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L' uomo che veniva da Messina

Silvana La Spina

Editore: Giunti Editore
Collana: Scrittori Giunti
Anno edizione: 2015
Pagine: 352 p., Brossura
  • EAN: 9788809815995
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    DalVerdeAlBlu

    06/03/2017 12.15.55

    Ricordo bene la mostra antologica del giugno 2006 dedicata ad Antonello da Messina presso le Scuderie del Quirinale a Roma. Tra le più belle ed interessanti mai realizzate in Italia. Rimasi letteralmente rapito e folgorato dall’Annunciazione, dipinto che ritrovai, quasi dimenticato e nascosto, al Palazzo Abatellis di Palermo alcuni anni dopo. Già allora mi chiedevo che personaggio fosse Antonello da Messina. Cosa celasse. Un alone di mistero circondava la figura del pittore siciliano. Il bel libro di Silvana La Spina fa un po’ di luce sulla vita avventurosa dell’artista ma, soprattutto, ha il merito di raccontare, con un preciso ed incisivo stile narrativo, quel determinato periodo storico in cui visse Antonello da Messina. Il divino pittore (1430 – 1479), tra i più rappresentativi della sua epoca, fu attivissimo e viaggiò molto, sia in Italia che all’estero. Napoli, Roma, Mantova, Arezzo, Venezia, Milano e Bruges dove conobbe la donna che avrebbe cambiato per sempre la sua vita, Griet, la figlia bastarda di Van Eych. Per anni vagò tra le corti più importanti d’Italia con lo spirito libero e l’entusiasmo di un ragazzino. Incontrò colleghi altrettanto famosi con cui strinse amicizie durature (Bellini su tutti). In Belgio scoprì la nuova e rivoluzionaria pittura ad olio che gli permise di aumentare il suo prestigio. La famiglia rallentò solo parzialmente la sua intensa attività lavorativa, mentre la sua ossessione per le donne alimentò il suo estro creativo. Le pagine dedicate alla relazione tra Antonello e la giovane Griet sono tra le più belle e commoventi del romanzo. Nel delirio della morte è lei che ricorda rivolto al caro maestro Colantonio. Un romanzo ricchissimo di personaggi, di episodi drammatici ma anche divertenti e spassosi che rimangono nella mente del lettore. Esilaranti le descrizioni dei bordelli e delle taverne napoletane. Un meritatissimo tributo all’uomo che veniva da Messina , tra i maggiori e più moderni pittori del Quattrocento.

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    Alex

    10/03/2016 15.56.55

    Talmente bello questo romanzo che dovrebbero regalarlo a tutte le biblioteche del regno e fare in modo che molti possano leggerlo. Figura sofferta, dolce, amara, brigantesca, livida, lupesca questa di Antonello. Tutti lo pensano dolce come la sua Annunciazione con la mano alzata....Silvana La Spina lo descrive invece come uomo del suo tempo, un Caravaggio in anticipo di due secoli. Nella pinacoteca di Como c'e'una piccola tavola a lui attribuita e nessuno mai va a vederla: coraggio, due passi in città per andare in Pinacoteca e poi leggere questo bellissimo libro.

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    Attilio Alessandro

    09/03/2016 08.29.46

    Bellissimo romanzo. Perfetta descrizione delle Messina e dalle Napoli del XV secolo e bella descrizione di Antonello uomo, così ruvido, introverso, addolorato e lacerato. Così completamente diverso dalla sua Annunciazione serena e dolce. Silvana La Spina è una grande affabulatrice. Più che consigliato...da leggere assolutamente.

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