Trilogia della città di K.

Agota Kristof

Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 384 p.
  • EAN: 9788806219307

47° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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Recensioni dei clienti

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    ton

    02/09/2017 16:28:29

    Poco da aggiungere a tutti i post già scritti (ai prossimi lettori ribadisco di prepararsi a pugni nello stomaco), ma una domanda sorge spontanea: ma che cosa leggeva Agota da bambina ?

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    Gaia

    16/04/2017 16:06:43

    E' un romanzo stranissimo dal quale è difficile staccarsi, è molto avvincente mentre lo si legge ed è difficile smettere di pensarci quando lo si ha terminato. Lo stile è assolutamente essenziale, privo di qualunque abbellimento narrativo, come se l'autrice avesse scelto di usare il linguaggio più semplice possibile, come se davvero fosse stato scritto da dei bambini, per trasmettere un triplice messaggio estremamente complicato, una sorta di rebus irrisolvibile. L'asciutezza della prosa e la freddezza chirurgica conseguente alla voluta esclusione della sfera emotiva, sommate alla crudezza della storia contribuiscono a rendere ques'opera molto inquietante, ma interessantissima. Mi viene in mente un parallelo con Mulholland Drive per l'atmosfera surreale e incomprensibile.

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    renato

    18/03/2017 06:58:13

    bellissima scirittura, seppur particolare, quella di Agota Kristof, un racconto che affascina, confonde, muta. la prima parte è insuperabile, le due successive pongono degli interrogativi, ma è la vita che li pone e non il non essere mai proprietari del proprio futuro

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    Antonella M.

    04/02/2017 00:34:10

    L'ho appena finito! Sono sbalordita e triste....leggetelo!

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    Simona

    03/12/2016 00:31:14

    Mi avevano detto che fosse un bel libro, da anni nella mia libreria in attesa di essere letto... Mi avevano detto che era triste, duro.. per questo motivo ho sempre rimandato, pensavo fosse pesante.. Alla fine, finalmente l'ho letto e quasi rimpiango di non averlo fatto prima... E' vero, è duro, anzi durissimo, crudele, spietato ma di una bellezza sconvolgente. Sono tre romanzi in uno, la storia di due gemelli durante la seconda guerra mondiale in una città dell'est europeo, presumibilmente ungherese.. Lucas e Claus i nomi dei due fratelli (l'uno l'anagramma dell'altro).. la prima parte scritta in prima persona plurale (noi - i gemelli che nella prima parte vivono esperienze simbiotiche e indifferenziate.. non compare mai neanche il nome di nessuno dei due..), la seconda parte scritta in terza persona singolare (la storia narrata da Lucas, solo uno dei due gemelli dopo la separazione) e la terza parte scritta in prima persona singolare (la storia narrata da Claus, l'altro fratello)... una curiosità: tre traduttori, uno per ciascuna parte del romanzo.. Tre diverse verità , tre diverse menzogne, tre diverse realtà, tre diverse storie che ruotano intorno agli stessi personaggi.. ma quale delle tre è reale? Presumibilmente l'ultima... La scrittura asciutta e immediata di Agota Kristof è potente e cattura il lettore pagina dopo pagina... lo accompagna in un viaggio immaginario in cui si parla di guerra, di famiglia, di solitudine, che non lascia speranza fino all'ultima riga "Il treno è una buona idea".. Cos'altro dire? Originale, sconvolgente, emozionante, strepitoso... assolutamente consigliato...

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    Manuela

    02/12/2016 23:14:32

    Libro di non facile lettura. Linguaggio crudo,reale, in cui nulla sembra superfluo ma ,nello stesso tempo ,ricco,quasi " lirico". Non è facile incasellarlo: per capirlo dovete leggerlo e vi consiglio di farlo.

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    L.

    16/07/2016 19:11:57

    Un capolavoro che tutti dovrebbero leggere.

