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Håkan Nesser

Traduttore: C. Giorgetti Cima
Editore: TEA
Collana: Teadue
Edizione: 2
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
Pagine: 295 p. , Brossura
  • EAN: 9788850207954

Recensioni dei clienti

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    roberto corneli

    19/02/2014 20.19.06

    le prime pagine di questo libro sono poesia! D'accordo, Nesser non sarà avvincente come tanti suoi colleghi, i suoi thriller non si risolvono quasi mai, ma le sue pagine sono letteratura, e per chi ama la lettura i suoi libri sono come buona musica! La caratterizzazione dei personaggi è degna di chi padroneggia il linguaggio e lo fa sembrare semplice. Un poeta/thriller

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    marco77

    02/01/2013 17.20.12

    colpisce la naturalezza dei personaggi, un commissario incredibilmente magnifico condito da una storia sublime.la saga del commissario van veeteren va avanti in modo fantastico...leggere!!!!!!!!!!

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    Massimo F.

    09/11/2009 22.39.57

    Interessante questo cavallo di battaglia del “giallo” svedese. Un “camomilla thriller” intriso di suggestioni della provincia scandinava, che si dipana su una storia sempliciotta, solo leggermente movimentata da un timido intreccio di piani narrativi temporalmente differenti e da un finale “etico”. Nesser proponendo il focus su un’azione lenta e sulle riflessioni di investigatori protagonisti di vicende familiari tradizionali, alle prese con birre rilassanti e acciacchi di salute, confeziona l’antitesi del glamour, del ritmo e delle sterzate improvvise del connazionale Stieg Larsson. Rilassante.

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    Kat

    07/10/2009 18.15.18

    Il solito Nesser, trama avvincente e stile impeccabile, senza sbavature e dettagli inutili. Si legge in un giorno e non si resta delusi. Però continuo a preferire l'originalità di "ERA TUTTA UN'ALTRA STORIA", che coinvolge, inganna e diverte con la sua geniale semplicità.

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    standbyme

    05/09/2006 18.59.46

    SCUSATE! IL MIO PRIMO COMMENTO SI RIFERIVA EVIDENTEMENTE AD ALTRO LIBRO! QUANDO SI È DISTRATTI...Per chi ha letto, come me, tutti i romanzi di Mankell è naturale e umano fare un paragone tra questi due grandi giallisti svedesi proprio per il fatto che la Svezia, almeno per quanto mi è dato di sapere, ha pochi scrittori conosciuti al vasto pubblico internazionale. Al termine della lettura del mio primo romanzo di Nesser questa è stata la forte tentazione ma poi mi sono detto che è sbagliato: ogni Autore “inventa” un personaggio è sarebbe arduo e velleitario mettere a confronto Wallander con Van Veeteren perché i due commissari sono diversi ognuno con una propria spiccata personalità i quali giungono alla risoluzione del caso con metodi differenti: Wallander con più umanità Van Veeteren con più cinismo, Wallander con un “team” nel quale vi sono malcelate piccole lotte interne, Van Veeteren può invece contare su colleghi indubbiamente più collaborativi. Ma non vado più oltre altrimenti contraddirei quanto all’inizio sostenuto. Ottimo questo romanzo, un uomo che scontata la sua seconda pena per omicidio viene, al primo giorno di libertà, barbaramente ucciso. Il ritrovamento del corpo, avvenuto un puro caso, darà avvio alle indagini e mi piace il fatto che Veeteren non risparmia se stesso, i suoi uomini e tutti i mezzi finanziari possibili pur di giungere alla scoperta dell’assassino Un’indagine doppia: quella sui fatti di sangue per i quali l’assassinato finì in carcere e l’altra appunto sull’omicidio di quest’ultimo. Peccato, almeno a giudicare dal raffronto del numero del recensione apparse su questo sito, che Nesser non goda della popolarità che gode Mankel. Un vero peccato perché è un validissimo Autore.

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    standbyme

    03/09/2006 14.46.20

    Pietà per gli insonni Voto: 4 / 5 03.09.06 Letto dopo il deludente “La luna fredda”, con il quale JD dimostra di non avere chiara la nozione del tempo (vedere se ne avete voglia il mio commento), quest’opera, scritta anni fa, dimostra che l’Autore ha le capacità di scrivere ottimi thriller senza ricorrere a quelle assurde e impossibili avventure che si susseguono in sole 24 ore e che impone alla povera Amelia neanche se fosse la sorellina di “Supergirl”! Ed è proprio questo che mi da fastidio: perché condensare in pochissimo tempo tutto quanto descritto nel romanzo (è ho dimostrato l’impossibilità materiale che ciò possa accadere) quando spalmare ciò in un periodo più lungo nulla toglierebbe alla capacità di tenere incollato il lettore al romanzo? Credo che ormai la coppia Amelia-Lincoln non darà più di quel tanto, l’ispirazione dell’Autore à alla frutta. Ma tornando all’inizio del mio discorso “Pietà per gli insonni” avvalla il mio ragionamento: un buon thriller, con tempi ragionevoli e plausibili, colpi di scena ben dosati (a volte quanto son troppi si scade nel ridicolo) personaggi credibili, scrittura scorrevole, tensione costante, rapporti interpersonali tra i personaggi ben studiati. Insomma un classico, che anche se non raggiunge il massimo della valutazione, merita di essere letto.

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    Elvira

    03/09/2006 11.28.04

    Storia ben scritta, l'autore riesce a coinvolgere il lettore con il suo stile di scrittura molto diretto e schietto e anche umoristico (caratteristica degli scrittori nordici non perdersi in cose inutili), si esprime senza mezzi termini; la conclusione della storia me l'immaginavo diverso, e mi ha piacevolmente sorpresa. Peccato che si legga nel giro di poche ore.

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    Alessandro Giletta

    24/07/2006 14.46.00

    Un giallo dallo stile essenziale. Manca la capacità di coinvolgere pienamente il lettore facendogli penetrare realmente i luoghi della vicenda: sarà che il commissario VV opera in una città immaginaria o forse sarà un limite dello scrittore che ti lascia vivere la vicenda comunque con un senso di distacco. Nel complesso un libro discreto….. ma per favore non scomodiamo Simenon ed il mitico Maigret.

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