Editore: Mondadori
Anno edizione: 2007
Formato: Tascabile
Pagine: 286 p., Brossura
  • EAN: 9788804564454
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Recensioni dei clienti

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    Giuseppe Matteo Amenta

    08/05/2016 14:21:14

    Uno dei romanzi storici più belli di sempre... Mi rendo conto però che per un non siciliano (o meglio un non catanese) la lettura può apparire un po' ostica. C'è tutta la Sicilia, e tutte le sue contraddizioni, in una storia mai raccontata dalla storiografia post bellica. Indispendabile per qualunque biblioteca personale che si rispetti!

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    nanni

    14/06/2015 16:30:49

    Interessante la parte storica. Ricercata e attenta la ricostruzione dei profili psicologici dei personaggi. Denota il carattere di cronaca in alcuni momenti del libro perché non esaurisce in modo completo l'argomento ma abbandona i personaggi e passa a seguire il filone principale. Purtroppo è che la trama è così difficile e la scrittura così poco lineare che si fa molta fatica a seguirla (ed in questo senso il voto è forse anche troppo alto). Per chi ha scritto che ha avuto molto successo nel criticarlo faccio osservare che criticare uno che scrive di destra nella scuola italiana è così semplice che darebbero soddisfazione anche a rilievi del tutto sbagliati. Anche le critiche sul revisionismo storico sono troppo generiche, a me pare che l'ambientazione sia realistica se poi i fatti sono distorti occorre provarlo.

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    franco

    11/11/2014 15:39:13

    Non sono d'accordo con chi ha stroncato Buttafuoco, giacché lo scrittore qualunque cosa scriva, ancorché sia di destra o di sinistra, in ogni caso narra: io l'ho trovato buono, forse perché mi è sembrato di conoscere il personaggio femminile che poi rimase a Catania, dove morì. Il linguaggio è chiaro, scorrevole, ed è anche giusto che le cose si guardino da più angolazioni, non può esistere una verità assoluta, io sono di cultura di sinistra[quella vera]questo non vuol dire che non debba ricercare altre verità come quelle di Buttafuoco.

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    Ilaria

    04/10/2014 18:43:49

    Se non è il peggior libro che ho letto in tutta la mia vita, sarà giusto il secondo della classifica. Scritto con un'insistita artificialità e arzigogolatura di linguaggio che lo rendono imcomprensibile, se anche avesse una trama vagamente avvincente, quest'ultima sparisce nella nebbia di un italiano ostico a chiunque, forse anche all'autore stesso. Tolto il piacere di una storia avvincente, eliminato quello di una lingua nitida ed esatta, non rimane neanche quello della penetrazione psicologica dei personagg, rigorosamente delineati con poche pennellate sintetiche, o della descrizione dell'azione, esposta con la stessa freddezza di un verbale da caserma. Diciamo che prima di leggerne un altro, di libri di Buttafuoco, ci penso bene.

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    Francesco

    01/03/2014 04:29:33

    Grazie a questo libro ho vinto un premio letterario (bancarella) in quinta superiore per la miglior stroncatura. È un libro dal linguaggio eccessivamente barocco ed opulento. Leggerlo fu un supplizio lo ricordo ancora dopo ben 8 anni! Anche se si può apprezzare l'audacia di Buttafuoco nel voler proporre una diversa prospettiva, non sono accettabili il tono e la foga con cui ce li propone. Un libro talmente brutto che dovrebbe essere letto!

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    Lady Libro

    03/05/2011 17:20:55

    Uno dei libri più brutti che io abbia mai letto in vita mia. L'ho trovato talmente brutto che non l'ho nemmeno terminato (non sono neanche arrivata a metà): è terribilmente noioso e soporifero, è un'assurda, ingarbugliata e intricata accozzaglia di eventi incomprensibili e assai difficili da seguire. Sconsigliatissimo.

