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Corrado Augias

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2015
Pagine: 246 p. , Rilegato

6 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Religione e spiritualità - Cristianesimo - Vicenda storica di Gesù

  • EAN: 9788806223656

Recensioni dei clienti

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    Ocram

    05/10/2016 17.19.05

    Ho trovato il libro interessante e bn scritto anche se condivido il parere di chi sostiene che non aggiunge nulla a quanto già conosciuto. Consiglio a Joe , che mette in dubbio l'esistenza di Gesu', di informarsi su quanto scritto da Publio Cornelio Tacito (considerato uno degli storici più importanti dell'antichita') nel quindicesimo libro degli "annali" dove si parla di Cristo , Nerone,Ponzio Pilato, ed altrettanto in alcuni passi di "antichità giudaiche" scritto da Giuseppe Flavio.

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    corrado buccieri

    02/04/2016 18.04.34

    Mi basta il titolo.....ma se Augias è un ateo,perchè tanto attaccamento alla Chiesa,al Vaticano e a Cristo? forse la cosa gli rende bene!!!

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    Joe

    02/04/2016 17.00.27

    Le ultime diciotto ore di Gesù? Non abbiamo nessuna solida evidenza storica che sia mai esistito.

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    GIORGIO

    24/03/2016 20.18.02

    Deludente : un romanzo su Pilato e gli altri noti attori della vicenda, mi aspettavo di più.

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    Giuseppe

    16/01/2016 20.38.54

    "Con parziale arbitrio se ne può ricavare l'estensione 'sognare'. Anche perché qualunque storia è almeno in parte una bugia - o un sogno". Io adoro Augias ma questo libro è semplicemente un romanzo storico e a me non piace il genere, io preferisco la saggistica. Buona lettura a tutti

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    Carlo M.

    30/11/2015 16.49.16

    Oscena paraculaggine di un anziano santone televisivo, che non sa quando fermarsi e mettersi a riposo, cosa che capita sovente agli attori e ai politici. Del Gesù STORICO nessuno sa quasi nulla (nemmeno il suo presunto rappresentante in terra argentino), ma Augias ce ne racconta le ultime 18 ore! Ma allora i miracoli esistono!!! (Il bello è che Augias viene propagandato come RAZIONALISTA: alla faccia d'o' c...!)

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    GianPaolo Cianferoni

    11/11/2015 16.42.40

    Ottima scrittura, come è solito Augias, ma il libro non porta nulla di nuovo a quanto ci viene da secoli raccontato. Mi aspettavo qualcosa di meno romanzato e basato su "nuovi" ritrovamenti storici, ma sono rimasto profondamente deluso. Insomma, a mio giudizio, è uno dei tanti romanzi basato su fatti storici senza, peraltro, creare nessuna emozione nel lettore, visto che la "trama" è ormai risaputa. Peccato!

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    michele cor.

    10/11/2015 18.06.37

    Per gli appassionati lettori di romanzi storici un libro da consigliare per le innegabili capacità dell'Autore. Per chi pensava di avvicinarsi, attraverso questo libro, al mistero della morte e risurrezione di Cristo, libro da evitare per la estrema povertà di contenuto storico, la mancanza (volontaria?) di un qualsiasi approfondimento esegetico, la superficialità e sciatteria nella citazione delle fonti canoniche.

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    Luigi Chiavarelli

    09/11/2015 16.58.45

    Libro interessante, di facile e piacevole lettura. Un romanzo più che una ricostruzione storica. L'autore continua a girare attorno alla luce di Cristo come una falena al bagliore della fiamma. Cerca una verità che in realtà non vuol scoprire per non mettere in discussione un'intera vita da razionalista ateo. Come tanti intellettuali senza Dio ne sente l'attrazione ma non riesce a fare il balzo definitivo, a rinascere in quella nuova realtà che cambierebbe la sua esistenza. Il suo è un Cristo senza miracoli, senza trascendenza, senza resurrezione e quindi ne viene totalmente falsata la storia e la realtà. Chiede appoggio a testi apocrifi, interpreta pro domo sua i fatti, rifiuta la realtà, molto più semplice, narrata dai vangeli. Non si domanda perché mai quell'invasato profeta non sia stato ingoiato dalla storia come tanti falsi profeti e perché quegli undici impauriti apostoli quasi per incanto si siano trasformati in giganti della fede e siano morti tra i tormenti nel nome di quel giovane galileo, crocifisso come un bandito.

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    Lee66

    02/11/2015 20.11.42

    In effetti la frase detta da Maria può sembrare ridicola, ma non lo è se si elabora e commenta quanto NON detto nei Vangeli: cosa impedisce ad un "figlio" morto e risorto, di presentarsi alla propria madre? È una delle tante domande che chiunque si pone leggendo i Vangeli e mette in discussione, in questo caso, la veridicitá della resurrezione. La frase in questione è una evidente provocazione dell'autore.

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    Guglielmo

    02/11/2015 10.45.41

    Augias sfidando il ridicolo: "Non so se devo crederlo vivo; io non l'ho visto: se fosse vero e non è venuto a vedermi, sapendo quanto dolore ho ingoiato, vuol dire che ha cose più importanti e più urgenti da fare." Il dottore è fuori stanza...