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    Alessandra

    06/05/2016 11:17:28

    Un capolavoro, cattivo e angosciante come pochi (solo "La strada" di McCarthy mi aveva inquietato tanto). Stile tanto asciutto quanto efficace.

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    Carol

    16/02/2016 18:33:28

    Una prosa asciutta, personaggi e vicende incisi di netto, sembra di leggere una storia vera scritta con fantasia e allo stesso tempo una storia di fantasia scritta con realismo. Ad ogni capitolo è come se la storia subisse una deviazione, fino alla fine del terzo romanzo della trilogia, dove tutto pian piano si spiega. Si parla di abbandono, miseria, reale e di sentimenti, legami, guerra, viltà, generosità, amore, incapacità di vivere, delusione, egoismo in modo mai scontato e soprattutto niente affatto pietoso. Un libro originalissimo, intelligente, ben scritto: da non perdere.

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    marina

    25/09/2015 13:38:26

    E' uno di quei libri che, quando lo hai finito, ti fa dire:"Di già? ". Assolutamente spiazzante la prospettiva di un'intercambiabilità di ruoli Vittima/ carnefice. Politicamente scorretta e dunque di una crudezza emozionante la rappresentazione dell'esistere per sopravvivere. Commovente la graduale scoperta dell'impossibilità dell' esistere solo per sopravvivere e che anche quando le condizioni personali e ambientali sembrano impedirlo, il nostro vivere si manifesta attraverso le forme più impensabili e sorprendenti. E poi la scrittura con funzione salvifica. Infine il gesto estremo di rinuncia alla vita quando viene meno l'elemento che ha alimentato e sostenuto l'esistenza.Il tutto permeato dall'intersecarsi di più piani narrativi e da una modularità espressiva che ne sottolinea il ritmo e le variabili di drammaticità. Queste considerazioni mi fanno affermare che La Trilogia è un capolavoro.

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    furetto60

    30/07/2015 14:38:41

    Forte come un cazzotto allo stomaco, ben assestato, la Kristoff snocciola una prosa e una vicenda priva di fronzoli estetici: ogni pagina non lascia scampo, ogni riga riporta fatti nudi e crudi, frutto di una logica ineccepibile, asettica come la matematica. Non inganni, però, l'apparente semplicità della prosa: la Kristoff avvinghia il lettore e lo manipola a proprio piacimento, lo lega e lo strega, lo provoca e lo mette alla prova per poi, nel capitolo finale, interrogarlo, come se già le domande non fossero già di per se abbastanza. Il tutto sullo sfondo di un non dichiarato Paese dell'est europeo, di guerre in corso, terminate, ricominciate chissà per quale "casus". L'autrice denuncia indirettamente, ma senza che possano crearsi equivoci, mischiando piccole e grandi miserie umane ad una vicenda personale dall'aspetto onirico, una sequenza di drammi-incubi senza possibilità di riscatto e speranza. Magnifico.

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    Lee66

    25/05/2015 17:42:20

    Come considerarlo... Una prova letteraria, una prova d'autore innovativa e, di fatto, una sorpresa.. Tre storie che si incatenano, si ingarbugliano e che sorprendono ma che hanno come denominatore comune la guerra, la menzogna e l'insussitenza della vita, con uno sfondo crudo e a tratti irritante, demandando al giudizio del lettore la scoperta della veritá. Un libro che sorprende e che affascina fino all'ultima pagina.

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    Ale

    07/04/2015 15:02:47

    Uno di quei libri a cui non si può dare un voto, ma dovendolo fare l'unico voto possibile è il massimo. Per l'intensità del racconto, per il fatto che la vita dei personaggi ti accompagna nei pensieri della giornata e perché quando arrivi a casa non vedi l'ora di andare avanti nella lettura. Di sicuro da non consigliare a chi ama i romanzi compiuti e lineari, ma consigliatissimo per chi vuole un libro che faccia riflettere.

