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Giorgio Faletti

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2011
Pagine: 146 p. , Brossura
  • EAN: 9788806204259

Recensioni dei clienti

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    Sophie

    31/03/2016 08.45.50

    Libro letto in poche ore... nulla a che vedere con IO UCCIDO, altro genere questo, una storiella, ma la scrittura di Faletti riesce sempre a conquistarti.

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    morena

    26/07/2015 18.05.33

    Si legge velocemente per far passare un po' di tempo.

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    enrico

    12/03/2015 08.17.40

    un'opera profondamente mediocre.forse la spiegazione sta tutto nei ringraziamenti finali,dove faletti ammette di non sapere nulla di calcio.lo dimostra ampiamente in queste 140 pagine,costruendo una storia di rara implausibilità,cercando di tarsi un tono alto parlando di grandi cose ma in modo solo goffo e tronfio,con un protagonista che fa citazioni assurde.peccato perchè,pur se abusato,il tema dell'uomo che ha sbagliato e cerca il riscatto nel mondo dello sport aveva potenzialità,ma si fallisce su tutta la linea.spero non sia il suo ultimo romanzo,altrove si è dimostrato scrittore interessante e non merita di chiudere con questo obbrobrio mercenario.

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    A.M.

    08/12/2014 17.28.29

    Breve ma intenso romanzo di un Faletti che racconta piuttosto bene un mondo che dice di non conoscere e lo fa da dentro, attraverso gli occhi del magazziniere di una squadra di serie B, in odore di promozione. E' la finale di ritorno dei play-off, valevole per l'accesso in serie A, fa caldo, l'estate è alle porte e Silvano Masoero, detto Silver, ex pugile ed ex detenuto è sotto pressione, non tanto per l'ansia della partita quanto per ciò che ha scoperto. Suo figlio, il campione locale, Roberto, per tutti il Grinta, sta per compiere l'errore che a lui, anni addietro, è costato la carriera: vendersi la partita! L'unica cosa che Silver può fare è parlarne al Mister Sandro Di Risio prima che la partita inizi. Ciò che accade dopo è un dramma seguito da una trovata geniale che farà di questo padre un eroe senza gloria, che salverà tutti nel migliore dei modi, forse in primis se stesso. Momenti di tensione, attimi di attesa e paura, sgomento e indecisione, di urla strozzate e liberazione fanno di questo racconto un bigiù con colpi di scena ben assestati e la giusta spinta emotiva. Qualche piacevole serata da trascorrere negli spogliatoi dello stadio con lo staff della squadra.

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    Sid

    28/11/2014 23.03.32

    Ridicolo è dir poco. Un "libro" (non lo definisco di proposito "romanzo" perché sarebbe un affronto, ma anche chiamarlo "libro" in effetti è fuori luogo ora che ci penso) che testimonia quanto anche Einaudi sia caduta in basso. Ormai non investe più sui giovani italiani, preferisce andare sul sicuro (a livello di vendite) su nomi noti che però scrivono ormai prodotti imbarazzanti come questo. Una trama penosa, personaggi macchiette, basta non riesco a commentare di più, ho già perso anche abbastanza tempo a leggere questa oscenità.

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    Pask

    31/10/2014 12.12.20

    Letto ieri in treno. Mi aspettavo qualcosa in più. La lettura è piacevole ma i personaggi e soprattutto la trama non mi hanno convinto. Libro senza troppe pretese, buono per trascorrere i momenti di attesa. In conclusione, non è un brutto libro ma neanche un libro indimenticabile. Voto medio.

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    cinzia zaccone

    09/04/2014 14.26.17

    Come scrive bene, Faletti, e che belle storie ci propone, ogni volta! Questa in particolare è intensa, dai toni forti, tutta concentrata in un giorno cruciale. Ci viene raccontata ed emerge a poco a poco dalle riflessioni e dai ricordi del protagonista, che in un giorno solo riesce, con un'intuizione improvvisa e sconcertante, a cambiare un destino già segnato ma soprattutto a far rinascere un difficile rapporto padre-figlio che sembrava ormai compromesso. Tra colpi di scena e mosse intelligenti del protagonista si snoda l'intreccio della vicenda(molto attuale per il tema trattato),che permette a Silver di riscattarsi e di riaffermare quei valori di onestà e giustizia sportiva che hanno sempre fatto parte di sé e che aveva, in passato, perso di vista in un momento di debolezza. Consigliata la lettura a chi cerca un racconto che ha il ritmo di un thriller e lo stile scorrevole e avvincente di un piacevole romanzo.

