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Editore: Cut-Up
Collana: Strade perdute
Anno edizione: 2013
Pagine: 244 p., Brossura
  • EAN: 9788895246314
Usato su Libraccio.it € 8,64

Recensioni dei clienti

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    Ludovica Borea

    25/05/2013 21.29.26

    Ho scoperto per caso questo libro, navigavo nella rete alla ricerca di questa parola, sono andata alla presentazione di Paolo Logli, l'ho comprato e mi è piaciuto. Il tema della vendetta è trattato in molti modi diversi, la vendicatrice non sempre esce davvero vittoriosa, ma la vendetta è l'ultimo gesto che si compie quando non si ha più nulla da perdere, fuorché la vita o quando della vita se ne ha piene le scatole. Tra le storie mi sono "riconosciuta " o mi hanno presa quelle scritte da Bernardi, Cappi, Coco, Cozzolino, Lazzarini, Logli, Paolacci, Podesta, Teodorani e Zeta. Ma sono valide anche le altre.

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    Andrea C.

    27/04/2013 09.21.44

    Diciotto storie di donne e della loro vendetta nei confronti di chi le ha oltraggiate, umiliate, ferite. Diciotto fatidiche storie, tante quanti sono gli anni consigliati per affrontare la lettura di questi racconti dove il tema portante è la rivalsa contro un torto subito, il personaggio principale una donna e l'ambientazione prevalentemente noir. Vendicatrici è, infatti, un'antologia dove la vendetta, un sentimento viscerale che spesso affiora nelle persone quando non è più possibile ottenere giustizia, viene attuata da una donna, un segno dell'evoluzione dei tempi, di "uguaglianza sociale", in un contesto narrativo dove il personaggio principale non sia un eroe o un salvatore e non siano previsti finali liberatori o salvifici. Agli autori (tra i tanti Andrea Carlo Cappi, Paolo Logli, Massimo Mongai, Antonio Paolacci, Gianfranco Staltari e Alda Teodorani) è stato chiesto di rispettare questi tre punti ed il risultato sono dei racconti molto diversi fra loro per ambientazione storica, "strumenti" di lavoro e contesti narrativi. Storie avvenute nel passato oppure ai nostri giorni, dove sono utilizzate armi da fuoco, coltelli e veleni, ambientate ovunque: case, strade, sotterranei, automobili ed aeroplani. Non manca nulla a questi racconti tranne una morale da condividere e al lettore spetterà l'onore di trarre le proprie personali conclusioni, consapevole che: "maschio" e "femmina" non appartengono affatto alla medesima linea evolutiva primaria. Nel senso che uomo e donna apparterrebbero a due specie separate e distinte, costrette a "cooperare" (dalla prefazione a cura di Alan D. Altieri).

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