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    Vale

    09/11/2014 10:43:59

    Un bel film e molto ben fatto. Evidenzia in modo veritiero la realtà delle piccole comunità chiuse e isolate che si possono ancora trovare sulle nostre montagne. La cosa che mi stupisce sono i commenti, tutti contro i paesani. Anche a me non piacevano ma mi fa strano che nessuno abbia colto che anche il protagonista non brilla certo di acume. Un esempio banale : durante una corrida quando il toro carica a testa bassa cosa fa il torero? Si mette a testa bassa pure lui e cerca di vincerlo a testate o si sposta elegantemente di lato e lo fa danzare come vuole lui? Qui lo stesso. Arriva uno straniero in un paese in cui metà degli abitanti lo accoglie con diffidenza perché straniero. Al muro che gli oppongono gli abitanti, come il toro, lui che fa? Invece di aggirare l'ostacolo carica anche lui a testa bassa, muro contro muro : "Faccio a modo mio e come ho sempre fatto sui Pirenei". Il risultato è scontato ed è quello del film, che infatti non è "Chocolat" ma un film che rispecchia la realtà. Condivido l'idea del "penso come voglio e faccio a modo mio" ma mi sembra che il protagonista sia abbastanza grande per capire che in certi casi non è un'idea applicabile. Puoi fare così se vivi in una città dove non ti interessa di conoscere il tuo vicino di casa. O se vivi in un paesino ma il tuo lavoro non ha nulla a che fare con la comunità in cui stai. Ma se il tuo lavoro è strettamente legato ad essa, non puoi pensare di fare a modo tuo e di ottenere rispetto. "Non saran giuste e non saran belle, ma se vuoi giocar le regole son quelle " . Secondo me avrebbe potuto andare a bussare di porta in porta a ciascuno dei suoi "nemici" con un po' del suo formaggio come offerta di pace e farsi una bella chiacchierata. L'obiettivo non era la loro amicizia, sarebbe stato come cercare di svuotare il mare con un ditale, ma per lo meno di persuaderli che non era loro nemico e che, benché straniero, era degno di rispetto. E magari il finale sarebbe stato diverso.

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    Tanzio Kazzick

    20/06/2010 19:47:03

    Film sui difficili rapporti tra un montanaro francese che voleva allevare pecore e fabbricar formaggi e un gruppo di montanari italiani che pare che non abbiano mai visto uno straniero in vita loro (ma la vicenda si svolge oggi) Due ore pesanti come una caciotta affumicata di bufala con "attori" che parlano come recitano, paesaggi montani per una storiella che pare ambientata in un isola deserta... Quando non sanno che film girare!

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    Robix

    12/12/2008 09:28:56

    Bello e toccante, completato da una fotografia e una musica perfette. Lo consiglio davvero, semplice, diverso, poetico.

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    Cogito ergo sum

    18/11/2008 11:51:42

    Attori non professionisti (la Terra trema, L'albero degli zoccoli), un tema musicale delicato e malinconico. Un argomento assolutamente originale: il remake di niente! Veramente bello e consigliabile (con i sottotitoli, salvo che per chi vive nel triangolo del Parco Internazionale dell' Alpazur: Nizza, Cuneo, Riviera dei Fiori come me).

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    Tony the Montanar

    05/10/2008 10:49:21

    Storia (secondo me tirata troppo per le lunghe) di un professore francese che si trasferisce con la famiglia in uno sperduto villaggio di montagna per allevare capre e produrre formaggi. Ma i vecchi montanari sono diffidenti nei confronti dell' "intruso" e al suo primo "sgarro" faranno di tutto per farlo sloggiare.Rappresentazione schematica di un piccolo mondo apparentemente semplice e cordiale in realtà dominato dal più maligno egoismo nei confronti del prossimo (l'unico amico dello straniero sarà il matto del paese). Siamo nel 2008 ma ci sono ancora persone con una concezione così medioevale dei rapporti interpersonali... Un film che ti fa odiare la montagna come pochi.

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    toni

    02/10/2008 00:01:08

    Piccole storie di un’umanita’ dispersa, dove invidia, sospetto, diffidenza, gelosia emergono per arginare lo Straniero, l’Altro, il distante, fino a che la distanza sara’ incolmabile, e la morte di uno, diverra’ la morte di tutto. Dentro spazi naturali di sopraffina poesia, con una musica costante, semplice e bellissima, a descrivere azioni, paesaggi e stati d’animo, la storia, scandita dai tempi della Natura, ci trasporta all’essenza dimenticata delle cose, liberandoci da ogni compromesso: una realta’ umana rimasta isolata, perduta, pericolosamente vicina alla fine non si lascia neanche scalfire da quest’istanza di primordiale liberta’ insita nello spirito del pastore Philippe, che appare cosi’ diverso da tutti. Ma è proprio vero? “A me la parola tolleranza non piace. Se tu devi tollerare qualcuno, non c’è il senso di uguaglianza”, dira’ Philippe: il passato è cosi’ dimenticato, la diversita’ non piu’ fonte di novita’ e arricchimento, non piu’ speranza di rinascita, ma disagio, chiusura, incomprensione, e le conseguenze di questi atteggiamenti, caratterizzati in maniera splendida da attori non protagonisti - che altro non fanno che mettere in scena il loro “reale” – saranno inevitabilmente amare per tutti

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    Antonio

    28/09/2008 01:14:20

    Un gioiellino...da vedere e far vedere! Una storia semplice (montagne, capre, formaggi) ma universale come il mondo. L'accoglienza dell'altro e la diffidenza...lo sviluppo economico vs la tradizione...il conformismo vs il desiderio di libertà . Un vaccino contro il conformismo e l'intolleranza!

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    MAX67

    01/08/2008 16:37:25

    BELLISSIMO SPACCATO DELLA VITA DI UN PAESINO DI MONTAGANA CHE RIFLETTE PERFETTAMENTE IL MONDO CHE VIVIAMO, BEI DIALOGHI E IMMAGINI SORPRENDE ANCHE LA QUALITA' DELLA RECITAZIONE DA NON PERDERE

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  • Produzione: Dolmen Video, 2008
  • Distribuzione: CG Entertainment
  • Durata: 110 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 2.0 - stereo);Francese (Dolby Digital 2.0 - stereo)
  • Lingua sottotitoli: Francese; Inglese; Italiano per non udenti
  • Formato Schermo: Widescreen
  • Area2
  • Contenuti: foto; trailers; dietro le quinte (making of)