L' uomo Gesù. Giorni, luoghi, incontri di una vita

Adriana Destro,Mauro Pesce

Editore: Mondadori
Collana: Saggi
Anno edizione: 2008
In commercio dal: 18 novembre 2008
Pagine: 257 p., Rilegato
  • EAN: 9788804583929
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Descrizione
Chi era davvero Gesù? A chi si rivolgeva la sua predicazione? Cosa nei suoi comportamenti e nelle sue parole provocò l'entusiasmo di tanti seguaci e l'ostilità estrema di coloro che l'uccisero? In che misura il suo agire concreto fra gli uomini derivò da una crisi profonda che pervadeva non solo il suo ambiente ma anche ampi settori della società antica? Adriana Destro e Mauro Pesce si cimentano in una rilettura dei vangeli canonici e apocrifi e dei testi del primo cristianesimo attraverso le lenti dell'antropologia e della storia sociale per cercare di ricostruire lo straordinario stile di vita di Gesù, gli ambienti che frequentava, gli interlocutori ai quali era indirizzato il suo messaggio, le pratiche sociali e le forme culturali con cui dovette confrontarsi e di cui si servì per raccogliere attorno a sé quel gruppo di discepoli che poi darà origine a tante e spesso contraddittorie interpretazioni. Un libro di grande respiro che, superando vecchi paradigmi interpretativi, tenta di rispondere, con nuovi strumenti, alle tensioni conoscitive della nostra epoca. "Gesù è patrimonio dell'umanità. La sua storia ci coinvolge tutti. È necessaria pertanto una riflessione in grado di includerlo nell'ambito del dibattito intellettuale odierno. Ciò può aiutare a stabilire un contatto tra la sua vicenda e la nostra cultura, che dal cristianesimo è costantemente modellata".

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    Angelo

    10/10/2013 09:38:48

    In generale si tratta di un testo molto chiaro, anche se un pò troppo "generalista" da un punto di vista antropologico. Esporre in un unico testo gli aspetti territoriali, economico-sociali, e taumaturgici della figura di Gesù costringe a una trattazione "en passant" diciamo così. Vorrei però attirare l'attenzione su un punto: la relazione tra Gesù e le folle, soprattutto a Gerusalemme. Pesce afferma (p.35) che Gesù non aveva un atteggiamento simpatizzante con la popolazione della città, il che mi pare azzardato. Il suo obiettivo erano le autorità religiose, non certo il popolo. In relazione a ciò l'autore sbrigativamente afferma che in Marco le folle deridono Gesù (p. 178), il che è palesemente falso. A più riprese Marco afferma che a Gerusalemme le folle erano estasiate dall'insegnamento di Gesù. Il passo che l'autore cita a sostegno della sua tesi è il 15:29 di Marco, ove dei passanti insultano Gesù sulla croce. Non si può certo parlare di folle. Si trattava probabilmente di quegli stessi che erano presenti nel palazzo di Pilato durante il giudizio, e non poteva trattarsi di un grande assembramento, anche se Marco usa la parola "folle".

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    alex

    05/12/2009 12:03:35

    Sono rimasto molto soddisfatto di come mediante la disciplina dell'antropologia si sia tentato di ricostruire la figura del Gesù storico. Alcuni passaggi sono veramente illuminanti e danno la possibilità di riflettere su chi era veramente Gesù. Siamo abituati a considerare il Cristo solo dal punto di vista teologico, questo libro ci avvicina umanamente ad un personaggio che con le sue debolezze e paure ma anche con il suo grande carisma e la sua determinazione è riuscito a disseminare ciò che ancora oggi, 2000 anni dopo, noi professiamo. Dopo la fine del del libro vi assicuro che il Cristo vi sembrerà molto meno trascendente e più vicino a noi. Consigliatissimo.

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    g. ausilio bertoli

    18/01/2009 05:41:10

    Libro profondo e completo sia nella prospettiva storica che antropologica. Indispensabile a studenti e studiosi, oltre che a coloro che intendono conoscere scientificamente l'uomo che ha cambiato il mondo. Acuta ed emblematica l'osservazione (v. pagg. 40-41) secondo cui agli influssi culturali di una società globalizzante nessuno potrà mai sottrarsi, nonostante ciò non impedisca di reagire magari contrastandola, fin dove sia possibile. In effetti, studiando il modus vivendi di Gesù, si nota come egli appaia distante, per stile e comportamento, dall'ambiente romano. Culturalmente: la spinta a non integrarsi è generalmente più forte dove si manifesta una risposta innovativa all'interno delle strutture locali e periferiche. La reazione di Gesù al sistema centrale e al mondo urbano tendeva sostanzialmente a situarsi nei villaggi e nelle zone rurali dove riteneva fosse ancora possibile combattere l'integrazione o resistere alla romanizzazione. Questo, a prescindere dalla fede in lui e nel suo messaggio escatologico.

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    giobatta parodi

    16/12/2008 00:18:34

    Non avevo letto nulla di simile su Gesù, fuori dal coro anche questa volta pesce e la destro hanno fatto una ricerca nuova.

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