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    Lee66

    31/10/2015 16.33.11

    Infatti non è un romanzo storico nè qualcosa che aggiunga, spieghi o definisca nulla. Augias cerca solo di raccontare e descrivere quello che i Vangeli non dicono, cercando di rendere più reale, più presente, più comprensibile e vicina a noi, una vicenda che rischia di apparire sempre più lontana, leggendaria e incredibile. Augias secondo me ci riesce grazie anche alla sua maestria nello scrivere. Forse ci troviamo di fronte ad un altro lavoro che scaturisce dal bisogno di un proprio e sofferto percorso spirituale. Toccante e suggestivo l'ipotetico racconto di Maria soprattutto quando dice: "Non so se devo crederlo vivo; io non l'ho visto: se fosse vero e non è venuto a vedermi, sapendo quanto dolore ho ingoiato, vuol dire che ha cose più importanti e più urgenti da fare." Lettera finale di Caio Quinto Lucilio dietro cui, credo, si nasconda l'autore stesso. Insomma: leggetelo. Tutti: chi ha ancora un barlume di spiritualitá e chi ha delle titubanze ma ha alcune curiositá...

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    stefano

    23/10/2015 15.13.33

    Ho il massimo rispetto per l'attenzione che Augias dimostra da tempo verso il cristianesimo e il suo fondatore ma proprio non riesco a capire il senso di quest'opera. Se voleva essere un'indagine storica è troppo lacunosa (già il titolo: oggi gran parte degli studiosi veri conviene sul fatto che gli eventi della passione di Gesù di Nazareth debbono necessariamente essersi verificati nel corso di più giorni); se voleva essere scientifica riporta errori e affermazioni vecchie e superate dagli studi più recenti; se voleva essere una nuova, ulteriore indagine sul cristianesimo è piena di riferimenti sbagliati e/o inappropriati alle scritture; se voleva - ancora una volta - riferirsi agli aprocrifi è estremamente carente e parziale e trascura parecchi testi di notevole importanza (ad esempio la "Didascalia degli Apostoli" risalente al III secolo, alla quale fanno riferimento numerosi autori coevi); se, infine, intendeva essere un'opera di narrativa - o quasi - siamo a livello polpettone, zeppo di affermazioni gratuite e fantasiose. Il risultato finale è un qualcosa di indefinito che si ricorderà più per certe punzecchiature astiose e gratuite nei confronti della fede e dei credenti che per tutto il resto. Peccato: è stata un'occasione perduta per un confronto serio su un argomento altrettanto serio.

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    francesco v

    21/10/2015 18.46.51

    per la potenza evocativa dell'argomento trattato, il megafono augias produce un sussurro flebile e tutto sommato inconsistente. Apprezzabile lo sforzo di ricondurre l'evento religioso in un contesto più reale e terreno, deludente il risultato

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    gius70

    13/10/2015 15.41.13

    libro interessante anche se aggiunge poco a quello che gia si conosce..comunque Augias da persona di grande cultura scrive che e' una meraviglia

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    filomena

    11/10/2015 10.35.15

    Libro più che mediocre. Non è impossibile che con una prossima opera, Augias ci 'inventi' come passa il tempo il Padreterno (dopo che è morto). Visto che si pretende rispetto, bisognerebbe non ignorare il principio di reciprocità. In generale, non bisognerebbe scrivere per mangiare, ma scrivere per essere utile al prossimo.

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    Amalia

    10/10/2015 11.59.29

    Evidentemente l'argomento appassiona Corrado Augias, che gli ha dedicato vari libri ma sempre, mi pare, con mediocri risultati. Appassiona anche me, che però in materia gli preferisco, sul piano romanzesco, "Il nostro agente in Giudea" di Franco Mimmi, e nel settore dei saggi "Il «Crucifige!» e la democrazia", una analisi del processo a Gesù di Gustavo Zagrebelsky.

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    Giovanni Moschini

    08/10/2015 20.55.37

    Il nuovo libro di Augias non è solo un contributo alla 'storia delle storie del mondo' cristiano, ma un vero tributo rivolto alla figura cardine dei secoli post pagani. La ricostruzione delle ultime ore di Gesù è presente nella letteratura laica in pezzi sparsi e quindi poco utilizzabili. Il libro non ne è un collage, ma il racconto o romanzo storico di ciò che avvenne/non avvenne: alternativa obbligata, perché la Storia aiuta con poche, dubitabili e tardive fonti là dove la Tradizione ha sedimentato le proprie conclusioni. Il contesto è coinvolgente, l'incedere del libro è -rubo al Foscolo- 'scalpitante attorno al moribondo' e il protagonista di quelle ultime 18 ore di sua vita ci appare davvero specchio del "Io son colui che sono". Gesù, 'inquisito' in altri libri dello stesso autore insieme alla religione che da lui è nata o è stata fatta nascere, acquisisce una credibile dimensione storica, se non altro perché -allo stato- 'non avremo altra Storia al di fuori di questa'. Desta curiosità che un ateo, peraltro non fiero di tale sua posizione, abbia dedicato tanto tempo della vita a ricerche volte ad una tetralogia su Cristianesmo e sue figure fondanti. "Io, semmai e per famiglia, avrei dovuto essere ebreo", disse una volta Augias in una trasmissione. Sembra un proemio: di quale futuro libro ? Giovanni Moschini

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    claudio

    22/09/2015 19.50.01

    Le ultime diciotto ore di Gesù secondo Augias: questo dovrebbe essere il titolo del libro. Molta fantasia, molti sogni, molte interpretazioni personali. In particolare su Giuseppe e Maria. E anche su Giuda, anche la tesi di Augias mi ricorda l'omonimo libro di Oz uscito qualche mese fa.

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    Tina

    21/09/2015 20.39.07

    Libro fantastico, tra sogno veridicità e fantasia. La testimonianza di Maria poi mi ha commosso. L'autore è stato bravissimo. Consigliato a tutti

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