Tuttalpiù muoio - Edoardo Albinati,Filippo Timi - copertina

Tuttalpiù muoio

Edoardo Albinati,Filippo Timi

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Editore: Fandango Libri
Anno edizione: 2006
In commercio dal: 1 gennaio 2006
Pagine: 454 p., Brossura
  • EAN: 9788860440099
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Filo, il protagonista del romanzo, è sceso in guerra per riscattarsi: spesso subisce cocenti sconfitte, dai risvolti comici irresistibili, talvolta riesce a trionfare. La vita che scorre a un ritmo vertiginoso nelle pagine di questo libro è una lunga lotta contro la fame di amore, di cibo e di sesso. Ma soprattutto di riconoscimento umano. Riuscirà Filo a vincere e a vendicarsi? O almeno ad essere accettato? A sua disposizione ha una strepitosa energia fisica e un umorismo che colora tutte le sue avventure: a scuola, in parrocchia, sulla pista di pattinaggio, nella giungla dei ritrovi gay, tra le quinte del palcoscenico, a letto.
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    roberta

    05/07/2013 13:24:20

    mi è stato regalato al compleanno da una collega entusiasta del libro, "te ne innamorerai"! per carità!!!! bruttino proprio! a parte i primi capitoli dedicati all'infanzia, tristi ma con sfumature divertenti, per il resto è scritto male, con disordinati flash back - non si capisce quando si riferisce all'infanzia, quando all'età più adulta- senza contare la volgarità (è tutta una descrizione di atti sessuali omosessuali gratuiti). non lo trovo un figo per niente. Ci sono letture decisamente migliori! leggete "open" di agassi!!!!

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    ROSA

    02/08/2012 17:32:03

    Ho comprato questo libro dopo aver visto un film di Filippo e alcune sue interviste...l'avrò letto 4-5 volte, praticamente lo leggo ogni volta che ho voglia di provare forti emozioni. Mi ha fatto piangere, ridere e soprattutto mi ha fatto venir voglia di conoscere Filippo...Ho fatto di tutto perchè ciò accadesse e ....sabato lo incontrerò a teatro!!!é il mio libro preferito (e ne ho letti tanti di libri...)

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    Nico

    25/07/2012 13:14:43

    Mi aspettavo di più. A forza di sentirne parlare bene devo dire che sono rimasta un pò delusa. Timi è unico, ipersensibile, intelligentissimo, ironico e soprattutto un vero artista. La storia è tosta e vale la pena leggerla anche se spesso ingarbugliata e frammentaria. Se dovessi dare un voto darei un 6

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    Daniele

    19/11/2008 08:49:22

    E' un libro di un'intensità tale che tocca l'anima.

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    Brian Soul

    05/06/2008 15:53:27

    Dalle precedenti recensioni e dalla presenza quasi esclusiva di 1 e di 5, una cosa risulta chiarissima: questo libro o lo si odia o lo si ama. Io semplicemente sto con gli ultimi, dalla parte di un libro che unisce lo spirito di Timi alla cesellatura di uno dei migliori scrittori contemporanei, Albinati. Imperdibile!

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    davide

    11/03/2008 09:42:33

    Strepitoso! L'ho letto tutto d'un fiato perché m'ha preso e travolto. L'unica pecca è in finale . . .

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    laura

    18/11/2007 18:11:05

    Quando il libro era uscito, una mia amica me ne parlava continuamente,ma non mi veniva da leggerlo. Ho visto Timi in qualche apparizione televisiva, mi ha colpita, ma mi innervosiva l'impressione di lancio pubblicitario. Poi l'ho visto alla presentazione dell'ultimo libro alla Fnac, lui mi ha colpita molto.E cosi' ho deciso di leggere il libro:mi ha sconvolta. Mi aspettavo qualcosa sul genere picaresco interessante, un misto di lacrime e sorris, e invece è arrivato un pugno nello stomaco, sconvolgente. Non riesco adargli il massimo solo perchè quando leggo il libro di un autore giovane mi viene da fare il paragone con Mario Desiati, ch emeriterenne lo stesso successo.

