Tutti a casa

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Paese: Italia
Anno: 1960
Supporto: DVD

nella classifica Bestseller di IBS Film Film - Commedia

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Sorpreso dall'armistizio dell'8 settembre 1943, un sottotenente si unisce con poca convinzione agli sbandati che cercano di tornare a casa. Ligio al dovere, non capisce ciò che sta succedendo: la lotta partigiana, le violenze dei tedeschi, le deportazioni. La morte di un amico, ucciso a pochi passi da casa, lo spinge a unirsi all'insurrezione popolare di Napoli.
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    manu

    13/05/2020 20:53:00

    Un Sordi al massimo che mette in risalto tutto il dramma di un'Italia lasciata allo sbando dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943. Un italiano medio, Sordi, che si trova in una situazione più grande di lui e che cerca fino in fondo di mantenere un profilo basso. Super consigliato anche ai più giovani che conoscono poco la nostra Storia recente.

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    Ernesto

    06/04/2013 16:20:53

    Dopo "La Grande Guerra" un'altra bella interpretazione di Alberto Sordi in un'altro capolavoro, questa volta firmato Luigi Comencini. Ovviamente anche al resto del cast va il suo merito. Peccato che il ministro Giulio Andreotti rifiutò di mettere a disposizione per la realizzazione del film due carri armati. A Comencini non restò altro che fabbricarseli con il compensato. E devo dire che la differenza non si nota.

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    by Ax

    01/05/2012 20:30:35

    Comencini 'documenta' il senso di smarrimento che in quegli storici giorni aleggiava nell'aria, alternando il dramma di fondo dell'Italia con la leggerezza e l'umanità dei suoi soldati. Capeggiati dal sottotenente Innocenzi, un Alberto Sordi capace di divertire in mezzo alla malinconia generale, affrontano il viaggio di un ritorno alle proprie terre; lo stesso Innocenzi guarderà a se stesso con occhi di un'Italia asservita ad un finto patriottismo, indecisa sul da farsi ma con la ritrovata forza per reagire ? il finale aperto è l'inizio di quel cambiamento. Sordi perfetto traghettatore tra una mentalità dai valori anestetizzati, implosi, legati a una tradizione che non gli appartiene più (quella del padre), e quella che il risveglio forzato gli ridà, consapevole di poter fare qualcosa.

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    by Ax

    27/04/2012 20:57:18

    Comencini 'documenta' il senso di smarrimento che in quegli storici giorni (dopo l'8 settembre 1943) aleggiava nell'aria, alternando il dramma di fondo dell'Italia con la leggerezza e l'umanità dei suoi soldati. Capeggiati dal sottotenente Innocenzi, un Alberto Sordi capace di divertire in mezzo alla malinconia generale, affrontano il viaggio di un ritorno alle proprie terre; lo stesso Innocenzi guarderà a se stesso con occhi di un'Italia asservita ad un finto patriottismo, indecisa sul da farsi ma con la ritrovata forza per reagire ? il finale aperto è l'inizio di quel cambiamento. Sordi perfetto traghettatore tra una mentalità dai valori anestetizzati, implosi, legati a una tradizione che non gli appartiene più (quella del padre), e quella che il risveglio forzato gli ridà, consapevole di poter fare qualcosa.

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    Michele Bettini

    24/04/2007 08:57:21

    Un grandissimo Alberto che risponde a chi, essendo male informato, riteneva che fosse solo un attore comico. Di comico in TUTTI A CASA c'è solo quello che uno vuol vedere per sdrammatizzare i giorni tragici dell'8 settembre e di quel che ne venne subito dopo. Un capitolo di realismo di grandissimo spessore con attori insuperabili. Scenografie non più ricostruibili di macerie, ritratti d'epoca, gente che non c'è più. La grande tragedia di Ceccarelli (Reggiani) che muore quando è a pochi metri da casa sua. La Gravina, inseguita dai tedeschi solo perché sospettata di essere ebrea. Un finale che annuncia il peggio.

