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Traduttore: Sara Caraffini
Editore: Longanesi
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
Cloud: Scopri di più
Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 999,21 KB
  • Pagine della versione a stampa: 482 p.

nella classifica Bestseller di IBS eBook - Narrativa straniera - Di ambientazione storica

  • EAN: 9788830448230
Disponibile anche in altri formati:

Recensioni dei clienti

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    Fabio

    15/05/2017 11.18.12

    Nella postfazione W dichiara che questo romanzo lo ha scritto da solo e dobbiamo credergli.Tuttavia la storia ,che è il seguito del "Dio del Deserto",crea non poca confusione nel ciclo egizio ed è scritta in modo quasi infantile,sicuramente senza quella intensità e caratterizzazione dei personaggi tipica degli altri romanzi dell'Autore. Anzi Taita sembra la caricatura di se stesso,vanesio e un po' stordito,lontano parente dell'uomo colto e coraggioso degli altri romanzi. Francamente era meglio chiudere il ciclo con "Alle fonti del Nilo",magari anche per Taita che aveva infine ritrovato virilità e amore.Sorprende non poco che i personaggi di quel romanzo vengano qui integralmente sostituiti con altri del tutto nuovi e non poco antipatici e superficiali,con il nostro nuovamente riportato alla originaria condizione di eunuco.Insomma ci troviamo di fronte a una seguito alternativo delle puntate precedenti,con quanta consapevolezza dell'Autore non saprei dire. Peccato,fate a meno di leggerlo,per non rimanere delusi,come lo sono stato io.

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    Antonio

    05/05/2017 17.32.48

    "È questa la maledizione del vivere molto a lungo: sopravvivi a tutte le persone che ami". Una sola parola: spettacolare! Non è mai stato un mistero che questa saga è la mia preferita di Wilbur Smith (libri tutti bellissimi... tranne uno: "Alle fonti del Nilo", il 4° della serie) e, visto che con questo 6° volume le vicende di Taita sembrano giunte all'epilogo finale, quasi quasi, ora che ho finito di leggerlo, mi sento come se avessi appena perso qualcuno o qualcosa a cui ero affezionato. Ancora una volta, anzi per l'ennesima volta, il libro ti cattura per la bellissima trama (infarcita ben bene ed in egual misura di intrighi politici, tradimenti ed amore), per l'ottima caratterizzazione dei personaggi e per la straordinaria descrizione dei paesaggi.

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    Roberta

    26/04/2017 19.13.59

    Wilbur Smith é uno dei miei scrittori preferiti e anche se alcune parti sono un po' lunghe l'ho gradito lo stesso,come "Quando vola il falco",il primo libro che ho letto di Wilbur Smith...

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    giulio

    19/04/2017 22.19.24

    che peccato vedere un grandissimo nome della letteratura d'evasione, ammesso che esista questo genere letterario, "usato" dalle case editrici per vendere, vendere, vendere. sono completamente d'accordo con le recensioni negative che mi precedono....ancora peggio, se possibile, degli ultimi della serie egiziana. come rimpiango Orizzonte!! voglio rileggerlo al più presto, il mio ricordo della magia dell'Africa di Wilbur Smith deve restare intatto!!!

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    evandro

    19/04/2017 16.22.47

    povero smith,libro che si puo' definire magnanimamente " orribile"!!! scritto male , personaggi di un egocentrismo esasperato, trama patetica.............. dove e' finito il wilbur di un tempo??? ma l'ha scritto veramente lui??? mah!

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    Luca

    18/04/2017 23.27.18

    Ho un grosso dubbio: nel libro "figli del Nilo", il faraone Tamose muore, ucciso dal suo amico naja, che gli usurpa il trono. Nello stesso libro, Taita, vecchio e saggio mago, aiuta Nefer, figlio di Tamose ed erede legittimo al trono, a riconquistare ciò che gli spetta. In questo ultimo,libro, la storia cambia totalmente. Mi chiedo come abbiano potuto i ghost writers che scrivono per wilbur (é evidente che, negli ultimi 14 anni, dopo orizzonte, non sia più lui a scrivere), commettere un clamoroso errore di continuità della saga. Sono veramente perplesso e deluso.

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    Luca

    15/04/2017 19.16.24

    Purtroppo, negli ultimi 14 anni, non scrive più in prima persona i suoi libri. É, in assoluto, l'autore che ho più amato. Ma in questo libro, che pure é scritto discretamente bene, c'é un grande problema. Nel libro "figli del Nilo", il faraone Tamose, figlio di Tanus e Lostris, muore per mano dell'amico Naja. Taita, presentato come un vecchio mago, eunuco, ma ancora pieno di energie, accompagna il figlio quattordicenne di Tamose, Nefer, nel percorso per riprendersi il trono. Ora, in questo nuovo libro, cambia tutto. Tamose muore e gli succede un certo Utteric. Ma chi é? Possibile che ci sia un errore così grossolano di continuità storica? Lo stesso taita ora viene descritto come ancora nel pieno delle forze, dall'aspetto giovanile. Qualcuno ha una spiegazione? Il vero wilbur, per quanto mi riguarda, si è fermato al 2003, con Orizzonte. Tutti i successivi, non sono all'altezza.

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    MASSIMO FEROCI

    13/04/2017 15.15.35

    WILBUR SMITH E' INVECCHIATO ILROMANZO E' PIU' LENTO DEL SOLITO E PIU' SCONTATO DALTRA PARTE 80 ANNI NON SONO POCHI

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    Una lettrice di Wilbur Smith

    12/04/2017 10.54.22

    Bellissimo, non si riesce a mettere giù. E' bello quanto Il dio del fiume, il libro ambientato nell'antico Egitto che ho amato di più. Qui la sorpresa non manca mai, che sia per gli intrighi politici, per le battaglie o per l'amore che scoppia... non dico altro per non rovinare la lettura a nessuno, ma lo consiglio vivamente, tra tutti quelli di WIlbur Smith è uno dei migliori mai letti.

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    Sergio

    11/04/2017 10.53.15

    Non è più il Wilbur Smith di un tempo. Dopo qualche pagina mi sono già annoiato. Peccato, perché i primi romanzi di questo autore sudafricano erano davvero appassionanti. Ma potete leggere quelli! Sono ancora in vendita, o magari li trovate usati...

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