Categorie

Boris Biancheri

Editore: Adelphi
Anno edizione: 2012
Pagine: 79 p. , Brossura
  • EAN: 9788845926976
  Partiamo dall'oggetto. È un libretto di 79 pagine, ideale per la "Biblioteca Minima" (una delle cose più raffinate e intelligenti, questa collana, che si siano viste in editoria dai tempi di Jérôme Lindon), la cui immagine di copertina è un oscuro, risucchiante olio su tela di Alex Colville. Nell'immagine, un corpo probabilmente femminile – cuffia bianca in testa – nuota in mare aperto. Anzi, questo corpo attraversa il mare. Precisazione non da poco, se il contenuto dell'oggetto in questione è il racconto di Eileen, strana nuotatrice (e strana ragazza) che si vedrà alle prese con una doppia traversata: della Manica, nella quale batterà il record femminile delle sette ore per l'andata, e quella della sua vita. Almeno della sua vita di adolescente, che prenderà una svolta tanto considerevole quanto elegiaca proprio in seguito a questa prova sportiva. L'oggetto libro è, se non altro per l'occhio più attento, sui generis rispetto alle copertine Adelphi, perché l'immagine spiega, diventa ecfrasi, dice qualcosa del contenuto. Ma non dovrebbe essere il racconto a suggerire qualcosa della sua veste editoriale? Non dovrebbe, sempre all'inverso, essere una donna a dire qualcosa dell'abito che indossa? Questa chiarezza dello splendido oggetto è sottile, forse perché è rivolta a snodare la matassa di un racconto che se da un lato spicca per linearità, rigore e ingegno narrativo, dall'altro si rivela misterioso sul serio, e necessità di due, forse tre letture. Il testo, lo diciamo subito, fa parte di una raccolta sugli elementi naturali (acqua, terra, fuoco, aria) alla quale Boris Banchieri lavorava da tempo, ma che è rimasta incompiuta. Segnaliamo Vento di nord, dedicato all'aria, che è uscito su Paragone qualche anno fa, ma di cui si auspica una nuova edizione a parte. Tornando a Eileen, la protagonista della Traversata, è una solida bambina, e poi una solida ragazza, figlia di una Litwight, fiore dell'aristocrazia inglese, e di un Lo Monaco, agronomo siciliano di Marsala. Un incrocio favoloso, si direbbe, che infonde alla piccola Eileen una tensione tutta sua per le cose della vita. La bambina ama l'acqua e la luna. Inizia a nuotare allo Stagnone di Marsala, finché, mandata a studiare in un collegio inglese, passa ore e ore al giorno in piscina, e ore e ore la notte a osservare la luna, studiandone la faccia, riservandole una venerazione celeste e nondimeno giocosa, come verso un idolo pagano. Ma Eileen è anche una piccola fiammiferaia, una ragazza indifferente alle cose del mondo, snobbata e incompresa da tutti, inclusi i suoi genitori. Dopo qualche amore un po' troppo violento da parte degli altri, e forse un po' troppo disinteressato da parte sua, da un giorno all'altro si ritrova davanti a una sfida: quella di attraversare a nuoto un lungo percorso ignoto, su consiglio di una scafata giornalista che sente puzza di scoop. Eileen accetta la sfida, e chiaramente la vince, ma non è questo il punto. Vittoria alla mano, non farà più ritorno in Sicilia, per raggiungere quel Monte Verità – luogo pagano e leggendario – cui la letteratura italiana non ha ancora dedicato nessuna pagina (fatta salva quest'unica, piccola eccezione). Eileen è chiaramente una ninfa-sirena, che inumidisce e vaporizza sia l'aspro luogo in cui è nata, la Sicilia, sia la città senza acqua, molto spesso senza luna, in cui viene mandata a studiare. Eileen è forse l'esatto contrario di quella elementarità della terra, dell'acqua e del cielo che la circondano, e sulla quale Biancheri ha pianificato il progetto dei suoi racconti; ne è lo specchio incrinato. A tal proposito, l'acume di Biancheri sta nel guidare il suo fragile personaggio in un percorso esplicitamente zen: dalla terra al mare, dal mare al Monte Verità. Arrivata a questo punto, la vita di Eileen si evolve – lo supponiamo – in una piena integrità, nella trasformazione da sostanza complessa a sostanza elementare. Insinuazione: forse la traversata alla quale il racconto si riferisce è quella di un'intera esistenza, la cui fine coincide con il raggiungimento del traguardo e con la successiva scomparsa della ragazza. E questa fuga tanto improvvisa quanto naturale verso il Monte Verità è un'altra spia dell'essere ninfa di Eileen, sfuggente persino alla propria famiglia, alla quale scriverà una sola, concisa lettera prima di congedarsi per sempre. Ecco, c'è una misteriosa chiarezza della raffigurazione in questo racconto. C'è una tessitura acquatica che si rivolge ai mondi della luna dell'Upanishad, e che fluisce come un pensiero che non domanda da quale luogo le cose provengano, ma su che cosa esse siano tessute, su quali spazi galleggino. È la differenza sostanziale che corre tra la letteratura e le speculazioni pensose. Alcide Pierantozzi

