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Traduttore: F. Oddera
Editore: Guanda
Anno edizione: 2014
Pagine: 286 p., Brossura
  • EAN: 9788823508200
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    Giuseppe Russo

    11/03/2015 14.54.27

    Nonostante le intenzioni più che buone, il romanzo d'esordio della Krauss delude nello sviluppo e nella conclusione. L'idea di fondo è interessante: l'identità del soggetto dipende in modo talmente stringente dalla sua memoria che, se questa va perduta, l'identità non esiste più ma allo stesso tempo rifiuta la propria non esistenza. Non è un tema nuovo, ma l'originalità sta nell'ipotizzare che Samson abbia perduto solo la memoria successiva all'infanzia e all'adolescenza, per cui si trova ad annaspare tra ricordi troppo lontani nel tempo per poterli usare per rimodellare la sua personalità adulta, e questo lo mette in crisi. Chi cerca di aiutarlo viene allontanato perché, «per quanto si desideri essere compresi, la mente non può tollerare la presenza di nessuna realtà estranea a se stessa» a causa della «intrinseca inaccessibilità dell'io» (p. 239). Ma questa componente lacaniana sfuma un po' per volta a favore di un poco interessante desiderio di ritorno nell'utero materno, con un epilogo che poteva verificarsi anche dopo sole 50 pagine, anziché 280.

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    maria cristina aschieri

    07/01/2009 14.54.44

    E’ l’opera d’esordio di una giovane autrice che mostra in questo suo primo lavoro una grande potenzialità creativa ma, a causa della sua immaturità letteraria, sembra bloccarsi in una sorta di timidezza narrativa prima di riuscire a sviluppare le sue idee a tutto tondo. Scrivendo tuttavia benissimo e con ritmi abbastanza veloci, si stempera facilmente la sensazione che la storia rimanga un po’ irrisolta con risultati inferiori alle aspettative create. I temi affrontati dall’autrice in questa storia sono quelli della solitudine umana, sempre invincibile, per quanti sforzi si possano fare per tentare di superarla, e dell’amore che ogni volta apre la porta alle speranze e ci inebria, promettendoci la fusione totale con l’altro, ma, per le rinunce e le delusioni che per forza comporta, alla lunga ci conduce inevitabilmente al fallimento. Un’opera che nel complesso merita la promozione perché originale, avvincente e con lo sguardo puntato al futuro. La storia è condotta sul filo di una sottile suspense che riesce ad avvincerci pur senza arrivare mai a risolversi in clamorosi colpi di scena, dimostrandosi più sobria di quanto pare prometterci in corso di lettura. In America Nicole Krauss è considerata, al pari di un altro genio letterario suo coetaneo nonché marito, Safran Foer, un astro nascente della nuova letteratura newyorchese. Questo suo primo lavoro è consigliabile a chi desideri accostarsi ai nuovi autori statunitensi iniziando da un approccio poco impegnativo. Sconsigliato invece agli smaliziati della narrativa, agli ultraesigenti, a chi vada a cercare sempre il pelo nell’uovo, perché senz’altro in questo lavoro riuscirebbe a trovarlo.

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    viola

    12/02/2008 18.53.04

    Io l'ho letto tutto d'un fiato... la storia a mio avviso è un pò surreale ma sicuramente avvincente, i personaggi poi hanno innumerevoli sfaccettature ed ogni loro risvolto è imprevedibile, lo stile della scrittrice è di un'accuratezza poetica che coccola il cuore...

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    Danilo

    26/12/2006 10.22.27

    Mi ha veramente deluso. Quasi non riuscivo a finirlo..Non scorre l'analisi introspettiva si avvita su se stessa. Veramente un libro da lasciare in libreria o far leggere agli altri!!

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    un'onnivora

    10/12/2006 15.41.27

    E' un romanzo deludente rispetto alle (pur minime) aspettative. Non vi trovo nessun significato profondo che le sporadiche favorevoli critiche hanno colto! Molto, molto, molto noioso!

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    lalli

    11/10/2006 09.54.04

    Mi dispiace per Nicole ma questo libro mi ha deluso molto : non potrei definirlo altro che insipido. Visto che è la sua opera d'esordio devo dire che conoscere Foer deve averle fatto un gran bene!

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    michela

    12/09/2006 17.38.47

    Scritto benissimo, scandaglia a fondo l'animo umano, ma lastoria e' un po'surreale.

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