punto di rendere quasi illeggibile il testo) è lo stile al limite dell'insulto per chi la pensa diversamente. Purtroppo quello che dice Bagnai non ha riscontro nella realtà perché nessuno può dire con certezza che cosa potrebbe succedere se l'Italia e altri Paesi deboli uscissero dalla moneta unica. La sua parola contro quella di chi teme la catastrofe: e nella lista, anche se il professore di Chieti non esiterebbe a definirli così, non ci sono esattamente dei cretini. Un anti-europeismo con la bava alla bocca che fa (quasi) paura. La democrazia e il benessere si devono salvare con altri toni e altri presupposti. Una delusione vera.

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    jJ

    26/03/2014 23:30:09

    Ho avuto un chiarimento totale della situazione italiana ed europea, i dati di questo libro sono facilmente riscontrabili facendo le dovute ricerche, in questo libro non ci sono opinioni ma fatti.

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    Nicoletta

    17/03/2014 14:30:00

    Il libro spiega abbastanza bene cosa è significato adottare la moneta comune, tuttavia risulta a dir poco fastidiosa (come hanno notato diversi lettori) l'arroganza tipica di certi docenti "de sinistra" con la quale dileggiano il lettore. Come se loro "gli economisti" fossero gli unici a poter comprendere questa materia quasi teologica... In questo libro tale saccenza è ben presente e sento per questo di NON consigliarne la lettura. Ci sono tanti libri che trattano (partendo dalla stessa prospettiva) tale argomento ma con rispetto per il lettore e con un'analisi anche migliore. Inoltre l'autore critica i giornali nel libro, ma suoi articoli e interviste su di essi sono sempre più presenti.

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    Marco T

    21/10/2013 18:09:35

    Un MUST per chi desidera capire le ragioni della crisi italiana ed Europea. Chi si è permesso a fornire un voto 1/5 (nonostante lui stesso ammetta la bontà dei contenuti), solo perché non ha gradito la forma con cui a volte i contenuti vengono esposti, dovrebbe vergognarsi e fare un minimo di analisi di coscienza.

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    Alekos

    18/05/2013 13:14:47

    Il libro, come scrivono altri lettori, distrugge tanti luoghi comuni circa i benefici che si sarebbero ottenuti con la moneta unica. Spiega compiutamente quali erano le ragioni strutturali perché non la si adottasse, a quali gravi e negative conseguenze economiche sono andati incontro certi Paesi che hanno abboccato alla chimera dell'euro, chi effettivamente ci ha guadagnato e chi perso in termini economici, democraticità delle scelte e ripensamento obbligato della struttura del welfare e dei salari. Purtroppo è raccontato in modo che trasuda supponenza e mica tanto sottile disprezzo per la maggioranza caprona ostica ai concetti economici (e tale disprezzo la si coglie abbondanemente nel blog dell'autore). E' un continuo intercanalare di "dai che lo capite anche voi" e altre frasi simili. Insomma perché darsi da fare per denunciare l'assoluta mancanza di democrazia nelle scelte calate dalle elite economico-finanziarie quando i bersagli principali di queste scelte sono dall'autore stesso in massa raggruppati nelle famiglie degli ortotteri e degli anellidi? Era meglio limitarsi ad una spiegazione macroeconomica del problema euro, senza ipocriti e contraddittori fronzoli ideologici e politici.

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    timone di atene

    17/03/2013 13:16:06

    Capolavoro assoluto. Lettura obbligata per liberarsi dai luoghi comuni e dalle menzogne spacciate dai mass media. L'euro è uno strumento di lotta di classe per bastonare i lavoratori e la sinistra liberista ce lo ha venduto come una cosa di sinistra. Ficcatevelo in testa: se non puoi svalutare la moneta devi svalutare gli stipendi, e adesso ce ne stiamo accorgendo. Fare un referendum sull'euro è come fare un referendum sullo stupro. Fuori dall'euro subito o terzo mondo, dovete scegliere.

