Recensioni L' uomo caduto dal tetto del mondo

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    21/06/2019 08:03:49

    Matthew Braddock, cronista di nera, si trova coinvolto nella misteriosa morte di John Stone (Barone di Ravenscliff) affarista della City londinese. Il racconto si legge bene anche se si alternano momenti di suspence a descrizioni molto dettagliate ,anche noiose a volte, su dei particolari finanziari o problemi azionari che ne rallentano la lettura. E' una spy story di fine ottocento e ho trovato l'autore molto ben preparato nel raccontare certi meccanismi. Devo dire che mi e' piaciuto do 4 stelline perche' anche il finale mi ha sorpreso piacevolmente.

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    02/06/2012 09:23:03

    bello, scorre molto bene e lo leggi tutto di un fiato. consigliato

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    Leo
    19/12/2011 11:30:26

    Un bel libro che scorre via facilmente, ma siamo lontani dai livelli di quello che considero il suo capolavoro, "La quarta verità".

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    06/03/2011 09:16:47

    Libro bellissimo, ricco di dettagli, di indizi, che si potrebbe leggere all'indietro. Ricchezza totale di questo scrittore dalla mano perfetta stilisticamente, originalità per il modo di affrontare le tematiche veramente da restare a bocca aperta. Lo consiglio eccome, ci ho messo 3 settimane scarse a leggerlo per mancanza di tempo, ma quando arrivi alla fine è da disperazione perchè è finito. I personaggi si esaltano a fasi alterne, tanto che un personaggio base protagonista non c'è, ce ne sono più di uno. Con ciò mi fermo, lascio le sorprese agli altri.

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    07/01/2011 22:08:52

    Decisamente un bel romanzo d'intrattenimento: scritto bene, strutturato in modo originale, avvincente senza bisogno di ricorrere ad escamotage come violenza e volgarità gratuite o suspense continua e immotivata, con un po' di ironia nei punti giusti e un finale vagamente gotico e capace di riannodare in modo convincente le fila del racconto. Altrettanto apprezzabili sono la buona traduzione e la cura dell'Autore nel ricostruire la cornice storica e la mentalità dell'epoca. 790 pagine sono senza dubbio tante, anzi tantissime, ma in questo caso non sono per nulla pesanti.

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    19/10/2010 13:01:54

    Immagino di dover apprezzare lo sforzo narrativo e di ricostruzione storica del periodo e questo giustifica i punti dati. Devo però dire che ho saltato ogni tanto intere pagine di descrizioni o di dialogo, giustificato solo aumentare la mole del libro più che per la narrazione e questo spiega i punti tolti. Mi pareva di ritornare ragazzo quando leggevo certi malloppi dell'ottocento, con descrizioni infinite ed un dialogo ogni dieci pagine; naturalmente questo può essere un mio limite ma direi comunque che tra Tolstoj ed Hemingway si può trovare un compromesso. E comunque Pears non è Tolstoj. E forse anche lui tra la serie di gialletti leggeri del commissario Bottardi ed i tentativi di romanzoni storici ( l'Altra verità e quest'ultimo) se trovasse una sintesi forse sarebbe l'optimum. Insomma come avete capito 790 le trovo eccessive: consiglio dunque di leggare una pagina sì ed una no e diventa più scorrevole.

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