Traduttore: L. Sgarioto, K. Sándor
Editore: Adelphi
Edizione: 2
Anno edizione: 2002
Pagine: 193 p.
  • EAN: 9788845917400
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È un Sándor Márai insolito e sorprendente l'autore di questo divertente romanzo, che svela con la sottile arma dell'ironia l'ipocrisia spesso nascosta nella società e dietro il grande "amore per gli animali". Lo scrittore ungherese scomparso nel 1989, divenuto famoso grazie a capolavori intensi e drammatici come Le braci, La recita di Bolzano e Divozio a Buda, svela in questa occasione la sua natura meno conosciuta di umorista sottile e arguto moralista. è lo stesso Márai a spiegare il felice cambio di rotta nella premessa del libro, che assume i toni di un'autodifesa burlesca ma riuscitissima, provocatoriamente intitolata Cave canem. «Attento, lettore! Questa è la storia di un cane» avverte da subito l'autore e prosegue riconoscendo che «nel corso della loro carriera, talvolta gli scrittori, persino i più sofisticati» sono colti da «una debolezza che li induce a distogliere la loro attenzione e i loro intenti creativi dall'eterno nobile modello, l'uomo, per volgerli verso creature di rango inferiore, verso semplici figuranti che si muovono sul vasto palcoscenico del creato». D'altronde, dichiara Márai «non si può pretendere che uno scrittore se ne vada in giro perennemente in abito togato, che assuma sempre pose tragiche». è per questo che, sfidando lo sdegno degli «arcigni profeti» che esortano a dedicarsi ai gravi problemi dell'umanità, decide di scrivere un romanzo su un cane. Nasce così, per la sorpresa e il divertimento dei lettori, un romanzo pieno di vivacità con un protagonista unico e indimenticabile, il cucciolo di nome Truciolo: personaggio vero e forte, molto più umano di tanti padroni. Attraverso gli occhi e le peripezie della bestiola, Sándor Márai racconta piccoli e grandi fatti del quotidiano, smaschera i sentimenti di amore, solidarietà e accondiscendenza ma anche gli egoismi, le meschinità, le menzogne che caratterizzano i rapporti sociali e familiari. Ma soprattutto riconosce e ammira nello spirito ribelle del piccolo cane, il riflesso della natura irrequieta e imperfetta che rappresenta l'essenza stessa della vita. Lo scrittore rivela il suo pensiero e la sua interpretazione della vita e dell'umanità, in un racconto di grande profondità morale ma mai pedante anzi sempre lieve e giocoso. Per questo motivo Truciolo può essere considerato uno dei libri in cui più apertamente si manifesta la vena autobiografica di Sándor Márai.

Recensioni dei clienti

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    karen

    30/06/2016 20:30:55

    Un Marai diverso da quello di altri romanzi più conosciuti e amati. Ho scoperto la sua ironia e ho trovato il libro molto molto piacevole. Un autore che non delude mai!

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    valeria

    11/01/2007 18:44:59

    marai affascina anche quando 'si diletta' a rappresentare il rapporto tra uomini e animali suscitando un dubbio profondo: è un sentimento vero o è solo un rapporto di subordinazione e convenienza reciproca?

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    milady2005

    11/07/2005 00:54:59

    E' il primo libro di Marai che leggo, quindi non posso fare raffronti con le altre opere dell'autore. Ho compreso, comunque, che è un libro un po' al di fuori dalle sue corde. Io posso farvi partecipe delle emozioni che ho provato nel leggerlo, al di là di ogni commento puramente stilistico e razionale. E' un libro che non passa inosservato: la prima parte è leggera ed ironica, ma via via che prosegui ti sconvolge...come si fa a dimenticare il personaggio di Truciolo? Un cane forte, ribelle, al di fuori dagli schemi di un compagno ideale, ma...libero! Ed è questa caratteristica che il protagonista non possiede e gli invidia profondamente... e nemmeno lui lo dimenticherà.

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    Fabio

    28/07/2004 08:22:01

    Ma da quando Marai scrive bene? Al massimo scrive...è al massimo bravino...ma non è un Sebald o un Marias... è solo un marai...l'autore più prestigioso di una casa editrice che non sa imporre niente di nuovo

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    Manuela

    18/02/2004 10:31:21

    La partenza del romanzo è originale ma poi l'intensità si smorza e arrivare alla fine è quasi arduo. Niente a che vedere con la produzione di Màrai:proprio un brutto romanzo!

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    camilla

    01/08/2003 08:17:51

    Ciò che mi ha portato a leggere questo romanzo è la passione per Màrai...talvolta ho trovato riflessioni interessanti...ma ora però attendo un altro suo vero capolavoro.

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    Elisa

    13/06/2003 14:23:52

    Non l'ho trovato atroce, ma neanche un capolavoro!

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    EDOARDO

    21/03/2003 00:05:09

    Il voto che mi sento di dare è la media tra quello che darei per la prima metà del libro e quello per la seconda. Mi spiego: è fuori discussione che, come lo stesso Marai esprime nelle prime pagine, ci troviamo di fronte a un romanzo atipico che non ha nulla a che vedere con tutto il resto della produzione di Marai. Va visto come una sorta di "intervallo" tra le altre e di ben altro spessore opere dell'autore. Personalmente ho trovato di ottima fattura le prima parte del libro, dove traspare un'insospettata verve comica e ironica di Marai che descrive il suo rapporto con il suo cane. §Ben diversa ho trovato la seconda parte, in cui affiorano un misto di risentimento e cattiveria nei confronti dell'animale, che francamente mi paiono rovinare quello che era stato il tenore su cui il romanzo si era assestato. Anche il finale mi pare oltremodo deludente, e francamente, forse per mia ignoranza, non riesco a comprendere quale fosse il fine che si era proposto l'autore quando lo scrisse. Consiglio finale: leggetelo solo se siete appassionati di Marai, altrimenti non è imperdibile.

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    sergio

    27/01/2003 16:23:59

    Dida cosa hai letto???

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    dida

    02/12/2002 21:13:24

    E' atroce. Se amate gli animali, non leggetelo. Stareste male.

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