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    Carlo

    06/05/2010 10:19:10

    Di cattivo gusto, fastidioso e noioso. Il succo della storia è che i tedeschi sono buoni e gli angloamericani cattivi. Non sono riuscito a finirlo perché la noia mi ha divorato e anche un pò il disgusto per i giudizi revisionistici e antistorici. I poveri tedeschi traditi! I crudeli e sadici angloamericani! Non ci sono personaggi di razza ebrea, chissà in quel periodo cosa facevano ... gli ebrei.

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    giorgio

    22/09/2008 15:50:05

    Detto subito che non mi sembra di eccessivo buon gusto che l'eroina del romanzo sia una Eughenia Lenbach, donna-soldato "di pura razza ariana" prediletta nientemeno che da Hitler, ritengo che se si volevano rivalutare i militari italiani che combatterono fino alla morte dopo lo sbarco anglo americano o condannare l'operazione di rientro in Sicilia dei mafiosi condotta dagli americani si sarebbe potuto operare in un contesto meno rocambolesco, che ha tolto credibilità a tutta la vicenda. Ma pensiamo a quei musulmani inviati dal Gran Muftì ospiati nei conventi dei frati! Se ci si volesse informare sulla realtà di queste vicende si potrebbe leggere "Arrivano i nostri" di Alfio Caruso: aiuterebbe anche a distinguere il (poco) reale dal (molto) inventato delle "Uova del drago". Un accenno allo stile: "Poi,però, nella plaga delle frequenze sfasciate da scrosci di disturbo, il segnale criptato..." (pag.259). L'ho trovato quanto meno pesante ed enfatico. Ma Buttafuoco è giovane: l'attendiamo a migliori imprese.

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    Mario

    28/06/2008 22:57:15

    Da due anni a questa parte ho ripreso il gusto di leggere e con sistematicità, tra gli altri debbo ringraziare proprio l’autore di questo romanzo che l’anno scorso ebbe tanto successo e tanto scalpore (scandalo) suscitò nella stampa e nella critica: Pietrangelo Buttafuoco, giornalista (di destra) ed ora affermato scrittore (di destra). Il romanzo s’intitola “Le uova del drago”, edito da Mondatori nel 2005. Mi sono sempre piaciuti i romanzi storici e questa opera prima mi incuriosiva particolarmente: conoscevo l’autore come giornalista su Tempi o il Foglio ed ora per Panorama, a volte ne apprezzavo le fulminee battute anche se non sempre “politically correct” - e come potevano esserlo da uno che non disprezzava dichiararsi di destra, anzi fascista! Il romanzo, scritto con un linguaggio asciutto ma al tempo stesso con un respiro epico e poetico, descrive un aspetto poco conosciuto della seconda guerra mondiale dal punto di vista di chi la persa (quella guerra): è ambientato in Sicilia (terra dell’autore) e racconta la vicenda di alcune spie tedesche nella Sicilia “liberata” da americani ed inglesi. La verità delle vicende si confonde con la rappresentazione teatrale dell’opera dei pupi, lasciando al lettore il compito di approfondire o meno gli spunti e le provocazioni che il testo fa emergere. Per facilitare questo compito al termine del romanzo è proposta una ricca bibliografia, alcuni di questi testi non ancora tradotti in italiano. L’autore orgoglioso di essere siciliano e di appartenere ai cosiddetti “sconfitti” ha il merito di aprire la nostra mente ad una visione della realtà secondo schemi non ufficiali, senza per questo non essere credibili e veritieri. Da leggere. – Voto: 7.

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    ugo

    14/11/2007 18:23:47

    Lo stile dello scrittore è sapiente e ironico.La storia mi è piaciuta molto,forse però si è perduta in un estremo intrigo di vicende...ma del resto tratta di una donna spia e soldato,dotata di capacità organizzative e di tanta spietatezza che quasi ho stentato a credere che la storia sia realmente accaduta e proprio qui in Sicilia.Complimenti a Buttafuco.

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