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    Francesca

    20/10/2014 11:37:19

    Non so che voto dare a questo libro. L'ho letto tutto d'un fiato e credo che questo sia un aspetto da non trascurare assolutamente. Però non so, il finale che stravolge tutto mi ha fatta sentire 'tradita', come se tutto quel patimento, quell'immedesimazione non fossero in realtà serviti a nulla. Sicuramente non lascia indifferenti ma innervosisce un po', ecco e' un libro antipatico ma ben scritto.

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    Roby74

    21/09/2014 00:23:17

    Al di là di ogni opinione personale circa la lettura, è un libro che non lascia indifferenti. Personalmente l'ho trovato affascinante, dalle molteplici sfaccettature ed interpretazioni. Magistralmente dipinte le tematiche inerenti ai meccanismi di difesa. Tre racconti collegati tra loro che fanno emozionare e lasciano perplessi, sgomenti. Da leggere!

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    dona

    19/09/2014 09:56:11

    Mi trovo ad andare controcorrente... Innanzitutto la crudezza degli eventi narrati nella prima parte non mi ha colpito particolarmente in quanto su di esse, nel mio intimo, era vincente il desiderio di amore, di unione e di complicità che lega i due gemelli che ho trovato molto toccante e commovente nonostante si manifestasse con pratiche non proprio tradizionali. Per il resto non ho amato la struttura di questo libro, troppo confusionario, e che, soprattutto nell'ultima parte, dice e nega dice e nega.... Boh, metto tre stelle perché è riuscito a farsi leggere fino alla fine.

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    paola

    23/07/2014 14:13:01

    Un libro duro, durissimo, con frasi brevissime ed essenziali che sembrano scudisciate, fatte per colpire al cuore e per lasciarti senza fiato. Tutta la cattiveria e la crudeltà del mondo racchiuse in pochi personaggi appena tratteggiati, ma che risultano indimenticabili. Un capolavoro, assolutamente imperdibile, ma non per tutti.

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    mjb

    23/02/2014 12:55:08

    lettura semplice e diretta, trama interessante anche se un pò troppo frammentaria;non si ha modo di seguire l'evoluzione dei personaggi, la scrittura e la trama essenziali mettono il lettore di fronte a fatti compiuti;si fa riferimento all'Europa dell'est ma per come è scritto potrebbe essere Cina, Germania...i riferimenti storici sono molto generali; è un buon libro ma non un imperdibile, sinceramente mi aspettavo di più dati i numerosi 5/5 dei lettori.

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    spaggio

    17/02/2014 12:44:07

    La trilogia è composta da tre romanzi, pubblicati separatamente, ma che confluiscono in un solo, unico e grande racconto. Senza la loro unione il libro perderebbe forza; con essa è un capolavoro. L'autrice ha inventato un proprio stile, forse e probabilmente in ciò obbligata dal passaggio dalla lingua ungherese a quella francese, che, soprattutto nel primo dei romanzi (meglio, prima parte) intitolato "Il grande quaderno", presenta caratteristiche di assoluta singolarità e unicità. Un ritmo incalzante, frasi brevi come frustate (provocano lo stesso dolore), capaci con agghiacciante e indifferente lucidità di descrivere le sofferenze e gli orrori più estremi. Attraverso questo linguaggio si dipana il gioco tra ciò che è vero e ciò che è falso, un gioco tra parole e personaggi, tra autore e lettore: attraverso quali verità e quali menzogne si svolgono le vite degli uomini? È un libro duro, aspro, ma imperdibile, in grado di sedimentare nella memoria. Nel libro è scritto: "?ogni essere umano è nato per scrivere un libro, e per nient'altro. Un libro geniale o un libro mediocre, non importa, ma colui che non scriverà niente è un essere perduto, non ha fatto altro che passare sulla terra senza lasciare traccia." Agota Kristof il suo libro l'ha scritto. Ed è geniale.

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    vic

    26/01/2014 12:34:45

    personaggi bruttisporchiecattivi.ma che capolavoro!!! assolutamente da nn perdere.

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