Categorie

Wilbur Smith

Traduttore: S. Caraffini
Editore: Longanesi
Anno edizione: 2017
Pagine: 482 p., Rilegato
  • EAN: 9788830438736

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Di ambientazione storica

Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati:

Stephen King definisce Wilbur Smith, nella copertina dell’edizione originale, il migliore scrittore di narrativa storica in circolazione. Se il Re si sbilancia a tal punto c’è da credergli.

In questa sesta opera della serie sugli intrighi egizi continua la saga di Taita, il fido consigliere del faraone Tamose, di cui l’appassionato dell’opera omnia di Smith conosce le gesta sin dai tempi de “Il Dio del fiume”, primo volume della saga iniziata nel 1993.


Il romanzo si apre con il racconto di una cruenta battaglia contro i temibili Hyksos, nemici giurati degli antichi egizi, che avevano da poco occupato la parte meridionale dell’impero e si apprestavano a marciare verso nord. Taita, protagonista e voce narrante, è uno schiavo emancipato, un talentuoso alchimista che aspira all’immortalità. Nelle prime pagine si trova costretto a descrivere al lettore la morte in battaglia dell’amato Tamose, il faraone che serviva da decenni, eroicamente caduto per ricacciare laggiù nel Sudan, dove il Nilo si fa più fangoso, gli invitti Hyksos. Non c’è tempo per piangere il sacrificio del faraone e arriva notizia dell’invasione di un altro esercito straniero. I Lacedemoni sono alle porte di Luxur. Sparta sta per imporsi su tutto il Nord Africa. Chi ha organizzato un blitzkrieg tanto veloce ed efferato? Sicuramente una persona che non è digiuna delle tattiche militari egizie. Una vecchia conoscenza di Taita magari?


I fan di Wilbur Smith non possono mancare l’appuntamento di una saga trentennale e pare quasi pleonastico consigliare la lettura di questo piccolo gioiello che si mangia in un sol boccone, per coerenza storica ma soprattutto per talento narrativo, le opere di Jacq. Per tutti gli altri consigliamo di recuperare in ordine cronologico tutta la serie, da “Il Dio del fiume” al “Dio del deserto”, passando per “Il settimo papiro”,  “Figli del Nilo” e “Alle fonti del Nilo”.


Recensione di Matteo Rucco 

 

Anche se avrei preferito inghiottire la spada piuttosto di ammetterlo apertamente, in cuor mio sapevo che orami era finita. Molti decenni prima le orde di hiksos erano apparse all'improvviso entro i confini del nostro Egitto, giungendo dalle desolate lande orientali.
Il loro era un popolo selvaggio e crudele, privo di qualsivoglia dote, e disponeva di un unico elemento che lo rendeva invincibile in battaglia: il carro trainato da cavalli, che prima di allora noi egizi non avevamo mai visto né sentito nominare e che consideravamo una cosa orribile. Avevamo tentato di fronteggiare a piedi l'assalto degli hyksos ma ci avevano respinto con violenza, circondandoci agevolmente con i loro carri e riversandoci addosso una pioggia di frecce. Non ci era rimasto che tornare alle nostre imbarcazioni e fuggire verso sud lungo il possente Nilo, trascinandoci attraverso le cateratte e fino al deserto, dove eravamo rimasti per più di dieci anni, bramando la nostra terra natale.

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Fabio

    15/05/2017 11.18.12

    Nella postfazione W dichiara che questo romanzo lo ha scritto da solo e dobbiamo credergli.Tuttavia la storia ,che è il seguito del "Dio del Deserto",crea non poca confusione nel ciclo egizio ed è scritta in modo quasi infantile,sicuramente senza quella intensità e caratterizzazione dei personaggi tipica degli altri romanzi dell'Autore. Anzi Taita sembra la caricatura di se stesso,vanesio e un po' stordito,lontano parente dell'uomo colto e coraggioso degli altri romanzi. Francamente era meglio chiudere il ciclo con "Alle fonti del Nilo",magari anche per Taita che aveva infine ritrovato virilità e amore.Sorprende non poco che i personaggi di quel romanzo vengano qui integralmente sostituiti con altri del tutto nuovi e non poco antipatici e superficiali,con il nostro nuovamente riportato alla originaria condizione di eunuco.Insomma ci troviamo di fronte a una seguito alternativo delle puntate precedenti,con quanta consapevolezza dell'Autore non saprei dire. Peccato,fate a meno di leggerlo,per non rimanere delusi,come lo sono stato io.

