Recensioni Tutti giù per terra

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    01/10/2015 14:42:53

    Partito bene come ogni scrittore che ha una idea da sviluppare, poi si perde, non sa più come terminare e così termina il racconto senza concludere e lasciando il lettore insoddisfatto e con la domanda "E allora?". Considerando le poche pagine di scritto poteva impegnarsi di più e fare un buon lavoro ma così.... Se fossi Professore di Letteratura il mio voto sarebbe 5 meno meno. Ed è un peccato perchè i suoi venti anni negli anni 80 erano i miei ed in molte delle sue descrizioni mi ci sono ritrovato.

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    12/05/2014 18:16:34

    Un libro tanto decantato, per cosa? Io l'ho trovato di una scrittura banale, a tratti imbarazzante, forse all'epoca questo tipo di personaggio poteva piacere, e in effetti si fa piacere, ma soltanto in una prospettiva filmica, la letteratura è un'altra cosa. Comunque era il primo libro di Culicchia, e quindi può andar bene come esordio, dai. Se però sono così anche gli altri, bè, allora... vedremo con i prossimi che leggerò, così da avere un'opinione più obiettiva di questo autore.

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    22/05/2012 15:22:23

    Opera prima di Giuseppe Culicchia, torinese allora quasi trentenne, "Tutti giù per terra" rappresenta il debutto letterario del precario. Senza sicurezze, senza prospettive. Malgrado il romanzo sia del 1996, la figura del post-adolescente che non riesce a diventare grande è di un'attualità preoccupante. Walter, il protagonista, ha tanti nemici, tutti agguerriti: il padre ostile, la burocrazia saccente, i baroni universitari capricciosi, i ragazzi consumisti e superficiali, il mondo del lavoro in crisi. Ci sono tutti gli ingredienti per uno psico-dramma, e invece Culicchia sceglie uno stile leggero a cavallo tra l'ironia e il non detto alla Hemingway, così la lettura scorre veloce e si entra con facilità nella pelle di Walter e nelle sue ansie. Il servizio civile assurdo, inutile e interminabile diventa il simbolo di una vita che scivola via senza essere vissuta. Sarà per l'ambientazione torinese che mi tocca nel profondo, ma è un libro che consiglio a tutti.

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    05/05/2009 12:48:16

    Molto carino, attuale.

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    16/09/2007 19:18:02

    simpatico e brillante; si legge in un soffio con piacere.

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    08/06/2007 15:21:57

    La storia del più ANONIMO dei ragazzi che incontriamo giornalmente...ma anche il più VERO! LEGGETELO!!Almeno una volta nella vostra vita vi sarete sentiti IN GABBIA...almeno una volta nella vita vi sarete sentiti dei piccoli WALTER! Bello e vero!

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    17/12/2006 12:19:11

    Un libro che fotografa alla grande un'epoca. Forse l'ultima davvero gloriosa prima della decadenza del nuovo secolo.

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    25/06/2006 17:00:08

    Volevo leggere l’ultimo libro di Culicchia, ma non si può iniziare così, devo come minimo leggere il primo. Ecco fatto. L’ho trovato buono, un ottima descrizione degli anni ottanta, è per la precisione sulla loro fine, del passaggio dal mondo scolastico a quello lavorativo. Una fotografia esatta dei vent’ anni inquieti e speranzosi, romantici e speciali. Non posso non rispecchiarmi nell’ironia e nel disincanto del protagonista, anche perché Culicchia parla della mia generazione e in quella fotografia c’è un po’ tutto il gruppo degli odierni quarantenni. Il libro è scritto con uno stile semplice, con mini capitoli nel capitolo che hanno il pregio di stringere il discorso all’essenziale e di sintetizzarlo come piccole inquadrature fatte da una telecamera immaginaria che riprende il fatto nel momento reale, e così fa anche con il pensiero: sintetico. Capisco perché questa prima opera sia stata un caso editoriale. Non capisco perché non l’avessi letto a suo tempo.

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    06/11/2005 11:28:32

    uhmmm. beh. vabbè. buona la prosa. bel finale. la cosa peggiore: il titolo.