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    Anna

    10/03/2013 18:05:47

    I pezzi del puzzle sono finalmente andati al loro posto. Ora capisco molto meglio cosa è successo, non ho solo impressioni e sospetti, e intravedo possibilità di uscita. Grazie professore! Grazie per lo sforzo didattico e comunicativo, per la qualità dell'informazione (VERA!!!) e per il suo senso civico che le ha fatto sottrarre tempo alla vita privata e alla carriera universitaria per dare una mano e cercare di fermare l'avvitamento in picchiata a cui ci costringono!

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    jubanne

    08/02/2013 09:38:16

    Ho approcciato a questo libro incuriosito dalle ottime recensioni: ne sono, tuttavia, rimasto deluso. Le ragioni sono molteplici: le principali riguardano la teoria dell'imperialismo mercantilista della Germania che "per colonizzare il mercato europeo" agisce con svalutazioni competitive interne finalizzate, nella sostanza, a ridurre il costo reale del lavoro ed aumentare per tale via la produttività e, quindi, la competitività. Premesso che le statistiche ufficiali ci dicono che un operario tedesco guadagna, in termini reali, molto di più di un suo omologo italiano, la verità è che il sistema industriale tedesco è più efficiente del nostro: innovazione, razionalizzazione dei processi, "niet" ai ricatti sindacali, stato e sistema-paese più efficiente in ragione di una migliore politica. Noi abbiamo scelto di sussidiare tutti i nostri gruppi industriali con logiche di "concertazione" perdendo di vista il mercato, loro hanno creato settori industriali di eccellenza. Noi siamo arrivati a competere con i cinesi anche in quei settori nei quali eravamo detentori di eccellenza (tessile, legno, impiantistica), loro hanno rafforzato il loro know-how in logica, anche, commerciale. Quanto, poi, al "divorzio tra banca Italia e Tesoro" che sarebbe all'origine dei nostri mali la verità è che quell'accordo ci ha portati ad azzerare i differenziali di inflazione rispetto ai nostri competitor. Infine, credo che un testo di economia dovrebbe avere toni più moderati e non avventurarsi in teorie geo-politiche che sono, in alcuni casi, al limite dell'assurdo. Detto tuto quanto ciò, credo che, come ogni libro, anche questo vada preso come spunto per riflettere e non come un mantra riconoscendo, quindi, all'autore anche spunti di riflessione ninteressanti.

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    claude

    07/02/2013 16:08:04

    Testo scritto con linguaggio piano, che stupisce per la volontà di far capire senza trincerarsi dietro assiomi econometrici, anche se non è povero di nozioni specifiche. Il buon senso (e la teoria della moneta) insegnano che il debitore sottostante alla moneta stessa la garantisce con il suo profilo di solvibilità. Non ci vuol molto a capire che mettere insieme debitori con solvibilità tanto diversa (Germania / Grecia p.es.) avrebbe creato qualche scompiglio, andando ad intaccare i fondamentali stessi del libero mercato, come difatto avvenne. Ed a quei tempi c'era qualche prode commissario che volle "..andare in Euròopa.." mettendo le mani nelle tasche dei soliti italioti, entusiasmati da una casta che vedeva ampliati i propri spazi al di là dei posti disponibili in Italia! E l'Italia è uno dei Paesi con maggior incentivo ad uscire dall'Eurozona (Merril Lynch, Woo&Vamvakidis, luglio 2012). La tesi dell'autore è molto più europeistica di tanti speculatori politici: si può stare benissimo in un'Unione Europea politica, senza prestare il fianco ai giochetti finanziari internazionali facilitati da una valuta fittizia, se solo si pone in esser una vera strategia comune, ed una seria difesa del Paese, a partire dalla creazione di prodotto, non dal gioco fumoso della finanza wodoo. Sarà per la sua realistica serietà che l'autore non è stato cooptato da nessun schieramento per le prossime elezioni?

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    Alessandro Righi

    31/01/2013 15:30:56

    Finalmente un po' di informazione vera anche in Italia. Grazie professore.

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    Bafometto

    02/12/2012 16:10:51

    E' il LIBRO dell'anno. Uno dei pochissimi scritti in cui sale la verita' sulle truffe della moneta unica.

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