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James Joyce

Traduttore: G. De Angelis
Editore: Mondadori
Collana: I Meridiani
Edizione: 6
Anno edizione: 1984
Pagine: XXX-1282 p.
  • EAN: 9788804093855

Recensioni dei clienti

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    francesco

    02/04/2011 21.44.20

    Elettrizzanti visioni oniriche affastellate in modo da apparire come flash telegrafici immediati, elaborazioni sintetiche e fulminee della fantasia scagliate in modo da risultare comunicazioni lapidarie, costruzioni teoretiche suggestive enunciate in modo da somigliare ad incisivi motteggi surrealistici, esilaranti fraseggi esposti in chiave parodizzante e virulenta accompagnati da inquietanti sfumature dissacratorie, torrentizie epiche digressioni iconoclastiche che esulano in modo violento dal contesto razionale, apocalisse del paradosso. Burroughs tremendamente vicino. Capolavoro sui generis.

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    Annalia di Trieste

    13/02/2010 18.40.10

    Non sono una letterata, ma penso di aver letto i principali testi classici antichi e moderni. Che L'Ulisse joiciano sia un libro godibile ... può essere, anche perchè mostra la Dublino dell'epoca e alcuni modi di essere e di fare. Che l'Ulisse joiciano sia la trasposizione dell'Odissea, QUALCUNO DEVE CONVICERMI A FORZA! Ho letto tutte le note, ci sono stata moltissimo ... ma gli stessi traduttori ed interpreti non sapevano dire bene cosa si volesse dire ....! Mitica la descrizione minuziosa della "funzione corporale" del protagonista ... l'unica pagina che si può salvare, per originalità.

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    claudia

    31/07/2006 18.22.21

    un libro che non lascia niente di particolare, se non la sensazione che sia stato scritto come un esercizio di stile... i riferimenti sono chiari e palesi, e anche un lettore distratto potrebbe facilmente riconoscerli. che dire? uno di quei libri che bisogna leggere, uno di quei libri di cui bisogna per forza ben parlare. molto, molto meglio dubliners, ulysses non è arte, ma un semplice far mostra delle proprie conoscenze. lo consiglio, ma solo in quanto classico.

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    Gigi

    06/06/2005 15.24.23

    Cosa dire! Sicuramente un capolavoro, nella traduzione italiana perde le assonanze fonetiche e molto altro, rimproverate dallo stesso Joyce. È come leggere Dante in inglese. Non è un libro da leggere per passare mezz'ora in relax, ma è un libro da studiare. Immensi i rimandi a testi di altri scrittori, poeti, apostoli, ecc.. L'unica frase che racchiude il libro è quella di Svevo all'inizio del libro: "Non è per lettori distratti questa lettura". Il resto lo lascio scoprire al lettore.

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    Claudio Grasso

    30/05/2001 16.35.40

    E' uno dei passaggi obbligati per considerarsi un vero lettore!Oserei dire che,poi,è uno dei testi sacri di chi voglia diventare uno scrittore... Diciotto capitoli in altrettanti(e più)stili diversi:dalla sceneggiatura alla impaginazione giornalistica titolo-articolo,fino ad arrivare al conosciutissimo "stream of consciousness" di Molly. Un libro praticamente impossibile.Parola mia,dopo averlo letto vi sentirete simili alla forfora di una ameba!.......ma,soprattutto,odierete tutto ciò che ha a che fare con l'afta epizootica!!!!

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    ROBERTO

    28/11/2000 08.34.13

    ho letto 11 volte in 15 anni questo che - per me - e' "il libro". che dire? non e' facile commentare joyce in generale, figurarsi 'bloomerulisse'! chi l'ha letto e se ne e' innamorato credo mi capisca, a chi si vuol cimentare raccomando: tanto ma tanto tempo, una predisposizione tranquilla a non capirci nulla - almeno inizialmente - ma una grande tenacia nell'andare comunque avanti: prima o poi il velo cadra' e questa stupenda avventura che e' la vita apparira' comprensibile, e soprattutto una buona dose di ironia. la chiave di lettura (dalla quale poi ne dipendono molte altre, certo) per questo romanzo cosi' stratificato nei suoi vari aspetti (storico - religioso - intimistico - cittadino - politico - shakespeariano e ... quant'altro volete voi) penso sia coglierne l'aspetto umoristico col quale joyce, con occhio non privo d'affetto, descrive la giornata di leopold bloom. poi ci possono essere tutte le altre linee interpretative, sotto o soprastanti a questa, che il lettore desidera: ma come prima cosa, sorridere, a volte anche ridere. e forse altri proveranno il mio stesso impulso (un po' maniacale, i must say) non appena letto l'ultimo "si'" di ricominciare daccapo.

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