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    02/11/2005 18:27:16

    Carino,la mia prima esperienza con Culicchia e probabilmente non l'ultima. Il personaggio è molto attuale ed è facile rispecchiarsi in lui soprattutto se si attraversa la stessa fase della vita. A volte un pò troppo ovvio ma molto scorrevole e ben scritto.

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    10/10/2005 17:53:40

    Culicchia è un grande! l'ho "conosciuto" con Torino è la mia città e l'ho trovato intelligente, ho sperato che altri fossero alla sua altezza per descrivere anche altre città con lo stesso stile. Poi è stata la volta del Paese delle meraviglie, descrivere il 1977, anno topico, attraverso inserimenti sociali in una trama apparentemente leggera! ed anche Tutti giù per terra l'ho trovato contemporaneo (altro che sessantottino, per la cronaca Culicchia era un baby in quegli anni...), mai scontato con un linguaggio fresco, se vogliamo una cronaca che poteva cadere nel banale ed invece espressa in maniera accattivante, con i personaggi ben caratterizzati. 10 e lode!

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    26/07/2005 13:07:36

    sinceramente.....mi aspettavo di +!!!!leggendo i primi capitoli il libro mi ha coinvolto abbastanza, ma alla fine non dice nulla....non si sa ke fine ha fatto Walter, se ha trovato un lavoro che lo soddisfasse....NIENTE!!!dopo tutte le critiche alla società in cui viveva, non ha portato avanti i suoi ideali e si è ridotto a fare un lavoro che non gli piaceva per un misero stipendio.....

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    17/06/2005 11:55:31

    Bello bello bello... Tutti gli altri commenti sono superflui. Con "Il paese della meraviglie" Culicchia migliora, almeno secondo il mio modesto parere di lettrice e fan, ma anche in questo libro non scherza affatto. E' una storia, la storia della vita di Walter, che potrebbe essere chiunque di noi. I personaggi sono intelligenti e veri, così come le istutuzioni e la città, la vita e l'Italia. Mette un po' di tristezza pensare a che fine farà Walter... Dopo avere letto il secondo libro sulle sue avventure,"Paso doble" sono rimasta con una profonda tristezza. La persona alla fine di "Paso doble" non è la stessa che all'inizio di "Tutti giù per terra", e fa riflettere come le persone cambiano col tempo e gli eventi. Sto cercando disperatamente il film ma non lo trovo da nessuna parte...

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    Mario
    03/05/2005 10:02:22

    Divertentissimo, leggero ma non troppo.

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    11/04/2005 20:46:54

    nulla di ke...una storia non troppo distante dalla nostra realtà..mi è piaciuta la conclusione...significativa...ma in ogni caso non ha dato il coinvolgimento sperato...

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    05/03/2005 00:57:04

    No, non scherziamo, questo è un libro veramente carino, divertente e piacevole. Io mi sono sentito molto rappresentato da Walter con le sue insicurezze e la sua visione del mondo.

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    14/01/2005 15:34:09

    Essere moderni ad ogni costo? ma proprio ad ogni costo? E perché?

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    21/12/2004 11:04:28

    Niente a che vedere con "Il paese delle meraviglie", in ogni caso "un mini-romanzo" che si legge volentieri.I personaggi di Culicchia sono sempre divertenti e abbastanza sgangherati da avvicinare la realtà.Anche se ritengo che per godere il libro appieno bisogna conoscere la realtà di Torino e dintorni.

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    manu
    01/11/2004 18:33:58

    un libro senza finale.forse non deve esserci, perchè a leggerlo bene ti accorgi che si tratta di uno che ti racconta alcuni anni della sua vita e poi il libro finisce e tu non ne sai niente, esattamente come quando finisce un'amicizia. non l'ho apprezzato molto, è vero si legge facilmente, ma è troppo sullo stile sessantottino per i miei gusti, con espressioni esageratamente forti e a volte volgari. di sicuro non si perde in dettagli, ma così diventa troppo sintetico nelle sue espressioni. credevo meglio.

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