  • User Icon

    Antonio

    05/05/2017 17.32.48

    "È questa la maledizione del vivere molto a lungo: sopravvivi a tutte le persone che ami". Una sola parola: spettacolare! Non è mai stato un mistero che questa saga è la mia preferita di Wilbur Smith (libri tutti bellissimi... tranne uno: "Alle fonti del Nilo", il 4° della serie) e, visto che con questo 6° volume le vicende di Taita sembrano giunte all'epilogo finale, quasi quasi, ora che ho finito di leggerlo, mi sento come se avessi appena perso qualcuno o qualcosa a cui ero affezionato. Ancora una volta, anzi per l'ennesima volta, il libro ti cattura per la bellissima trama (infarcita ben bene ed in egual misura di intrighi politici, tradimenti ed amore), per l'ottima caratterizzazione dei personaggi e per la straordinaria descrizione dei paesaggi.

  • User Icon

    Roberta

    26/04/2017 19.13.59

    Wilbur Smith é uno dei miei scrittori preferiti e anche se alcune parti sono un po' lunghe l'ho gradito lo stesso,come "Quando vola il falco",il primo libro che ho letto di Wilbur Smith...

  • User Icon

    giulio

    19/04/2017 22.19.24

    che peccato vedere un grandissimo nome della letteratura d'evasione, ammesso che esista questo genere letterario, "usato" dalle case editrici per vendere, vendere, vendere. sono completamente d'accordo con le recensioni negative che mi precedono....ancora peggio, se possibile, degli ultimi della serie egiziana. come rimpiango Orizzonte!! voglio rileggerlo al più presto, il mio ricordo della magia dell'Africa di Wilbur Smith deve restare intatto!!!

  • User Icon

    evandro

    19/04/2017 16.22.47

    povero smith,libro che si puo' definire magnanimamente " orribile"!!! scritto male , personaggi di un egocentrismo esasperato, trama patetica.............. dove e' finito il wilbur di un tempo??? ma l'ha scritto veramente lui??? mah!

  • User Icon

    Luca

    18/04/2017 23.27.18

    Ho un grosso dubbio: nel libro "figli del Nilo", il faraone Tamose muore, ucciso dal suo amico naja, che gli usurpa il trono. Nello stesso libro, Taita, vecchio e saggio mago, aiuta Nefer, figlio di Tamose ed erede legittimo al trono, a riconquistare ciò che gli spetta. In questo ultimo,libro, la storia cambia totalmente. Mi chiedo come abbiano potuto i ghost writers che scrivono per wilbur (é evidente che, negli ultimi 14 anni, dopo orizzonte, non sia più lui a scrivere), commettere un clamoroso errore di continuità della saga. Sono veramente perplesso e deluso.

  • User Icon

    MASSIMO FEROCI

    13/04/2017 15.15.35

    WILBUR SMITH E' INVECCHIATO ILROMANZO E' PIU' LENTO DEL SOLITO E PIU' SCONTATO DALTRA PARTE 80 ANNI NON SONO POCHI

  • User Icon

    Una lettrice di Wilbur Smith

    12/04/2017 10.54.22

    Bellissimo, non si riesce a mettere giù. E' bello quanto Il dio del fiume, il libro ambientato nell'antico Egitto che ho amato di più. Qui la sorpresa non manca mai, che sia per gli intrighi politici, per le battaglie o per l'amore che scoppia... non dico altro per non rovinare la lettura a nessuno, ma lo consiglio vivamente, tra tutti quelli di WIlbur Smith è uno dei migliori mai letti.

  • User Icon

    Sergio

    11/04/2017 10.53.15

    Non è più il Wilbur Smith di un tempo. Dopo qualche pagina mi sono già annoiato. Peccato, perché i primi romanzi di questo autore sudafricano erano davvero appassionanti. Ma potete leggere quelli! Sono ancora in vendita, o magari li trovate usati...

Vedi tutte le 9 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione