Va', metti una sentinella

Harper Lee

Traduttore: V. Mantovani
Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2017
Formato: Tascabile
In commercio dal: 5 ottobre 2017
Pagine: 268 p., Brossura
  • EAN: 9788807890222
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Descrizione

Maycomb, Alabama. La ventiseienne Jean Louise Finch "Scout" torna a casa da New York per visitare l'anziano padre, Atticus. Ambientato sullo sfondo delle tensioni per i diritti civili e il trambusto politico che negli anni cinquanta stanno trasformando il Sud degli Stati Uniti, il ritorno di Jean Louise prende un sapore agrodolce quando viene a sapere verità inquietanti sulla sua famiglia, sulla cittadina e sulle persone che le sono più care. Tornano a galla ricordi dell'infanzia, e i suoi valori e convincimenti sono messi seriamente in discussione. Con il ritorno di molti personaggi emblematici de "Il buio oltre la siepe", "Va', metti una sentinella" cattura perfettamente le sofferenze di una giovane donna e di un mondo costretti ad abbandonare le illusioni del passato, una transizione che può solo essere guidata dalla coscienza di ciascuno. Scritto a metà degli anni cinquanta, "Va', metti una sentinella" permette una comprensione più completa e più ricca di Harper Lee.

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Recensioni dei clienti

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    Gabriele Della Torre

    22/09/2018 09:52:28

    Questo libro rappresenta le difficoltà dei rapporti tra le persone soprattutto se legate da un legame famigliare. Può essere considerato un romanzo di formazione per comprendere che nessuno è infallibile.

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    silvia

    19/09/2018 16:22:59

    una figura femminile che rompe con l'idealismo e si confronta con la propria intransigenza. tutto intorno le altre vicende, nelle profondo sud dell'america razzista e bigotta. consigliatissimo.

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    Francesca

    19/09/2018 08:03:59

    Dopo aver letto il capolavoro per eccellenza di H. Lee, ho deciso di imbattermi in questo libro successivo che ha destato parecchie perplessità in molti lettori e non solo. La protagonista de "Il buio oltre la siepe" è ormai cresciuta e fa ritorno nel suo paese natale ma sarà costretta a scontrarsi con una società decisamente mutata, una società che ha maturato alcune idiosincrasie presenti già nel primo romanzo e che si è, per dirla semplice, tristemente adattata ai tempi. Ad essere sincera, il romanzo nel suo complesso non è male ma purtroppo trovo che l'intreccio manchi proprio di quella vitalità e quella forza che caratterizzava il capolavoro dell'autrice.

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    Emanuela

    17/09/2018 21:53:41

    Quella che ritroviamo in questo romanzo non è più il maschiaccio protagonista de “Il buio oltre la siepe” che inseguiva sempre il padre e il fratello, è ormai una donna con le sue ferree convinzioni e i suoi forti ideali. È testarda e non sarà facile per lei affrontare la rottura dell’incantesimo di Maycomb, affrontare il fatto che non tutto fosse in realtà come lei credeva, aprire davvero gli occhi e accettare quel che vede. Proprio la sua testardaggine hanno fatto di lei, per una grossa parte del romanzo, un personaggio a tratti odiabile, che non sa scendere a compromessi; soprattutto si dimostra ingenua e, a tratti, ancora infantile. Non è in grado di dedicare il proprio tempo a chi la pensa diversamente, non vuole ascoltare le spiegazioni degli altri e cercare di arrivare alle motivazioni che si celano dietro le scelte dei loro concittadini, ma soprattutto dietro quelle del padre e dell’amico Henry. Troviamo cambiato anche Atticus Finch che, dopo alcuni importanti eventi nella sua vita e arrivato alla vecchiaia, non è più l’uomo combattivo che conoscevamo. È un uomo diverso, che fa scelte diverse e in questo senso arriverà a deludere Jean Louis fortemente attaccata ai ricordi che aveva del padre e incapace di arrivare a compromessi con la nuova figura che incontra; in questo senso tutti noi siamo stati in parte Scout, vedevamo Atticus come un Dio e non siamo pronti ad accettare il cambiamento. E come lettori anche noi ci troviamo di fronte a una scelta importante e bisogna evitare di incorrere nello stesso errore di Jean Louis, procedere ciechi, incapaci di realizzare che il mondo dell’infanzia cambia sempre da adulti, perché lo si vede con una consapevolezza diversa. Bisogna strappare i vecchi legami e imparare e camminare da soli, fornirsi di una propria sentinella e non prendere a prestito quella degli altri; attraverso la crescita personale di Jean Louise, Harper Lee ci insegna tutte queste cose e soprattutto ci aiuta a tagliare i legami con un mondo ormai

