La tristezza degli angeli

Jón Kalman Stefánsson

Traduttore: S. Cosimini
Editore: Iperborea
Collana: Narrativa
Anno edizione: 2012
Pagine: 388 p.
  • EAN: 9788870915082
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    Roberta

    26/06/2015 09:21:31

    Un libro meraviglioso. Una trilogia delicata e imperdibile.

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    pier

    07/06/2015 09:10:18

    Terribile, poetico, prolisso, ripetitivo. Alla fine non risulta una piacevole lettura, il ripetere gli stessi temi all'infinito la rende stucchevole e faticosa. Si può perdere.

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    luciano

    20/04/2015 19:36:44

    Tutto è neve e gelo, in questo secondo romanzo della trilogia. Un inverno implacabile, un vento impetuoso, terribili tormente di neve coprono l'Islanda. Il bianco che viene dal cielo è la tristezza degli angeli. Scrive il ragazzo: "La nevicata è così fitta che lega il cielo alla terra. I fiocchi che si depongono al suolo, forse qualche minuto fa erano vicini al paradiso. Quanto tempo occorre per scendere quaggiù dal cielo? Forse un minuto? Ad alcuni però non basta un'intera vita, settant'anni, per alzarsi dalla terra fin lassù. Forse il paradiso esiste solo nei sogni? ". Anche questo romanzo è molto bello, con pagine struggenti e ricche di poesia; con personaggi femminili eccezionali e indimenticabili.

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    FEDERICO

    24/12/2013 19:53:55

    perché "siamo a bordo di una barca che fa acqua", ma "con le nostre reti marce vogliamo pescare le stelle".

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    Anna

    24/08/2013 16:19:14

    Può la parola - meglio ancora se poetica - allontanare lo spettro della morte? Almeno quella interiore, sì, secondo il ragazzo al seguito del postino Jens. Un romanzo senza tempo, un viaggio nelle profondità dell'animo umano e nell'incommensurabile valore della tristezza, viatico necessario per comprendere il senso più autentico delle domande esistenziali.

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    oncecaldas

    12/11/2012 18:58:26

    non aggiungo una parola alla bellissima recensione di chi mi ha preceduto. condivido pienamente...e attendo il terzo volume della trilogia

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    gianluca guidomei

    30/10/2012 19:11:16

    Un altro iperboreo gioiello. C'è poco da fare. Un grande autore scandinavo non sarà mai per me un grande autore e basta. C'è qualcosa di magico, di dolorosamente poetico nell'aria che respirano gli esseri umani in quella fetta di mondo. Qualcosa che non ho ancora compreso ma che amo perdutamente. Un'altra considerazione: un poeta lo riconosci immediatamente e Stefansson lo è a pieno titolo. Perché ha altri occhi, sempre due come tutti quanti, ma, non so, diversi, miopi o presbiti a seconda dei punti di vista e in grado di scavare in tutta quella neve, in quella gelida coltre che permea le terre di Islanda e altri iperborei lidi. Stefansson regala brividi. Ma non è per il freddo... "Ci sono libri che ti distraggono, ma che non smuovono per niente le sorti profonde. Poi ci sono quelli che ti portano a dubitare, che ti danno speranza, che ampliano la visione del mondo e ti fanno conoscere la vertigine. Alcuni libri sono essenziali, altri ti distraggono."

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