Traduttore: G. Venturi
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Anno edizione: 2010
Formato: Tascabile
In commercio dal: 24 febbraio 2010
Pagine: 229 p., Brossura
  • EAN: 9788845924668
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Descrizione
Vasilij Grossman scrisse questo libro, che è il suo testamento, fra il 1955 e il 1963. Come nel grandioso "Vita e destino", non cambiò molto dello stile scabro e aspro che lo aveva reso celebre fra gli scrittori del realismo socialista. Ma vi infuse l'inconfondibile tono della verità. Con lucidità e fermezza, prima di ogni altro parlò qui di argomenti intoccabili: la perenne tortura della vita nei campi, ma anche l'altra tortura, più sottile, di chi ne ritorna e riconosce la bassezza e il terrore negli occhi imbarazzati di parenti e conoscenti; lo sterminio sistematico dei kulaki; la delazione come fondamento della società; il vero ruolo di Lenin e del suo "spregio della libertà" nella costruzione del mondo sovietico.

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Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    Ale

    18/09/2018 20:26:46

    Un libro che ad ogni pagina fa impressione sempre di più. Merita di essere letto e soprattutto di non essere dimenticato. Si tratta di fatti storici realmente accaduti in Russia, narrati in prosa, accompagnati da pensieri e riflessioni che il lettore si trova obbligato a fare di fronte alla visione di questa strage terribile.

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    Elisabetta

    09/05/2018 20:06:11

    Una lettura che è un pugno nello stomaco, struggente, meravigliosa. Ci si ritrova all'ultima pagina in poche ore, ci si lascia trascinare da un ritmo incalzante che spinge il lettore a chiedersi "perché tutto questo?". Consigliatissimo

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    luciano

    24/01/2016 17:03:43

    E' un libro che è un colpo allo stomaco; terribile è il capitolo sul genocidio per fame dei kulaki e dei contadini ucraini voluto da Stalin all'inizio degli anni Trenta del secolo scorso. " Quando il treno ( Kiev-Odessa) passava attraverso le regioni affamate, le guardie di servizio al convoglio dovevano chiudere i finestrini e abbassare le cortine", per impedire che, dal treno, " la gente buttasse pezzi di pane e rimasugli vari a quella folla di disgraziati che gridava: pane, pane". Il tempo passa, le cose non sono cambiate molto; oggi non ci sono più treni blindati, ma l'Europa chiude le frontiere a quel popolo affamato che dal Terzo Mondo preme ai nostri confini per avere di che sfamarsi, e mentre succede tutto questo l'ultimo rapporto Oxfam ci fa sapere che 62 individui posseggono metà del pianeta, una ricchezza pari a quella di 3.500.000.000 di persone.

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    flavia

    25/11/2014 10:12:34

    realtà storiche atroci scritte con una prosa lirica e con la fede nella libertà e dignità dell'uomo. Capolavoro.

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    mjb

    20/02/2014 22:39:03

    da leggere per comprendere come sia difficile capire i meccanismi alla base di un regime totalitario dall'origine alla sua affermazione/istituzione. Io non sono molto ferrata sulla storia del regime di terrore instaurato da Stalin, molti passaggi li ho dovuti approfondire con alla mano un libro di storia, libro impegnativo ma ne è valsa la pena.

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    giopar

    20/04/2013 13:42:23

    Fantastico, credo che V. Grossman vada considerato uno dei "grandi" del Novecento. Consiglio con tutto il cuore la lettura di questo volume.

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    Raffaele

    20/02/2013 11:20:45

    Un libro terribile ma indispensabile per avere sempre ben presente che " la storia dell'umanità è la storia della sua libertà"; lo sviluppo della non-libertà raccontato e sofferto da Grossman porta inevitabilmente alla morte. Assolutamente da leggere per capire e riflettere.

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    nihil

    27/05/2012 11:09:41

    Un libro che ha risvolti incredibili, porta alla meditazione su come e quando nasce una dittatuta e perchè pochi capiscano il momento, mentre quasi tutti cercano di acchiappare i favori per la coda. La paura regna sovrana, la paura si fà stato. Ma non c'è nulla di nuovo, l'essere umano evita di vedere ciò che sta accadendo e preferisce illudersi.

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    claudio

    07/02/2011 10:10:34

    Ho finito da poco il capolavoro di Grossman (Vita e destino)e così ho deciso di leggere anche questo libro, scritto dopo l'altro e pubblicato in Occidente solo dopo la morte dell'autore. E' un grande libro, che ci dà una versione aggiornata dal di dentro di quello che è stato il periodo dl Terrore in Russia, sotto Stalin. Sui libri di storia si parla di quel periodo in poche righe; qui sembra di entrare nelle case dei kulaki, fatti letteralmente morire di fame. Sembra di essere sempre in attesa dell'arrivo della macchina della polizia per un interrogatorio. Ci sono pagine di intenso ottimismo, nonostante tutto: la libertà deve vincere, anche se in questo momento sembra neanche più esistere.

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    EnzoV

    26/11/2010 18:47:46

    libro gradevole e di facile lettura. Finestra su una societa' della quale si e' sempre conosciuto pochissimo. Forse un po' pretenzioso e superficiale l'analisi sui personaggi politici del periodo storico ma suggestiva . Il libro comunque da spunto per una riflessione e spinge a curiosita'/necessita' di approfondire l'argomento. Sicuramente da leggere.

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    alex

    08/09/2009 23:34:05

    un capolavoro sempre attualissimo in cui si narra con grande profondità la tragedia di un uomo e lo scorrere drammatico di eventi che hanno segnato il ventesimo secolo. assolutamente da leggere e meditare.

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    Cristiana

    13/04/2009 12:49:15

    Bellissimo. Un libro sugli uomini: sui pochi grandi con la loro solitudine e sui tanti piccoli con i loro compromessi. Un grande libro universale come solo i russi finora sembrano saper scrivere; le vicende storiche sono solo contingenti per un discorso speciale ad ogni lettore, una guida e anche una spinta ad un esame di coscienza sul proprio essere uomo....Un libro da cui si torna diversi. Spero che presto ci sia l'edizione economica perchè possa aumentare la diffusione di tale capolavoro.

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    Walter

    12/12/2008 16:04:24

    Spendido! Un libro che supera la contingenza storica del periodo sovietico e penetra, svelandolo, l'animo russo. Per apprezzarlo fino in fondo è necessario spogliarsi delle categorie mentali e i preconcetti occidentali sulla Russia e sui russi.

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    valentino massardi

    03/04/2008 12:51:39

    Più di qualunque libro di storia fa capire la tragedia di un popolo e la verità su un'ideologia e su personaggi, per qualcuno ancora purtroppo mitici, da ripudiare senza se, ma e vari distinguo. Illuminante.

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    Eugenia

    02/05/2007 18:39:55

    Semplicemente bello perchè sono semplicemente dei pensieri, puri pensieri, di un uomo travolto dalla guerra, travolto dalla maniacale voglia di grandezza di un popolo così contradittorio: da un lato detentore di grande cultura, dall'altro stupido e ignorante. La cosa più forte ed espressiva di questo libro è la lucida analisi di quei terribili anni. Bello..

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    Gio

    08/05/2003 23:49:46

    Splendido.

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    gianluca

    12/12/2001 01:46:27

    Pochi libri sono così efficaci nel raccontarci ciò che è stato ed è, il sentimento russo. Le contraddizioni di un popolo glorioso, profondamente spirituale, che ha esaltato, sopportato e subito ogni tipo di regime, ma che ha mantenuto una ricchezza culturale inestimabile.

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