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Nicola Cinquetti

Illustratore: F. Matticchio
Editore: Bompiani
Collana: Tascabili
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
Pagine: 154 p. , ill. , Rilegato
  • EAN: 9788845282003


Finalista Premio Strega Ragazze e Ragazzi 2017.

«Quando spariva anche l’ultimo spicchio di sole, lui si chinava a sollevare un sasso, e sotto quel sasso c’era sempre una favola.»

Ci sono generi letterari di cui apparentemente sembrerebbe aver già detto tutto, o non aver più bisogno, come se fossero uno stock di prodotti scaduti. Se poi si facesse l’esperimento di chiedere a qualcuno «qual è l’ultimo libro di favole che hai letto?» con un’elevatissima probabilità questo risponderebbe, anche leggermente scocciato, «ma le favole sono per i bambini!».

La parola favole, qui, compare nel sottotitolo – come se l’autore avesse voluto sottolineare il genere – e subito sotto una vanitas con teschio, dall’orbita del quale fa capolino un simpatico vermetto che osserva il mondo e il lettore stesso da una prospettiva davvero insolita: una delle illustrazioni, realizzate con tratto essenziale e profondamente espressivo, da Franco Matticchio. La vanitas nella storia dell’arte del Seicento era un particolarissimo genere di natura morta caratterizzato dalla presenza di elementi allegorici – clessidra, bolle di sapone, tetre candele e il teschio, appunto – che ricordavano all’uomo la caducità dell’esistenza. E questo è solo il primo dei tanti elementi che rendono Ultimo venne il verme un interessantissimo viaggio attraverso simboli e allegorie che continuano a popolare l’immaginario collettivo dell’uomo.
Per l’adulto che si cela in ogni bambino e per il bambino che si nasconde in ogni adulto questo è il libro perfetto: si potrà sognare e al tempo stesso, come in ogni favola che si rispetti, riflettere, comprendendo con semplicità una verità morale in più, talvolta assurda e imprevedibile. Del resto, la cosiddetta Era 2.0 è leggermente più contorta del mondo in cui vissero Esopo o Fedro e quindi non c’è da stupirsi se un anziano signore sparisce nel buio della notte abbracciando la luna, o se una giovane aquila viene derisa dalle sue sorelle che l’accusano di avere un «cuore di gallina», o ancora se un favoliere in prigione riesce a evadere dalla cella cercando l’ispirazione sotto i sassi.

Un libro che può essere letto in più occasioni e in svariate modalità: ad alta voce e in compagnia, come facevano una volta le nonne con i nipotini attorno al focolare, quando si ha voglia di sognare a occhi aperti, oppure senza seguire un ordine logico: con gli occhi chiusi si apre il libro, e si inizia a leggere.
Si potrebbe concludere parafrasando la celebre battuta di Tom Hanks in Forrest Gump: «questo libro di favole è come una scatola di cioccolatini! Non sai mai quello che ti capita». E in fondo, è proprio qui che sta il divertimento.