Categorie

Il valzer dell'impiccato

Jeffery Deaver

Traduttore: R. Prencipe
Editore: Rizzoli
Collana: Rizzoli best
Anno edizione: 2017
Pagine: 512 p., Rilegato
  • EAN: 9788817094504

20° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Thriller e suspence - Thriller

Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati:

€ 18,70

€ 22,00

Risparmi € 3,30 (15%)

Venduto e spedito da IBS

19 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:
Aggiungi al carrello
«Mamma.» «Un minuto.» Procedevano spedite lungo la strada tranquilla dell'Upper East Side, il sole basso in quella fresca mattina autunnale. Foglie rosse e gialle tracciavano spirali cadendo dai rami sparuti. Madre e figlia, gravata dalla zavorra che adesso i bambini si portano a scuola. Ai miei tempi... Claire mandava messaggi come una forsennata. La domestica - chi l'avrebbe detto? - si era ammalata. No, forse si era ammalata, il giorno della cena! La cena. E Alan doveva lavorare fino a tardi. Forse. Come se avesse potuto contare su di lui, a ogni modo. Din. La risposta dell'amica: SCUSA, CAREMLLA IMPEGNATA STSERA. Gesù. Un emoji in lacrime accompagnava il messaggio. Perché non digitare la stramaledetta A in «stasera»? Quanto si risparmiava, un prezioso millisecondo? Troppa fatica mettere il verbo essere? «Ma, mamma...» Il tono cantilenante di una bambina di nove anni. «Un minuto, Morgynn. Te l'ho già detto.» La voce di Claire era benevolmente neutra. Neanche' arrabbiata, né irritata o stizzita. Pensò alle sessioni settimanali: seduta sulla sedia, non distesa sul divano - il bravo dottore non aveva neanche un divano nel suo ufficio -, Claire attaccava con le sue nemesi, la rabbia e l'impazienza, e aveva lavorato con tecnica per evitare di sbottare o alzare la voce quando la figlia diventava irritante (anche quando si comportava così di proposito, cosa che, calcolava Claire, equivaleva a un quarto delle ore di veglia della bambina)

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Paolo

    21/07/2017 14.41.04

    Quanto siete cattivi! Deaver è tornato solo ai livelli dei suoi primissimi romanzi di Rune e John Pellan. Anche gli scrittori invecchiano! :O)

  • User Icon

    Ombretta

    12/07/2017 13.24.14

    Libro noioso. Non è bastato rimescolare le carte per migliorarlo. E usare il problema degli sbarchi degli immigrati in questo modo l'ho trovato fuori luogo. Peccato. L'unico personaggio che mantiene un po' di appeal è Amelia. Ma non è sufficiente.

  • User Icon

    Anna

    27/06/2017 16.00.47

    Una vera delusione! Non sembra nemmeno scritto da Deaver. Pieno di luoghi comuni, forse pensava di fare cosa gradita, ma alla fine risulta un tantino falsino, giusto per dedicare il libro al compianto Faletti. Una favoletta insomma.

  • User Icon

    zan

    27/06/2017 05.48.35

    Non il migliore romanzo della serie, ma accettabile, anche se la suspence non è quella dei capolavori e certi personaggi sono un po' forzati (vedi il forestale geniale ...). Qualche ora di piacevole relax riesce comunque a darla.

  • User Icon

    Niquee

    26/06/2017 13.03.28

    Il peggior libro della serie Rhyme & co., verrebbe da pensare che neanche lo abbia scritto lui. Unica cosa positiva, il ridimensionamento dell'elenco degli indizi, noioso e ripetitivo che di solito toglieva almeno 50/60 pagine al libro. Da dimenticare.

  • User Icon

    Fabio

    27/05/2017 12.01.10

    Tornano Lincoln Rhyme e Amelia Sachs e questa volta è l'Italia ad essere protagonista, purtroppo, però, sembra che l'autore non voglia più far morire nessuno. Deaver, si sa, con questi due personaggi dà il meglio di sè (speriamo che non riproponga più la Dance), e quest'ultimo romanzo è buono, anche se non da inserire tra i migliori: abbiamo letto di meglio nella serie che ormai conta 13 romanzi. I classici ingredienti ci sono tutti: ricerche forensi, colpi di scena (pochi, per la verità), tabelle riassuntive degli indizi, azione ed intuizioni, spesso geniali, altre volte leggermente forzate. Il romanzo, nella prima parte, è un fiume in piena, non ci si stacca dalle pagine, poi, pian piano, specie nelle ultime 100 pagine, il ritmo cala e la trama diventa leggermente prevedibile nel suo svolgimeto, soprattutto per chi conosce Deaver da anni. Resta una buona lettura che ci consegna anche un dipinto dell'Italia vista da fuori, senza eccessivi stereotipi, cosa che sarebbe risultata stucchevole. Consigliato, senza aspettarsi un Deaver in grandissimo spolvero (IL BACIO D'ACCIAIO e L'OMBRA DEL COLLEZIONISTA erano ben superiori), ma che resta maestro indiscusso nel suo genere.

  • User Icon

    Roberta

    20/05/2017 10.14.18

    Spero che Jeffery deaver non abbia perso il suo tocco investigativo. Una vera delusione! Speravo che fosse un'avventura italiana interessante, ma mi sbagliavo!

Vedi tutte le 7 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione