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I. Bernard Cohen

Traduttore: M. Cais
Editore: Dedalo
Anno edizione: 2007
Pagine: 205 p. , ill. , Brossura
  • EAN: 9788822062970


Cohen racconta la storia dell'uso dei numeri in un particolare aspetto della gestione delle società umane: la pianificazione economica e l'azione politica; in breve ci racconta la nascita della statistica, parola la cui etimologia fa riferimento all'uso di informazioni redatte e analizzate in forma numerica per il governo di uno stato. Non è un libro di storia della scienza in senso stretto, ma racconta di chi, come André Michel Guerry e Adolphe Quetelet, concepì l'uso di dati numerici per il miglioramento della società e di chi, come Charles Dickens, ritenne l'analisi statistica dei dati demografici uno strumento di oppressione delle classi più deboli. Troviamo storie di censimenti, dalla Bibbia alla Costituzione americana, di registri di nascite e di morti e di come si affermò l'idea della loro utilità. Un capitolo è dedicato all'influenza dei dati statistici e della loro analisi nell'opera di Florence Nightingale, fondatrice della professione infermieristica e riformatrice dell'assistenza medica militare britannica. Di lei l'autore ricorda l'invenzione di grafici, in sostituzione delle tabelle, e l'importanza loro attribuita per migliorare la leggibilità e l'interpretazione dei dati statistici. Un bell'esempio di grafico a torta è riportato nella figura 9.1. Il lavoro mette a fuoco lo sviluppo dell'uso della statistica nelle scienze sociali, non lo sviluppo della statistica in sé; pertanto, non è un libro per chi fosse interessato alla storia dello sviluppo degli aspetti tecnici della statistica, bensì è indirizzato a un lettore di media cultura, anche privo di specifiche conoscenze statistiche o storiche. Giovanni Mana