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    matteo de benedittis

    06/08/2016 09:20:18

    coraggioso. libro coraggioso che necessita di lettori coraggiosi, soprattutto se hanno amato il Buio. (non importa nulla che sia stato scritto prima: il lettore lo legge dopo, e l'autore-editore lo sa benissimo) quindi ci vuole coraggio, perchè mette in discussione tutto, anche tutto ciò che c'era di bello nel Buio. Tirando fuori altre cose belle. ma è ovvio che senza il Buio questo libro non esiste. Vive solo nel paragone. Come del resto la protagonista. non metto 5 stelle per i troppi riferimenti alla storia americana e alla letteratura anglofona che risultano alieni a chi non sia uno specialista.

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    Valentina

    22/06/2016 18:02:54

    Mi sento di consigliare questo libro ma consiglio di leggere prima "Il buio oltre la siepe". E' un libro che fa riflettere molto! certo, non è una lettura da spiaggia e non scorre via velocemente come "il buio oltre la siepe" perchè qui, chi parla, è una donna adulta e non più una bambina.

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    Saverio

    16/04/2016 21:37:44

    Sono rimasto perplesso, come tanti. E' senz'altro una bella rievocazione del modo di vivere e pensare del Sud degli States di quegli anni, descritto attraverso episodi più o meno riusciti. Alcuni mi sono parsi essere brani scartati dal "Buio oltre la Siepe" e riesumati per l'occasione. La storia non c'è, la tensione neppure. Anzi, verso la fine, il testo si perde in ragionamenti che girano a vuoto.

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    Umberto Mottola

    11/03/2016 19:52:04

    Nelle prime pagine il romanzo stenta a decollare ma poi prende il volo alla grande. I temi principali sono il rapporto tra una figlia e suo padre, un ritorno che forse è solo temporaneo e forse no e, di grande attualità, i pregiudizi razziali. L'autrice si destreggia bene nei numerosi dialoghi e la lettura è, tutto sommato, gradevole.

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    Rory

    01/03/2016 16:33:18

    Se avessi conosciuto Harper Lee solo per questo libro, non l'avrei amata così come la amo. Potentissima delusione.

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    Alessandro

    26/02/2016 15:43:59

    Ventisei anni dopo e poco prima di morire, la scrittrice Harper Lee decide di uccidere davvero il suo usignolo ('To Kill a Mockingbird', il titolo originale del libro) in un'operazione editoriale senza precedenti. Non solo perché è già di per sé incredibile che uno dei più grandi classici della letteratura americana debba avere un sequel a distanza di 55 anni, ma anche perché fra i due libri esiste una forte contraddizione a livello di contenuti. Tutti coloro che hanno letto 'Il buio oltre la siepe' o ne hanno visto l'omonima trasposizione cinematografica conservano nel cuore il ricordo di Atticus Finch - vero protagonista della storia - e del suo attaccamento verso i più genuini dei valori umanistici oltreché americani. Giusto, leale, sincero e al tempo stesso molto liberale: il padre che forse molti avrebbero voluto. Ora, in 'Va', e metti una sentinella' ('Go Set a Watchman'), Harper Lee ce ne fa scoprire il lato oscuro. Quello di un uomo disposto in certi frangenti a compiere dei compromessi, come un politico consumato. Non più quell'uomo tutto d'un pezzo che avevamo conosciuto. Diciamo addirittura anche un po' ipocrita. Un cambiamento non poi così radicale, ma pure abbastanza importante da far credere a qualcuno che la novantenne Harper Lee sia stata convinta a firmare un romanzo scritto da altri. Ma poi scopriamo che quest'ultimo libro in realtà fu composto dalla scrittrice americana addirittura prima del suo capolavoro, e che quest'ultimo nasceva come riscrittura di quello. Il quale è stato per magia riscoperto e riesumato con il consenso dell'autrice. Viene il dubbio se, con le elezioni statunitensi alle porte e con il successo che questo libro avrebbe sicuramente avuto, l'idea di raccontare una versione meno 'democratica' e politically correct de 'Il buio oltre la siepe' - pietra miliare della cultura americana - non si debba a una bieca operazione di marketing politico. Si spera ovviamente di no. Anche perché non funzionerebbe.

