Tutto è uno. L'ipotesi della scienza olografica

Michael Talbot

Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
Pagine: 349 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788807887413

19° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Scienze, geografia, ambiente - Astronomia, spazio e tempo - Cosmologia e l'universo

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Descrizione
Quasi tutti conoscono gli ologrammi, immagini tridimensionali proiettate nello spazio per mezzo di un laser. Ora, due grandi scienziati - David Böhm, fisico quantistico presso la University of London e Karl Pribram, neurofisiologo di Stanford, uno degli artefici della nostra attuale concezione del cervello suppongono che l'universo stesso sia organizzato come un ologramma, in cui ogni parte contiene il tutto. Questo nuovo modo di considerare l'universo dovrebbe chiarire non solo molti degli enigmi insoluti della fisica, ma anche quegli accadimenti misteriosi come la telepatia, le esperienze extracorporee e di premorte, i sogni "lucidi", e perfino le esperienze religiose e mistiche di unità cosmica e le guarigioni miracolose.

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    Jayan Walter

    31/01/2017 14:38:14

    Questo libro per me è stato fondamentale per la comprensione dell'universo. Propone, in modo strettamente scientifico e confermato ultimamente da numerose prove, che ogni parte dell'universo contiene il "tutto", proprio come avviene negli ologrammi. E' ciò che ci insegna la filosofia indiana e i Grandi Maestri del passato e del presente. Solo così si possono spiegare i cosiddetti miracoli e le percezioni extrasensoriali. Nel pensiero indiano si va oltre. Non solo ogni cosa contiene il Tutto, ma ogni cosa è il Tutto. Esiste solo il Tutto, le separazioni del mondo finito sono solo apparenza. Siamo tutti interconnessi.

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    luciano

    06/06/2016 21:09:09

    In questo libro vengono trattati molti fenomeni paranormali: telecinesi, esperienze extracorporee e di pre-morte, l'inconsistenza della separazione fra passato-presente-futuro, la materializzazione di oggetti fisici dal nulla... il tutto nell'ottica della fisica dei quanti ( interazione tra osservatore e oggetto osservato) e del modello olografico. La scienza ignora questi fatti, che pure accadono e che molte persone ne danno e ne hanno dato testimonianza attraverso i secoli, in quanto non sottostanno al metodo scientifico, e come Galileo rischiò la condanna dell'Inquisizione perché sosteneva che la Terra ruotasse attorno al Sole, così i fenomeni paranormali vengono esclusi dall'indagine scientifica e, dogmaticamente, condannati e sbeffeggiati. Come dimenticare il comportamento vergognoso che Piero Angela tenne nei confronti di Gustavo Rol, uno dei più grandi sensitivi che abbia avuto l'Italia? Per molti scienziati vale il dogma: " ciò che non può essere spiegato scientificamente non è vero"; non si pongono neppure il problema della loro ignoranza in questo campo. Dice Shakespeare, parafrasandolo, : "Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne immagina la tua scienza". Un personaggi della grandezza di Sri Aurobindo, che gli indiani venerano alla stregua di Gandhi, è stato un Marco Polo dello Spirito ed ha sperimentato " un regno al di là dello spazio e del tempo, composto da una infinità multicolore di vibrazioni", e popolato di esseri metafisici talmente avanzati rispetto alla conoscenza umana, da farci sembrare come bambini. E ciò che si impara in questi " magnifici e luminosi regni dello spazio" è che tutta la separatezza è un'illusione e che tutte le cose sono fondamentalmente interconnesse. Una concezione simile all' "Anima Mundi" di Ficino. Buona lettura.

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