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Helga Schneider

Editore: Adelphi
Anno edizione: 2004
Pagine: 154 p. , Brossura
  • EAN: 9788845918452

Recensioni dei clienti

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    valentina simona bufano

    04/02/2011 17.22.17

    3/4 libri così sono sempre formativi, educativi ma questo libro va bene per la scuola media o al massimo i primi anni delle superiori scritto abbastanza male a mio avviso e ababstanza superficiale per ragazzi

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    Piero

    28/05/2010 20.40.24

    Dopo "Il Rogo di Berlino" , ancora un'ottima prova da parte di questa scrittrice che riesce, attraverso la storia del povero Kurt, a narrare "altri" orrori della seconda guerra mondiale che, purtroppo, cadono nell'oblio perchè sovrastati da quell'immenso delitto che fu l'Olocausto. Con uno stile asciutto e sobrio la scrittrice riesce a farci sentire l'enorme pathos che trasuda dalle drammatiche vicende raccontate dal piccolo Kurt che troverà nell'amicizia di Helga la volontà di guardare senza paura alle ferite della propria anima.

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    Arianna

    03/11/2007 13.47.13

    Insieme al suo "il rogo di Berlino", un capolavoro. Anch'io sento di essere riconoscente a questa scrittrice che si fa testimone importante di una porzione di storia che non va dimenticata. Il libro è intensissimo, pieno di scene assolutamente incredibili nel loro orrore. Il tutto scritto con uno stile semplice, eppure coinvolgente, che si fa punto di forza per far fluire meglio la storia e le emozioni.

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    edoardo

    21/04/2004 13.24.06

    Ho avuto la fortuna di conoscere le opere della scrittrice quasi casualmente. E' stata una folgorazione. Ho letto d'un fiato tutti i suoi libri che mi hanno davvero lasciato sgomento. La Storia che ci racconta la Signora Schneider è davvero sconvolgente. Siamo abituati a conoscere i particolari più raccapriccianti del periodo nero della dittatura nazista (e, per molti versi, fascista) eppure la lettura di questi libri riesce ancora a far scaturire riflessioni nuove. Credo che tutti debbano essere grati alla scrittrice perchè queste sue opere ci consentono di non dimenticare. Sono davvero grato per questo. Mi piacerebbe poter entrare in contatto con la Sig.ra Schneider per poter esprimere direttamente da un lato questa mia gratitudine e dall'altro per encomiare la forza che le ha consentito di affrontare tutte le difficoltà che la vita le ha presentato (non si dimentichi che, oltre al dramma della guerra, la scrittrice ha vissuto quello dell'abbandono e dell'affidamento ad una matrigna che le ha avvelenato ancor più la vita). Insomma, complimenti.

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    Stefano

    09/04/2004 14.03.46

    Un libro che ci svela la sofferenza di un bambino tedesco sullo sfondo di una guerra assurda. Bello ma nettamente inferiore al "Rogo di Berlino". Cara Helga, a quando il tuo prossimo libro?

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