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    roberta

    10/02/2007 15:47:47

    l'ho letto qualche mese fa e sono rimasta sconcertata non sono riuscita ad esprimere alcun giudizio ma, per il solo fatto che si e' impresso in maniera indelebile nella memoria ,lo consiglio a chi ama essere spiazzato e non teme furore e tenerezza

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    alex

    15/01/2007 22:36:34

    per carità filippo timi è simpatico,fa impressione la sua storia di un ragazzo che ce l'ha fatta nonostante la vista che funziona poco,la balbuzie e altro...ma il libro è bruttarello,un pochino troppo autocelebrante,simpatico a tutti i costi..scritto maluccio,in maniera sempliciotta e anche gratuitamente volgare in parecchi punti

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    Lao

    09/01/2007 19:21:05

    Ok, bello. Le prime centocinquanta pagine, e poi? Forse ci si aspetta di più nelle rimanenti e dopo altre centocinquanta si cade in un vortice di situazioni dove la trama si disperde. Ok questa è la prima, ma ci sarà la seconda?

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    anna

    17/12/2006 16:11:39

    Ho letto il libro dopo aver visto per tre volte lo spettacolo di Filippo Timi nel teatro dove lavoravo.Se avessi potuto l'avrei rivisto per altre centinaia di volte.Poi il romanzo.Eccellente!!!La grande capacità di questo ragazzo di far nascere il sorriso dal dolore mi ha affascinata.Durante lo spettacolo o durante la lettura del romanzo ogni sorriso è un pò amaro e si fa seguire dalle lacrime trattenute a sento.Ho sognato molte volte Timi dopo averlo incintrato e sono felicissima d'aver avuto la possibilità di vederlo in scena.LEGGETELO!Questo è quel che posso dire.La mia votazione è senz'altro 10!Grazie Filippo.Anna

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    lorenzo

    29/11/2006 22:07:48

    Meraviglioso! l'ho consumato con lentezza per meglio gustarlo. tenero e ironico, vivamente consigliato

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    Andrea

    07/11/2006 17:42:06

    Filo Timi un antieroe che nel suo libro fa commuovere e sorridere e forse mi è piaciuto proprio per questo. Lo consiglio.

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    sundance

    25/10/2006 14:09:50

    ho amato questo libro in misura totale per almeno due buone ragioni: la prima è la mia scofinata adesione a tutto ciò che è scritto da edoardo albinati, voce narrante fluviale che tuttavia scorre come un fiume tranquillo dal corso sicuro d'argini robusti e acque potenti e placide; la seconda è la mia adesione altrettanto totale alla potenza vulnerabile e creaturale di filippo timi, FILO, grandioso satana nel paradiso di barberio corsetti di miltoniana ascendenza, e vero funambolo del teatro italiano, balbuziente sensuale, grandiosa voce rauca del male totale come status dunque incolpevole - qui filo si racconta delegando la gestione architettonica del fiume narrativo al fratello maggiore e maestro edoardo albinati e componendo con lui un duo comico impareggiabile - il risultato è un libro emozionante, esposizione d'anime totale, apertissima, un'autostrada verso il cuore maestosa e larga in cui è stupefacente viaggiare - grandioso, di nuovo.

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    eyeswideshut120

    16/10/2006 17:31:56

    Libro tutto sommato originale e ricco di spunti interessanti ma non ha suscitato in me tutta quella soddisfazione che mi aspettavo.Certo la storia del povero Filo è congegnata bene,si può legare molto alle storie biografiche di tutti i giorni sotto tanti aspetti,soprattutto quelli che in pochi hanno il coraggio di parlare. Mi piace il linguaggio con cui viene interpretata la storia,una sorta di dialogo interrotto che però regala immediatezza e scorrevolezza ai fatti.Certo,spesso è volgare,ma niente di trascendentale,in tv sentiamo di peggio.Condivido meno invece i capitoli prettamente scritti in dialetto,che va bene serve a immedesimare meglio la condizione di periferia,di paesino di campagna e di gente legata alle proprie tradizioni,però resta difficile comprendere a pieno il significato per chi quel dialetto non lo conosce (e quindi rileggere le frasi anche 3-4 volte).In definitiva personale,un libro che si fa leggere tranquillamente,che a tratti incuriosisce,diverte e dove ci si può riconoscere in certe situazioni.Pochi sono i momenti in cui avrei voluto chiudere il libro...

