Editore: Mondadori
Collana: Oscar classici
Edizione: 5
Anno edizione: 2001
Formato: Tascabile
In commercio dal: 01/01/2001
  • EAN: 9788804488019
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Recensioni dei clienti

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    Luigi

    01/10/2014 13:33:31

    Magnifico. Un séguito molto ben riuscito, dove i personaggi dei moschettieri vengono esaminati molto più nel profondo fino a farli amare od odiare dal lettore. L'intreccio è anche questa volta magistrale, con il movimento della Fronda che minaccia la nobiltà parigina e quest'ultima che tenta di difendersi come può; il tutto, senza dimenticare che spesso le guerre civili hanno più zone grigie di quanto si pensi, ed è proprio in queste che si trova lo spazio per l'umanità, l'amicizia e la lealtà tra uomini. "Vent'anni dopo" insegna proprio questo. Interessanti inoltre i capitoli dedicati esclusivamente al ritratto degli eventi storici; rari e ben posizionati, offrono al lettore una cornice dettagliata ma dinamica per meglio comprendere gli eventi. Dumas, insomma, si mostra anche un esperto saggista, mai noioso, mai banale. La trama forse è un po' più lenta del primo, ma il tutto è molto più coinvolgente.

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    giorgio g

    29/07/2013 15:03:36

    Dopo aver letto "I tre moschettieri" era naturale proseguire con il secondo libro della trilogia di Dumas. Vent'anni sono trascorsi, i quattro amici si sono sparsi per la Francia: Athos è divenuto il Conte de la Fére e vive nella sua tenuta, Porthos, arricchitosi, abita con il nome di Porthos du Vellon in un castello d'epoca, mentre Aramis è divenuto l'Abate d'Herblay. D'Artagnan invece continua a prestare servizio nei Moschettieri seppur sempre con il grado di luogotenente. Ma i nostri eroi si ritroveranno in Inghilterra: d'Artagnan, in compagnia di Porthos, per portare una missiva di Mazzarino a Cromwell, Athos ed Aramis per incarico di Enrichetta Maria di Francia, la sfortunata figlia di Enrico IV, moglie del re Carlo I d'Inghilterra. Qui si troveranno implicati in mille avventure che non sveliamo per non far perdere il piacere della lettura. Aggiungeremo soltanto due considerazioni: la prima è che in questo romanzo i personaggi sono meglio delineati in particolare quelli del Cardinale Mazzarino e della reggente Anna d'Austria; la seconda è che i protagonisti si riveleranno più maturi e consapevoli: vent'anni, anche per loro, non sono passati invano!

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    Giovanni

    25/06/2012 13:49:58

    Meraviglioso!!!!!!!!!! So che non é bello fare paragoni, ma dopo il capolavoro assoluto della letteratura mondiale del "Conte", non credevo di innamorarmi così tanto di un altro romanzo di Dumas..... Avevo letto i tre moschettieri, ma questo, a mio parere, lo supera di gran lunga. Fantastica la caratterizzazione del Mazzarino, la regina ingrata, la storia della decapitazione del re di' Inghilterra, Athos sempre più profondo, D'artagnan geniale..... Un capolavoro!! E adesso " il visconte"..

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    Ylenia

    24/05/2012 21:04:56

    E' un grosso rischio cimentarsi nella lettura del seguito di un libro bello, intenso ed emozionante come "I tre moschettieri", soprattutto se questo seguito è ambientato ben vent'anni dopo il primo. I ragazzi sono diventati uomini, i sogni in parte si sono realizzati in parte no, il destino di una Nazione è stato riscritto e la vita ha diviso inesorabilmente i nostri eroi. Cosa sarebbe accaduto se la trasformazione di D'Artagnan, Athos, Porthos e Aramis non ci fosse andata a genio? se non li avessimo riconosciuti, seguiti e amati come quando erano dei ragazzi pieni di amore per la vita e per l'avventura? in venti anni cambiano molte cose, e non necessariamente la trasformazione di una persona è positiva e sta bene a tutti. E' qui che si palesa il genio di Dumas: i nostri amici effettivamente sono cambiati, hanno subito un processo di crescita incredibile. Li ritroviamo uomini fatti, che vivono la loro vita ormai al di fuori di quell'amalgama che avevano creato quando erano poco più che ragazzi. Sono diversi, dicevo, eppure, incredibilmente sono ancora loro, perchè i valori che li avevano uniti all'inizio, il rispetto, la lealtà, l'orgoglio e il sublime valore dell'amicizia sono rimasti intatti, e tornano a unirli a quarant'anni come a venti. Si muovono in un contesto storico difficile e contorto, negli anni foschi della fronda, gli anni dell'infanzia di Luigi XIV in cui il potere reale rischiò di estinguersi come fece in Inghilterra quello degli Stuart, ma i nostri cavalieri affrontano qualsiasi difficoltà credendo fermamente in quei valori imprescindibili che li avevano uniti da ragazzi. Questo libro è bello quanto e più del primo: qui la narrazione di Dumas matura e si sublima in un crescendo di emozioni che ti portano, non appena hai letto l'ultima pagina, a cercare il terzo e ultimo libro del ciclo. Si arriva alla fine e ci si rende conto che questi uomini, ormai diventati nostri amici, sono entrati a far parte di noi e lasciarli non è più possibile.