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    carlo migliavacca

    14/10/2006 18:23:01

    E''veramente un bel film, con un grande Alberto Sordi ben supportato da bravi comprimari.Una triste pagina della nostra Storia raccontata veramente bene.Tanti nostri bravi soldati completamente abbandonati dagli alti comandi , seppero dar vita ad atti d'eroismo contro gli invasori tedeschi , cominciando a tutti gli effetti la Resistenza.Il protagonista dopo anni di guerra e' sfiduciato e demoralizzato , il suo unico scopo e' tornare a casa , ma dopo varie vicissitudini capisce, nell'ultima splendida scena che "no, non si puo' stare sempre a guardare !" e imbracciato il mitragliatore inizia a sparare contro i tedeschi.

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    Silvia Masotti

    25/07/2006 22:54:36

    E' bello, guardatelo. Parla di un momento della nostra storia che va sempre ripensato e capito; questo film lo fa dal punto di vista di un uomo normale, un buon soldato che si trova spiazzato dai pasticci della storia e cerca di vedere le cose onestamente, come può. E' buffo e molto umano.

Vedi tutte le 7 recensioni cliente

1960 - David Di Donatello - Miglior attore -

  • Film in bianco e nero
  • Produzione: Filmauro, 2008
  • Distribuzione: Terminal Video
  • Durata: 110 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 1.0 - mono)
  • Formato Schermo: Widescreen
  • Area2
  • Contenuti: speciale
  • Alberto Sordi Cover

    "Attore e regista italiano. Comincia a recitare a metà degli anni ’30 dividendosi fra l’avanspettacolo, il teatro di rivista e piccole comparse al cinema (dà la voce a Ollio/O. Hardy). Il primo film da coprotagonista è I tre aquilotti (1942) di M. Mattòli, anche se negli anni ’40 i maggiori successi gli vengono dal teatro leggero e dalla radio, medium nel quale S. sperimenta e costruisce una galleria di personaggi che porterà infinite volte e con grande successo al cinema, ritraendo un uomo banalmente medio la cui apparente cattiveria nasconde una malcelata ingenuità, un cialtrone sostanzialmente vigliacco, uno sbruffone succube delle circostanze, un individuo in bilico fra la tragedia e la farsa. F. Fellini si accorge del suo immenso talento e lo chiama a interpretare il meschino divo dei... Approfondisci
  • Serge Reggiani Cover

    Attore francese di origine italiana. Trasferitosi giovanissimo in Francia, muove i primi passi sul palcoscenico ma anche il cinema lo nota sin dai vent'anni apprezzandone una già matura maschera malinconica che si rivelerà assai efficace per i toni mélo. Lavora così, fra gli altri, per M. Carné in Mentre Parigi dorme (1946) prima di ottenere il ruolo di Georges Manda, il falegname assassino per amore della prostituta Maria/S. Signoret in Casco d'oro (1952) di J. Becker. La Parigi belle époque sordida e avvolgente, che fa da sfondo alla vicenda, incornicia la superba interpretazione dei due protagonisti, facendo conoscere al mondo il mito degli «apache», i malavitosi della Senna in camiciola a righe orizzontali, basco di traverso e sigaretta all'angolo della bocca. Lavora molto anche in Italia,... Approfondisci
  • Eduardo De Filippo Cover

    Figlio d'arte, Eduardo de Filippo nasce a Napoli il 24 maggio del 1900, fratello di Titina e Peppino, dalla relazione dell'attore ed autore Edoardo (Eduardo) Scarpetta con la nipote Luisa De Filippo.Nel 1904, Eduardo debutta nel ruolo di giapponesino al Teatro Valle di Roma ne "La geisha", firmata dallo stesso Scarpetta.Dopo quella prima breve esperienza prende parte ad altre rappresentazioni come comparsa o in piccoli ruoli.A 11 anni entra nel collegio Chierchia di Napoli, ma solo due anni dopo interrompe gli studi e continua la sua istruzione sotto la guida del padre, che lo costringe a leggere e ricopiare testi teatrali. Quando capita, il giovane De Filippo partecipa a lavori teatrali e nel 1914 entra stabilmente nella compagnia del fratellastro Vincenzo Scarpetta, nella quale ricopre ogni... Approfondisci
Note legali