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    luigiru

    25/02/2016 14:00:34

    Meglio del più famoso "Il buio oltre la siepe", rimane a parer personale la scrittura piatta e trattazione superficiale. Autrice sopravvalutata.

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    Alberto

    16/02/2016 15:17:35

    Deludente. Non fosse stato per l'autrice, l'avrei abbandonato dopo non molte pagine. Non c'è una storia, altalenante, qualche spunto vivace (il ballo di fine anno) con molte, troppe, flessioni. Chi non è americano non può capire e quindi apprezzare gli innumerevoli riferimenti alle usanze, alla cultura, al modo di vivere USA, ma allora non si può definire questo un bel romanzo, che, per fregiarsi dell'attributo, deve essere universale.

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    violoncella

    06/02/2016 14:20:49

    Ok,questo non è un bel libro.Nel senso che non c'è nulla che ti rimanga dentro,nulla che ti tenga attaccato alle pagine,nulla che mi potrebbe spingere a consigliarlo agli amici. Però deve anche essere considerato per quello che è,cioè non il seguito de Il Buio,ma un libro scritto prima,non apprezzato dall'editore della Lee e quindi messo in cantina e mai più rivisto(posto che questa storia sia vera). Se la Lee avesse voluto scrivere il seguito del Buio probabilmente sarebbe stato molto diverso. Ho trovato interessanti molte riflessioni,soprattutto il senso ultimo del libro,cioè che nella vita non può essere tutto bianco o tutto nero,che esistono molte sfumature che possono essere colte solo quando una persona diventa adulta e matura. Peccato per i riferimenti a opere o persone sconosciute a noi europei,forse sarebbe stato più interessante. In realtà questo libro è molto complesso,richiede per essere capito una conoscenza della storia americana e dello spirito americano che noi non possiamo avere.Certo quindi risulta molto meno "divulgativo" rispetto al buio e molto più difficile da apprezzare.

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    Carol

    24/01/2016 19:53:02

    Se non ci fossero gli stessi personaggi e la stessa ambientazione, stenterei a credere che questo libro abbia qualcosa a che fare con "Il buio oltre la siepe" (ma forse non lo ha ed è tutta una trovata commerciale?). Il buio oltre la siepe è un ottimo libro che la scrittrice ha probabilmente scritto in stato di grazia. Questo è un'accozzaglia di scenette stereotipate di gente del Sud degli Stati Uniti negli anni del KKK, flashback dell'infanzia di Scout, flussi di coscienza noiosissimi in bocca alla protagonista, riferimenti ad opere, personaggi, sermoni, preghiere, inni americani per la maggior parte sconosciuti a noi lettori stranieri (e che le note del traduttore non aiutano di certo a conoscere meglio o a comprenderne il riferimento nel testo). Se lo scopo era quello di raccontare/denunciare gli anni della segregazione razziale, il risultato non è stato raggiunto, al contrario di come invece è accaduto nell'altro libero di Lee, dove al posto di tante parole, c'erano i fatti (raccontati dalla voce di una ragazzina in modo straordinario) a denunciare. Do 3 solo perché in alcune parti in cui sono raccontati gli episodi dell'infanzia di Scout si sente l'eco della scrittura incisiva di Harper Lee.

