Trittico di mare e di terra

Álvaro Mutis

Traduttore: F. Bardelli
Editore: Einaudi
Collana: I coralli
Anno edizione: 1997
Pagine: 176 p.
  • EAN: 9788806144098
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MUTIS, €LVARO, Trittico di mare e di terra

MUTIS, €LVARO, La casa de Araucaíma

scheda di Luche, L., L'Indice 1997, n. 9

Un gioco del destino ha deciso l'esordio di Çlvaro Mutis nella narrativa dopo quasi vent'anni di attività poetica. Nel 1973 lo scrittore colombiano scommise con Luis Bu-uel sulla possibilità di scrivere una storia gotica ambientata ai tropici. Con "La casa de Arauca'ma. Racconto gotico dei paesi caldi", Çlvaro Mutis vinse la sua sfida. Lontano dai paesaggi di Horace Walpole lo scrittore ha ricreato il clima sinistro dei romanzi gotici in un labirintico casale circondato da piantagioni di caffè, aranci e limoni dai tenaci profumi. In questo scenario, in un'atmosfera naturale e al contempo gravida da presagi di tragedia, un misterioso gruppo di persone convive in un fragile equilibrio fatto di complicità e rancori sotterranei. L'arrivo di una giovane scatena forze oscure che sovvertono il precario ordine della casa e danno luogo a un intrigo di seduzioni e ripicche che culmina nel suicidio della vittima predestinata cui fa seguito una sequela di morti altrettanto violente. Ed è la morte il motivo unificante del volume, che unisce sei racconti scritti nel corso di diversi decenni. Lo scrittore si concentra sugli istanti finali dei personaggi e dà un'immagine iperrealista della morte che non arretra davanti ai dettagli più macabri. Mutis, infatti, non sembra interessato alle implicazioni metafisiche del morire quanto alla morte vista nel suo divenire come qualsiasi altro episodio della vita. In questo mosaico a sei tessere morte e vita appaiono come un insieme inscindibile: nulla divide il vuoto della morte da una vita che è "un tempo senza corso come un grido senza voce nel bianco vuoto del nulla". Con i protagonisti scompaiono i loro sogni di cambiare la realtà. Estranei al ciclo di Maqroll il Gabbiere, a cui Çlvaro Mutis deve gran parte della sua fama in Italia, i racconti di "La casa de Arauca'ma" si inscrivono però nell'epopea dei vinti di cui il marinaio vagabondo e ribelle è il più autorevole portavoce. Ancora una volta il lettore è messo a confronto col destino desolato dell'uomo, prigioniero di una vita senza senso e di un mondo alla deriva che, con i suoi molti vizi e le sue poche virtù, è l'unico paradiso cui è destinato. Maqroll ritorna in "Trittico di mare e di terra" e questa volta percorre i meandri della memoria per ritrovare tre amici: un compagno di pesca che cerca nella morte il silenzio che il futile chiacchiericcio dei vivi infrange incessantemente; un pittore che sogna di dipingere il vento che non lascia traccia; e il piccolo figlio di Abdul Bashur che gli fa vivere un'esperienza sconcertante accompagnandolo in un territorio, l'infanzia, dal quale un fato avverso l'ha allontanato troppo presto. Con le nuove avventure di Maqroll il Gabbiere, Çlvaro Mutis scrive un canto all'amicizia: unione di amore, complicità, rispetto e comprensione che permette di leggere i sentimenti più profondi dell'altro senza violare il silenzio con cui li protegge, e consente a due esseri di compiere insieme un tratto del cammino verso la morte. Rapporto che può dotare di qualche senso quel tragitto. Libro sull'amicizia, "Trittico" narra anche la lotta di chi ambisce a rappresentare il vento, la vita "che passa come un tifone e non lascia nulla", la lotta di chi aspira a rivelare il lato occulto della realtà mostrandola da una prospettiva inusuale come è quella di un navigatore controcorrente in balia del destino.