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    David Barsi

    07/11/2011 21:07:29

    Libro sicuramente meno avvincente del più classico e famoso Tre Moschettieri, ma molto più riflessivo e profondo. Comunque una grande opera.

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    Olga

    15/09/2011 16:41:03

    Se fosse possibile, questo secondo capitolo della trilogia, è anche più bello dei "Tre moschettieri"; è entusiasmante, coinvolgente, divertente, insomma un vero e proprio capolavoro!Mi accingo ad iniziare il terzo e ultimo capitolo, coinvinta che il genio di Dumas non mi deluderà!!

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    paolo

    10/02/2011 11:52:09

    Il libro vent'anni dopo, è un capolavoro che solo la mano di un maestro del romanzo storico come Dumas poteva scrivere. Libro eccellente, per non parlare del Conte di Montecristo, i tre moschettieri e Robin Hood.

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    eugenio

    31/05/2010 12:14:34

    Un magnifico libro ai livelli più alti di Dumas. senza dubbio migliore del primo. non ci sono più i personaggi stereotipati come Richelieu o Milady, che rappresentavano senza ombra di dubbio il politicante astutamente inarrestabile e la cattiva al cento per cento, ma vi sono Mazzarino (a mio parere un personaggio magnificamente costruito, con tutti i suoi pregi e soprattutto i difetti) e vari nemici, ma nessuno senza le sue ragioni.

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    ales

    06/01/2010 22:25:38

    ancora meglio dei tre moschettieri! metodo di scrittura davvero coinvolgente, non vedo l'ora di leggere l'ultimo!

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    Philip

    17/03/2008 19:00:40

    Degno seguito di cotanto predecessore.Come si fa a non amare i quattro(qui non più di tanto)inseparabili amici??Dumas sarà anche il precursore dell'odierna letteratura di consumo,ma avercene oggi di scrittori così...Magnifico.

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    Maria

    19/01/2008 20:41:03

    Un libro meraviglioso. Commuove, diverte, intriga, affascina, rattrista (il ricongiungimento fra i tre, Athos e Raul,..); un elogio all'amicizia, all'onore, alla speranza, raccontando i gesti sia di coloro per cui queste parole valgono qualcosa, che di coloro (Anna d'Austria, Mazarino) per cui, evidentemente, non contano più di tanto. Rispetto al primo la trama è più complessa e variegata, forse un pò inverosimile talvolta (ma Porthos: quanto è forte???), ma godibilissima e scorrevole. I dialoghi sono talmente coinvolgenti, ogni situazione è così teatrale e scenica, che le parole si traducono direttamente in immagini. E poi, Dumas è un grande (checchè ne dicano i libri di letteratura... sul mio del ginnasio UNA pagina sola!!)Peccato sia così poco conosciuto: lo merita davvero.

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    elena

    26/10/2007 19:58:57

    Dopo aver letto il primo, così bello, temevo di rimanere delusa dal seguito. Però non è stato così: avvincente, esaltante, travolgente e in alcuni punti persino emozionante. ogni personaggio è unico e perfetto ed è uno dei pochi libri che è "riuscito" a farmi ridere, preoccupare e commuovere.e poi d'artagnan è troppo furbo, aramis troppo intrigante, porthos troppo simpatico e athos troppo affascinante.

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    fabrizio

    21/01/2007 00:19:59

    Ebbene, Dumas fa parte a pieno titolo dei classici, nonostante il velo di snobismo che lo fa liquidare in poche(o nessuna)righe sui manuali di letteratura. Vent'anni dopo aggiunge alla splendida vena avventurosa dei Tre Moschettieri, una più profonda e umana celebrazione dell'amicizia e dell'ideale. Il potere evocativo del romanzo è fortissimo, e tocca la lirica. I 4 amici che restano nelle brume d'Inghilterra per tentare l'impresa disperata di salvare il re sconfitto e umiliato, scrivono una pagina di coraggio , di idealismo, di amicizia(D'Artagnan resta in Inghilterra a rischiare la vita perchè glielo chiede, molto semplicmente, Athos...)degna di figurare tra le più belle della letteratura. Da consigliare a tutti, e specie ai giovani...è un libro educativo!

