Tutto quello che sappiamo su Roma, l'abbiamo imparato a Hollywood

Luisa Cotta Ramosino,Laura Cotta Ramosino,Cristiano Dognini

Editore: Mondadori Bruno
Collana: Sintesi
Anno edizione: 2004
Pagine: 229 p., Brossura
  • EAN: 9788842490036
Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:

€ 15,30

€ 18,00

Risparmi € 2,70 (15%)

Venduto e spedito da IBS

15 punti Premium

Attualmente non disponibile
Leggi qui l'informativa sulla privacy
Inserisci la tua email
ti avviseremo quando sarà disponibile

Il recente successo di film come Il gladiatore o Troy ripropone ancora una volta la questione dell'importanza che le immagini rivestono nella comunicazione del mondo antico. Questo studio di tre ricercatori che si muovono fra la linguistica applicata e la storiografia antica cerca di analizzare il modo in cui l'immaginario dello spettatore moderno sia stato condizionato dalla visione dei film del genere peplum nella comprensione del mondo romano. Il volume è diviso in tre parti: nella prima si esaminano alcuni temi e figure particolarmente rilevanti della cinematografia sul mondo antico, come Giulio Cesare, Nerone, Marco Aurelio, delineando una sorta di "storia cinematografica" di Roma da Romolo e Remo fino al tramonto dell'Impero. Il discorso procede con leggerezza, un certo senso dell'umorismo e molti riferimenti all'attualità. Nella seconda parte, brevissima ma non trascurabile, gli autori riflettono sul ruolo della cinematografia a scuola e sull'importanza che essa può avere nell'acquisizione di conoscenza. Nella terza sono presentate ventisette schede di film o serie televisive di argomento romano e di qualità molto diversa: Cabiria, Ben Hur, La caduta dell'impero romano, Il gladiatore sono raccontati con estrema sintesi e corredati da una serie di valutazioni e giudizi che permettono anche una prima utilizzazione didattica della pellicola. È un libro gradevole, di agile lettura, non specialistico, a cui avrebbero giovato qualche approfondimento bibliografico e una correzione di bozze supplementare: l'editrice Lindau diviene "Lindan" e Stanley Donen si trasforma in un improbabile "Donene"; Segio Corbucci diventa "Corrucci".

Andrea Balbo