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Henning Mankell

Traduttore: G. Puleo
Editore: Marsilio
Anno edizione: 2010
Formato: Tascabile
Pagine: 384 p.
  • EAN: 9788831706421
Usato su Libraccio.it € 6,75

Recensioni dei clienti

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    Mauro

    17/01/2015 19.31.18

    I gialli si dividono in due categorie: quelli in cui non è importante tenere sulle spine il lettore con l'interrogativo " chi è l'assassino?" perchè è bella la storia e i personaggi ti entrano nel cuore; quelli in cui fino all'ultima pagina cerchi di capire chi e perchè. In questo niente di tutto ciò. Dove vada a parare la storia si capisce già nelle prime 10 pagine. Poi è tutto un susseguirsi di situazioni surreali: riunioni informative in commissariato che assomigliano a quelle del dopolavoro dell'Atac, poliziotti che si preoccupano delle procedure e poi entrano nelle case senza mandato di perquisizione, poliziotte che vanno in missione ma non si portano la pistola quando pochi capitoli prima hanno fatto saltare la macchina addirittura di un commissario. In tutto il romanzo c'è un senso di forzatura, niente sembra naturale.

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    mauro

    08/12/2013 22.22.48

    Un libro scorrevole e intelligente. Davvero incredibile che non abbia avuto successo!

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    Gianni F.

    29/05/2012 16.28.33

    Un altro ottimo romanzo del narratore svedese che non delude mai, ma che, specie nella serie del commissario Wallander, induce a scrivere commenti poco originali, stante la costante qualità del prodotto. Anche questa storia è narrata con dovizia di particolari, scenografici ed interiori. Personaggi sempre molto accattivanti o detestabili, ma sempre des critti magistralemente. Un commissario Wallander meraviglioso che più lo si conosce e più scala posizioni nell'olimpo della categoria, per me capeggiata da Maigret. Gran bel romanzo, come i precenti della collana, da non perdere.

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    daniela

    21/02/2012 11.03.24

    Il mio giudizio per la quarta avventura di Wallander è certamente positivo, sebbene non me la senta di dare il 100% di gradimento. Il motivo è molto semplice: il finale mi è sembrato eccessivamente roccambolesco, molto americano e poco svedese. Sembra quasi di poter dividere il libro in due parti: la prima nella quale c'è la minuziosa indagine per arrivare a scovare l'assassino dei due avvocati, e la seconda in cui c'è un'atmosfera sullo stile di Mission Impossible. Nel contesto è comunque molto gradito la storia e decisamente positivo l'arrivo della sua amata. Almeno una nota positiva nella vita del povero Wallander!!!!

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    Lidia

    04/12/2011 18.46.29

    L'indagine del commissario Wallander inizia a pagina 329, e di qui si passa velocemente ad un finale D'azione, affrettato anche se non banale. Le prime 328 pagine vedono un commissario depresso prima, e triste poi, che consuma panini e caffe' in tristi e freddi bar, tra dubbi e sensi di colpa. Fate un po' voi....

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    Maunakea

    24/08/2011 21.33.34

    Avevo già comprato alcuni libri prima di decidere che Mankell non fa per me (ho letto solo questa serie ma quanto diverso potrà mai essere nelle altre?) il commento sotto mi ha fatto davvero sogghignare... perchè è un pò poi quello che penso anche io, a parte la vetustà del tutto (ci sono gialli che anche se si svolgono al passato in un mondo senza computer e cellulari, non possiedono quella vecchiaia intrinseca propria a questa ambientazione, non so come spiegarmi meglio) ci si sorprende che riescano mai a risolvere qualcosa con protagonista il depresso commissario e il padre senza senso... questo almeno si legge ma è totalmente irreale, la trama non si regge su unulla ed oltre che noiosa (ma almeno qui il libro si finisce) è campata in aria, come fa un piccolo commissariato ad indagare su un impero finaziario gigantesco ? ma non ha nemmeno le minime possibilità di capirci qualcosa, nemmeno con l'aiuto dell'antifrode... ma per favore...davvero sopravvalutato questo scrittore. Lo lascio alla sua depressione (ma quanto è antipatico wallander ?)

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    Andrea

    27/07/2011 09.05.42

    Un commissario ai limiti dell'idiozia, dei cattivi maldestri dalle azioni immotivate e controproducenti (se non di far avanzare il racconto), dei personaggi con tendenze da agnello sacrificale, degli indizi pretestuosi o grossolani, un finale da film americano della peggior specie, una serie di riflessioni banali e di luoghi comuni in una lingua (perlomeno è quello che lascia intendere la traduzione) priva di originalità e perfino burocratica (dubito con intenti di mimesi): questi sono gli ingredienti di questo pessimo racconto di Mankell con protagonista il commissario Wallander. Quarto della serie, primo ed ultimo per me.

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    Giancarlo

    19/01/2011 11.14.03

    Quarto episodio della serie del Commissario Wallander e, con il primo, ritroviamo una "bella storia". Appassionante fin dalle prime pagine, la vicenda si snoda con buon ritmo mantenendo sempre attento il lettore e le vicende personali del Commissario non lo distraggono troppo mescolandosi piacevolmente con l'indagine. Indubbiamente un finale un po' troppo rocambolesco, troppo alla James Bond, che non si addice a Wallander, personaggio molto umano ma non lo definirei un finale affrettato come letto altrove. Indubbiamente, vale la pena proseguire con i successivi titoli. GR

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