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    Euge

    03/10/2006 19:03:10

    sono sconcertato. un conto leggere che molti lo considerano un buon libro, ma considerarlo addirittura MIGLIORE del primo è pazzesco!!! ma volete mettere personaggi della caratura di richelieu, di milady, la resa dei conti finale con lei, il colloquio tra lei e athos?? ci sono tanti bei momenti, belli e/o ilari anche in quest'opera, ma nessuno che valga il cfr con il primo!!! e poi rochefort, che non è l'ultimo dei cretini, che muore in 10 righe.... sn rimasto deluso! bonacieux sì, posso capire che gli evnga dato poco spazio, mentr eil ricordo del primo è pesante, nn puoi liquidarlo così. le prime 500 pagine sn abbastanz abelline. ma la 2' parte, da qnd si parla di carlo ix è abbastanza noiosetta. mi sn dovuto sforzare x finirlo. poi qnd ancora verso la fine leggi che rochefort e bonacieux stanno preparando l'assalto ti vien da urlare ''ma qnd finisce''??? poi è brutto che e un pò irreale che d'artagnan abbia sempre la battuta giusta e l'idea giusto al momento giusto. è l'unico intelligente. gli altri san solo dire ''sì, d'artagnan, sn d'accordo d., siete sempre geniale d.'', quasi fossero tutti ebeti spadaccini senza esperienza. e poi tr smancerie, tr sdolcinato. cmq nn voglio troppo disincentivare alla lettura, perchè obiettivamente dei bei momenti ce ne sn, cm anche delle perle di saggezza. athos parla poco, ma qnd parla è uno spettacolo.

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    Paolo

    23/09/2006 19:43:12

    Ho "divorato" di seguito anche Il visconte di Bragelonne e devo ammettere che quando finisce la lettura resta moltissimo dei 4 amici. Posso tranquillamente affermare che li ritengo i migliori libri in assoluto che abbia mai letto e concordo appieno con chi dice che Vent'anni dopo e' forse meglio del primo libro; ma vi assicuro che anche il terzo (nonostante le moltissime pagime) non e' da perdere.

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    Gianluca

    11/07/2005 12:48:56

    Secondo capitolo della trilogia dei tre moschettieri. Un libro che come un buon amico mi ha tenuto compagnia regalandomi tanti splendidi momenti. Davvero splendido!

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    Oscar

    07/06/2005 16:28:36

    Siamo di fronte a uno dei seguiti piu' riusciti di un grandissimo classico della letteratura mondiale. Dispiace doverlo conoscere solamente relazionandolo ai "tre moschettieri" infatti, anche se ci sono diversi riferimenti a quest'ultimo, potrebbe benissimo esistere come un libro a se stante. Sulla falsa riga di quello gia' accaduto, lo scostamento temporale porta uno spaesamento in quel lettore che ha seguito le vicende precedenti. Il cardinale ora si chiama Mazarino, la regina e' alquanto succube di questo e i nostri quattro eroi, coloro a cui le sorti del regno vent'anni prima, si sono divisi definitivamente per inseguire altre strade. Basta una "semplice" sommossa popolare, probabilmente un colpo di coda di quella in atto contemporaneamente in Inghilterra, per rimettere in moto tutto, e rivedere i quattro impavidi a cavallo con accanto i propri inseparabili aiutanti (non tutti). Molto convincente anche il tentativo ben riuscito di narrare la grande storia romanzandola tra il racconto delle peripezie dei quattro moschettieri. Nulla di banale, neanche il finale, dove tutti riescono ad ottenere quello chiesto. Forse non uno dei piu' grandi esempi di innovazione narrativa, assolutamente nell'olimpo delle grandi storie.

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    Derfel

    09/04/2005 10:09:17

    A parte il voto scontato, il libro è uno dei più grandi tra quelli scritti da Dumas, il migliore forse della triologia che prosegue con il Visconte di Bragelonne. Nel racconto ritroviamo i nostri eroi invecchiati di vent'anni, Il conte de la Fere, Aramis, Posrthos e il mitico d'Artagnan. Riunitisi per una nuova avventura si ritrovano in inghilterra, dove Carlo I sta rischiando la testa (che perderà). Estremamente avvincente, una volta iniziato si sta male finchè non si è letta anche l'ultima pagina.

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    WHY

    11/03/2005 14:04:32

    Confermo quanto dicono gli autori dei commenti qui sotto. E' stupendo. A volte trascuriamo i classici ma Dumas non si può proprio trascurare.

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    wyh

    11/03/2005 14:04:18

    Confermo quanto dicono gli autori dei commenti qui sotto. E' stupendo. A volte trascuriamo i classici ma Dumas non si può proprio trascurare.

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