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    Willy

    20/09/2006 10:25:33

    Io l'ho trovato orribile. Come segnalato da un'altra lettrice, nemmeno io, che leggo moltissimo, me la sono sentita di abbandonarlo e l'ho letto fino in fondo, magari inframezzandolo con letture migliori, rimanendo delusissimo. Privo di sense of humour, volgare, in certi punti irritante. Non è nemmeno a buonissimo mercato. Investite i soldini in libri migliori!

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    gabriele bene

    06/09/2006 17:53:22

    Disperato, violento, fortissimo. Un libro da leggere tutto d'un fiato e rileggere ancora.

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    paolo

    28/08/2006 18:10:28

    ne sono uscito devastato. il cervello in panne. lo stomaco asfaltato. innamorato. non si può dare 6??

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    Bastiana

    18/07/2006 17:33:36

    Devastante, divertente, angosciante...la fame di cibo, di sesso di Filo...conoscete qualcosa di più arcaico? Qualcosa di meno ipocrita? Grezzo, un' emozione forte come un pugno nelle viscere, bellissimo...rude e struggente...che altro? Grazie Filo.

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    Andy

    12/07/2006 19:45:45

    l'ho letto in due giorni.non è un capolavoro.credo sia vero,viscerale,onesto.immagino timi stanco e devastato dopo aver messo su carta ogni pensiero..perchè quando butti su carta un pensiero,te ne sei liberato.mi ha semplicemente trascinato.e se vi è venuto da vomitare,e ogni tanto da ridere...allora fossi in voi,penserei di aver letto gran bel libro