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    Simon60

    21/01/2016 12:36:42

    Leggendo questo romanzo ho provato perplessità e delusione. Il raffronto non regge, evidentemente, ma non é questo il punto. Se la grandissima Harper Lee avesse pubblicato solo "la sentinella", nessuno la considererebbe tale .Certamente la penna é sempre buona, ma non c'è trama, non c'è evoluzione, poiché non si può considerare trama il fatto che la ventiseienne Scout scopre che suo padre, in fin dei conti, é costretto ad adattarsi alla comunità in cui vive, e così il giovane che vagamente ha pensato di sposare. E che dire di quelle noiosissime parti relative ai sermoni, ai forzati ricordi d'infanzia ( stucchevolissima la presunta gravidanza di Scout bambina), alle allusioni a canzoni o poesie che, almeno noi europei, non conosciamo affatto, all'uso della terza persona non magistralmente dominata dall'autrice quanto l'io narrante de " il buio"? Ridateci Scout, Jem, Atticus e Calpurnia prima versione. Per favore!

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    M.

    14/01/2016 10:41:12

    Libro sorprendente. Andrebbe letto senza pensare troppo al Buio oltre la siepe. Il rischio infatti è di rimanerne delusi: i personaggi sono diversi; alcuni nuovi, alcuni cambiati, altri che cambiano tra le pagine (Scout cambia fino alla fine, in un climax che coinvolge). E' un libro da capire e da leggere senza restare appesi al ricordo di una Scout bambina e di un Atticus idilliaco. Qui cambiano le prospettive ed è tutto messo in discussione, dall'inizio alla fine, per questo è da leggere!

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    Ladymariane

    09/01/2016 14:57:02

    Non é meraviglioso come il precedente, e, d'altra parte, sarebbe stato ben difficile: i capolavori sono rari. Tuttavia a me é piaciuto molto, sono soddisfatta dell'acquisto e lo consiglio. Sarà che Maycomb, Scout e Attucus mi mancavano....

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    feisbùk

    31/12/2015 00:05:16

    Prima parte in pieno spirito del più celebre Buio oltre la siepe, scanzonato libero solare come la sua protagonista; seconda parte più riflessiva, con tante domande su un'America vasta e diversa tra città e provincia, tra sviluppo e tradizione, tra liberal e reazionari, idealismo e pragmatismo. Libro bellissimo

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    angelo

    24/12/2015 10:37:35

    Ingredienti: i protagonisti (padre e figlia) di un primo romanzo di successo invecchiati di 20 anni, un mondo in rapida trasformazione con tante domande e poche risposte, una lezione di tolleranza e integrazione attraverso lo scontro genitori-figli e bianchi-neri, un fratello minore di un capolavoro ("Il buio oltre la siepe") utile a chiarirne contenuti e significati. Consigliato: a chi urla con un canto da usignolo contro le intolleranze e i pregiudizi del mondo, a chi vive con un cuore da bambino dentro una gabbia di grandi e di ingiustizie.

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    clarissa

    21/12/2015 17:06:00

    se "il buio oltre la siepe" non fosse mai stato scritto questo libro risulterebbe un ottimo romanzo. Poiché invece il primo è stato letto da mezzo mondo e amato dal mondo intero "Va metti una sentinella" ne paga le conseguenze. La verità, secondo me, è che Harper Lee aveva un dono e che è proprio un peccato che abbia scritto solo questi due romanzi. L'ho letto partendo già sfiduciata ma ho cambiato idea pagina dopo pagina. Stessi personaggi...altra storia. Sarebbe stato un degnissimo primo libro di una giovane esordiente destinata ad arrivare, con il suo secondo romanzo, nel cuore di tutti.

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