L' udienza

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Regia: Marco Ferreri
Paese: Italia
Anno: 1971
Supporto: DVD
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Un uomo, insicuro e sensibile, vuole parlare con il Papa. Per raggiungere lo scopo è disposto a tutto. Ma la lotta con la burocrazia clericale, le manovre della polizia e la nobiltà nera faranno in modo che la sua impresa rimanga senza successo.
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    Davide

    04/03/2014 14:16:55

    La vicenda è quella kafkiana per eccellenza ("Il castello") ed è chiaro il rimando dell'epilogo ;l'attesa di udienza da parte del papa è leggibile su più livelli , tanto quello allegorico ( l'anelito dell'uomo moderno , in buona fede, ad un ideale occluso dalle costrizioni della mondanità ) quanto quello più concreto socio-istituzionale e religioso. Il tipico gusto di Ferreri per il surreale , il grottesco, il tragicomico e il cinico si traduce qui spesso in un esercizio di stile volto ad enfatizzare l'assurdità della vicenda ( vedi gli atteggiamenti cristologici di un volutamente gigioneggiante Gassman, vedi le sequenze della splendida ed esageratamente iconizzata Cardinale ) contrapposti alla tangibilità della sofferta e toccante performance di Jannacci.

  • Produzione: Cristaldi Film, 2012
  • Distribuzione: Mustang
  • Durata: 112 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 2.0 - stereo)
  • Lingua sottotitoli: Italiano per non udenti
  • Formato Schermo: 1,77:1
  • Area2
  • Contenuti: interviste; presentazione; documenti
  • Marco Ferreri Cover

    Regista italiano. Interrotta l'università, comincia a realizzare documentari per una azienda di liquori e, subito dopo, in società con R. Ghione e su idea di C. Zavattini, mette a punto la produzione di un periodico cinematografico, «Documento Mensile», che però si ferma al secondo numero. Tenta poi la sceneggiatura, la recitazione, e anche la produzione esecutiva, ma viene bloccato da un paio di insuccessi che gli chiudono la strada di Cinecittà. Sceglie quindi di trasferirsi in Spagna, dove finalmente può dirigere il suo primo lungometraggio, El Pisito (1958), premiato al Festival di Locarno, cui fanno seguito Los chicos (1959) e El Cochecito (1960). Sono film in cui mostra di aver assimilato il fecondo retroterra letterario della Spagna non conformista, intriso di un certo non-sense, di... Approfondisci
  • Enzo Jannacci Cover

    "Cantautore e attore italiano. Interprete e reinventore della canzone milanese negli anni ’60, è un originale ibrido di cantante e cabarettista. Dopo una fugace comparsa in La vita agra (1964) di C. Lizzani, la sua buona verve comica in Il frigorifero (1971) di M. Monicelli, episodio del film collettivo Le coppie, anticipa la prova tragico-grottesca da protagonista kafkiano in L’udienza (1972), sotto la direzione di M. Ferreri. Consulente per Romanzo popolare (1974) di M. Monicelli, sceneggiatore di storie «milanesi» (Saxophone, 1978, di R. Pozzetto), è episodicamente autore di musiche (Pasqualino Settebellezze, 1975, di L. Wertmüller; Cinque furbastri, un furbacchione, 1976, di L. De Caro). Si ripropone nel suo classico ruolo graffiante in Scherzo del destino in agguato dietro l’angolo come... Approfondisci
  • Michel Piccoli Cover

    Propr. Jacques Daniel M. P., attore e regista francese. È uno dei più importanti interpreti del cinema europeo, molto attivo anche in teatro, capace di alternare ruoli drammatici e leggeri, imponendo sempre uno stile inconfondibile, fatto di mezzi toni e di grande eleganza recitativa. Negli anni ’40 ricopre piccoli ruoli (il suo primo film è Sortilèges, 1945, di Christian-Jaque) prima di cominciare ad apparire da protagonista nel decennio successivo e soprattutto negli anni ’60. Lavora con tutti i più grandi registi francesi ed europei: J.-L. Godard (Il disprezzo, 1963, e Passion, 1982), A. Resnais (La guerra è finita, 1966), R. Clément (Parigi brucia?, 1967), A. Hitchcock (Topaz, 1969), C. Chabrol (L’amico di famiglia, 1972), M. Bellocchio (Salto nel vuoto, 1980). Mostra di essere a proprio... Approfondisci
  • Ugo Tognazzi Cover

    "Attore e regista italiano. Di umili origini, frequenta il teatro in maniera dilettantesca, prima di intraprendere una carriera di successo nella rivista, abilissimo nel cucirsi addosso i panni di macchiette occasionali e di caricature fulminanti. Il sodalizio con R. Vianello gli apre le porte della televisione di stato in Un, due, tre (1954-59), fortunato programma televisivo che raccoglie scenette e parodie incentrate esclusivamente sulla coppia di comici – perfetti nello scambio di battute e complementari nei tipi, azzimato e svagato Vianello, terrigno e fisico T. – destinato a una conclusione anticipata a causa dell'irriverenza di uno sketch sull'allora presidente della repubblica Gronchi. Chiusa all'improvviso l'esperienza televisiva, si può dedicare maggiormente al cinema, dove è attivo... Approfondisci
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