Vedi tutte le 48 recensioni cliente
Tuttalpiù muoio è un romanzo importante, romanzo nonostante racconti una storia di vita vissuta, e il protagonista, Filo, possa considerarsi un "eroe del nostro tempo", le cui straordinarie e strampalate vicende sono tratte dalle cronache dei nostri pazzi anni, che hanno visto nel sesso, nello spettacolo, nel mondo del lavoro, nelle famiglie, rivolgimenti e cambiamenti epocali. Eppure i materiali di cui è fatto il libro sono organizzati in modo tale, come invenzione linguistica, sintassi narrativa, uso del dialetto, commistione tra lingua colta e lingua bassa, parlato e gerghi vari, che il fatto che il romanzo sia ispirato alla realtà anche più trita non gli nuoce, anzi, poiché questa immersione nella realtà più ribollente, viene a coagularsi, per virtù di stile e di scrittura, in uno dei romanzi più dirompenti, divertenti e scoppiettanti che siano usciti negli ultimi anni. La collaborazione tra Filippo Timi, diventato una rivelazione del teatro italiano, e alla cui vita si ispira con tutta evidenza il protagonista del racconto, Filo, e lo scrittore Edoardo Albinati è stata un connubio felice da cui è nato questo romanzo monstre: ora cinico e amaro, ora tragicomico, ora picaresco, ora esilarante, dove si passa da un trucido cronachismo di paese all'aura del fiabesco. E "fiaba nerissima" – come l'ha chiamata qualcuno – mi sembra l'epiteto che meglio lo definisce. Esso forse diventerà oggetto di dotte analisi formali e antropologiche, ne ha tutti i requisiti e le qualità. È un romanzo molto italiano, in senso antropologico, perché rispecchia, del costume italico, vizi e virtù, l'arte d'arrangiarsi, ma anche quell'inguaribile ottimismo, che riesce a trionfare sulla malasorte, sulle disgrazie e sulle malattie. Quanti nostri connazionali si potrebbero riconoscere nelle avventure di Filo, nella sua vita bastarda e beffarda. E lo stesso dicasi di tante famiglie, specie del Sud, che le trasformazioni sociali e culturali di questi anni hanno sottoposto a sconquassi biblici, eppure sono rimaste in piedi, anzi, forse vivono, almeno sul piano materiale, meglio di prima. Albinati e Timi non sono mossi certo da propositi sociologici. A loro basta raccontare, e lo fanno con un certo ordine logico e cronologico, nonostante la babele di episodi piccoli e minimi di cui infarciscono il loro granguignolesco racconto. Raccontano la vita di Filo, dal momento della nascita fino alla maturità, anzi fino al suo matrimonio, che è un matrimonio inverosimile dato che Filo è gay. E tanta parte del racconto è dedicata all'omosessualità, ai sotterfugi, ai traumi, alle contorsioni fisiche e mentali, a cui le sue naturali inclinazioni sessuali sottopongono Filo, ma anche alla sua inesauribile e commovente capacità di amare, non solo i suoi amanti ma i tanti amici che ha. Filo, che è una vera forza della natura, ce la fa a diventare un attore teatrale importante, percorrendo con volontà implacabile un cammino irto di ostacoli. Ma la cosa straordinaria è che Filo è assai menomato nel corpo: è balbuziente, è mezzo cieco e alla fine lo diventa quasi del tutto, è grasso, e soprattutto è sottoposto a periodici attacchi epilettici. Ma la sua vita non conosce compromessi e riesce a non deflettere mai dallo scopo principale, che è quello di abbandonare la povertà e lo squallore della sua famiglia di origine e di diventare qualcuno, nell'Italia di questi anni, che ha sì il potere di distruggerti ma può anche, se hai la scorza dura, farti diventare un divo. Nel suo perenne stato di eccitazione Filo tocca tutti gli estremi dell'oltranza, dall'abiezione alla più candida generosità, perché al fondo della sua natura c'è un incontenibile bisogno di amare e di essere amato.
Leandro Piantini
  • Edoardo Albinati Cover

    Edoardo Albinati è nato a Roma nel 1956. Ha pubblicato libri di narrativa e poesia, tra cui Il polacco lavatore di vetri (Longanesi 1989), Orti di guerra (Fazi 1997), Maggio selvaggio (Mondadori 1999), 19 (Mondadori 2000), Sintassi italiana (Guanda 2001), Il ritorno (Mondadori 2002), Svenimenti (Einaudi, 2004), Tuttalpiù muoio (Fandango, 2006), Guerra alla tristezza (Fandango, 2009), Vita e morte di un ingegnere (Mondadori, 2012), Oro colato. Otto lezioni sulla materia della scrittura (Fandango Libri, 2014), La scuola cattolica (Rizzoli, 2016), vincitore del LXX Premio Strega, Sintassi italiana (2019).Dal 1994 Albinati lavora come insegnante presso il penitenziario di Rebibbia, a Roma. Approfondisci
  • Filippo Timi Cover

    Premio Ubu 2004 come miglior attore di teatro under 30, è stato sulla scena Orfeo, Danton, Perceval, Satana, e ha interpretato il monologo La vita bestia, tratto dal suo primo romanzo Tuttalpiù muoio (2006 Fandango), scritto a quattro mani con Edoardo Albinati. Nel 2007 ha pubblicato E lasciamole cadere queste stelle, sempre con Fandango Libri. Al cinema ha interpretato tra il 2007 e il 2008 i film In memoria di me di Saverio Costanzo; Saturno contro di Ferzan Ozpetek; Signorinaeffe di Wilma Labate; I demoni di San Pietroburgo di Giuliano Montaldo. Dopo il film di Gabriele Salvatores Come Dio comanda (2008), è protagonista del film di Marco Bellocchio, Vincere, e del film d'esordio di Giuseppe Capotondi, La doppia ora.Per Garzanti ha pubblicato nel 2008 Peggio che diventare... Approfondisci
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