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    alida airaghi

    24/04/2016 10.15.35

    Protagonista di questo prezioso ed elegante libriccino è Eileen Lightwing, nata da una famiglia siculo-britannica che a Marsala aveva fondato una redditizia azienda vinicola. Adolescente strana, Eileen, non particolarmente bella né particolarmente intelligente, di scarse parole e scarsi sorrisi, estranea alle abitudini e convenzioni del suo ambiente sociale e refrattaria alle frivolezze dei coetanei: "Era poco portata alle cose terrestri e più adatta a quelle del cielo e del mare". Due sole cose infatti attiravano il suo interesse: la luna (osservata e studiata con appassionato trasporto, e ridisegnata in minuziose fantasmagoriche mappe) e il nuoto, a cui dedicava ore e ore delle sue solitarie giornate. Biancheri si immerge con la ragazza nell'elemento avvolgente e amniotico del mare siciliano, facendo di lei una incantata sirena, indifferente al mondo, tesa unicamente all'unico elemento da cui si sente compresa in un abbraccio materno e protettivo: "Nulla come nuotare sino al limite dello sfinimento dà il senso di essere vivi senza essere tenuti agli adempimenti della vita. Nulla quanto l'assoluta disciplina si avvicina all'assoluta libertà". Eileen viene casualmente scoperta come atleta da una rampante giornalista inglese, che le propone di attraversare la Manica per superare il primato femminile di nuoto in solitaria, e la costringe ad estenuanti allenamenti in Sicilia, a Malta, in Inghilterra. Sfide a cui la ragazza si sottopone con remissiva obbedienza, ma anche con sostanziale distacco, avendo come unica passione e finalità il suo rapporto avvolgente con l'acqua. Vincerà quindi la gara, esaudendo docilmente le aspettative dei media e della famiglia, ma poi si sottrarrà, per il resto della sua esistenza, al rapporto fagocitante con una società che non la capisce e di cui non condivide i valori, scegliendo un approdo quasi mistico nella comunità teosofica ticinese di Monte Verità, composta da esuli dell'anima, innamorati dei boschi e della luna.

  • User Icon

    Loris

    29/05/2012 10.19.31

    Eileen è un personaggio anomalo che mantiene le distanze dal lettore, consentendogli solo a tratti di intuire le motivazioni e i sentimenti che la animano. È una figura che si definisce in relazione alla luna e all'acqua, ponendosi così fuori dalle questioni terrestri, dai conflitti del vivere sociale e dalle schermaglie amorose. La presunta poca intelligenza nasconde l'ambizione ad una condizione sospesa, contemplativa (amniotica, verrebbe da dire). Biancheri le costruisce attorno un racconto lineare, dove però la semplicità non si traduce in banalità. È un vero peccato che la morte non gli abbia concesso di completare la tetralogia di scritti dedicati agli elementi.

Scrivi una recensione