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    Ivan

    14/01/2014 08.38.31

    Deludente. Mi è sembrato un mero esercizio di stile, in bilico tra il desiderio di stupire e il bisogno di riempire una pagina bianca. Faletti è meglio di così.

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    Gondrano

    09/04/2013 15.02.11

    Romanzo breve di Faletti sul mondo del calcio. Adatto ad una lettura in spiaggia sotto l'ombrellone.

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    ilbaronerampante

    01/04/2013 23.04.47

    Verrebbe da rispolverare il celebra giudizio del ragionier Ugo Fantozzi dopo la visione della Corazzata Potemkin

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    millelire

    21/12/2012 07.23.19

    Per la scontatezza dei personaggi, l'improbabilità dei fatti e per un editing poco attento non merita di più.

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    Lorso57

    01/11/2012 12.09.48

    L'argomento mi aveva incuriosito ma la messa in atto dell'autore mi ha deluso. Il nostro protagonista, un incrocio fra un redivivo Indiana Jones ed un novello James Bond, risolve in poche pagine con mozze azzeccatissime il problema di giornata. Alquanto esile, scontato e improbabile.

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    Vale

    26/10/2012 04.27.44

    A me non è dispiaciuto. Certo, la trama non è così studiata come in 'Io uccido' o in 'Appunti di un venditore di donne' (gli unici altri che io ho letto di Faletti); certo ogni tanto la suspance è un po' forzata; certo non si capisce come Silver possa macchinare il tutto, nell'ultima parte del libro, senza temere di essere scoperto... Nonostante tutto io l'ho letto con piacere e curiosità, forse perché ho da subito pensato che questo libro non aveva la pretesa né di mettersi a livello degli altri, né di essere il romanzo del secolo. La vita è fatta anche di piccole cose, e questo libro è una di quelle.

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    Maurizio

    09/10/2012 11.23.59

    Bello, si, ma niente di che. Più che per la storia, che di questi tempi calza a pennello..., a me è piaciuto per la ricchezza delle frasi, delle parole. Lo scritto di Faletti non è mai lineare, come la psicologia dei suoi personaggi. E' barocco puro.

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    Sissi

    27/09/2012 11.35.18

    No vabbè, proprio non mi è piaciuto. Ma poi la storia del mister. Assurdo! Per cui anche una verità scomoda, come le partite truccate, finisce in barzelletta. Per non parlare dei personaggi. Senza spessore. La realtà di periferia è ben diversa. Silvano, detto Silver... all'inizio credi chissà che e poi. Il grande bò.

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    andrea71

    02/08/2012 12.06.16

    Più che un libro un breve racconto, ambientato nel mondo del calcio, che va a toccare l'argomento scomodo delle scommesse, rimanendo però sempre ad uno strato molto superficiale fino a sfiorare "la favola" piuttosto che il "noir". Peccato, l'occasione era buona.

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    Lupo '58

    22/07/2012 21.06.57

    Faletti si dimostra ancora una volta un vero "talento naturale". In questo caso ha confezionato un romanzo breve assolutamente perfetto, che ho letteralmente "divorato" in mezza giornata. Un libro dal ritmo incalzante, pur non essendo un thriller, che ti tiene saldamente in pugno fino alla fine. Un romanzo sul riscatto personale e sull'amore paterno, ambientato nel mondo del Calcio di provincia, "avvelenato" dalle scommesse. Avvincente e consigliatissimo.

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    cristina

    15/07/2012 11.21.26

    Se proprio "deve" scrivere Faletti, che si limitasse ai thriller (che pure fanno pena ultimamente). Una storia che ha la stessa consistenza letteraria di un tema di prima elementare, scritto pure male (ma da Faletti ormai si sa non si può pretendere altro che questo... anche si mi stupiscono ancora certi strafalcioni veramente grossolani). Io ho trovato stucchevoli persino i ringraziamenti finali (in cui ho letto molta fastidiosa piaggeria), dove per giunta dichiara apertamente di aver voluto scrivere a proposito di un tema su cui non ha alcuna competenza né pare nutra della passione... Ecco appunto, non poteva evitarcelo questo romanzo?

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    betty

    12/06/2012 11.34.28

    Io sono una fan di Faletti, ma riconosco che quest'ultimo libro non è all'altezza degli altri...sarà per il numero esiguo di pagine...ma non ho riconosciuto l'autore di sempre...un due per la fiducia!

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    Odore

    17/05/2012 08.21.10

    Peccato! Inutile, banale, scontato... Si, purtroppo questo è stato il mio sentire. Un libro che si legge come un settimanale e che ti lascia la stessa sensazione, nulla!

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