Il velo d'Iside. Storia dell'idea di natura

Pierre Hadot

Traduttore: D. Tarizzo
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2006
Pagine: XVII-331 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788806172350

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    Pier Luigi Donetti

    30/07/2017 17:38:35

    Hadot, grande studioso di Filosofia Antica, percorre, in quest’opera molto complessa, l’evoluzione di un’idea fondamentale apparsa per la prima volta nel VI sec. a.C. negli scritti Eraclito, detto anche l’Oscuro. Lo sviluppo di tale idea ha assunto già prima dell’era volgare, la forma concettuale di Natura per poi subire ulteriori trasformazioni e cambiamenti di significato fino ai giorni nostri. Al riguardo, infatti, non vi è certezza che il significato del termine Physis si riferisse originariamente alla Natura in senso stretto; quantomeno nella forma ontologica cui ci siamo abituati a considerarla col passare dei secoli. D’altra parte, secondo Hadot, il frammento eracliteo in questione: “la natura ama nascondersi”, sembra alludere a una polarità tra l’apparire e il nascondersi delle cose. Perciò concerne non tanto la caratterizzazione di una realtà compiuta, ma una dialettica processuale tra ciò che appare e scompare. Stando alle ricerche filologiche, storico scientifiche e filosofiche considerate dall’autore nel testo, l’idea di Natura manterrà sempre nel corso del tempo un carattere costante: il rimando a un senso ulteriore, al di là dell’apparenza meramente sensibile. Potrà ora presentarsi come un segreto cui la ricerca scientifica aspirerà a svelare facendolo proprio; oppure potrà presentarsi come un mistero più esteticamente orientato, in qualità di oggetto artistico, e dunque emotivamente riverberante. Prometeo e Orfeo incarnano per Hadot questi due atteggiamenti generali verso la Natura: scientifico il primo, artistico il secondo. Ma l’evoluzione dell’idea di Natura non riguarda soltanto l’aspetto scientifico naturale o quello estetico: essa diviene anche Verità nascosta e, in ultimo, nell’età contemporanea, si configura come Essere e mistero dell’esistenza.

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