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Andrea Vitali

Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2015
Pagine: 231 p. , Rilegato
  • EAN: 9788811687665


A Bellano, specchio di un mondo passato ma a suo modo sempre attuale, si muovono i personaggi di questo libro, ognuno alla ricerca di un approdo che metta pace tra i segreti e le speranze della propria vita, strappandoci un sorriso per le soluzioni a volte stravaganti o strampalate che mettono in scena.

“A quell’ora, se non aveva niente da fare in reparto, se ne andava di sotto in lavanderia a dare una mano oppure filava nella cappelletta a pregare. La suora storta non stava mai ferma. Quando la chiamavano e bisognava cercarla c’era da diventare matti. Doveva sempre fare qualcosa. Sembrava che qualcuno l’avesse condannata ai lavori forzati.

I lettori seriali di Andrea Vitali, scrittore bellanese e medico condotto, vivono ogni volta una sorta di dissociazione dalla realtà, poiché il prolifico autore si diverte a farli viaggiare avanti e indietro nel tempo, percorrendo la storia recente del suo Paese. L’autore scrive due o tre romanzi all’anno, tutti ambientati a Bellano - con qualche fuga molto breve a Como o a Lecco - sempre in epoche diverse. Gli anni del dopoguerra pare che siano quelli più gustosi da leggere, poiché è in quel periodo che la cittadinanza bellanese si dà più da fare per risolvere piccoli intrighi e situazioni complicate. Gli anni del fascismo rivelano invece i sentimenti politici e di critica sociale dell’autore, come vuole una lunga tradizione letteraria, da Manzoni in poi, si parla di ieri per criticare l’oggi. E poi ci sono i romanzi che si spingono quasi ai giorni nostri. Sono quelli ambientati negli anni Settanta, come questo.
Perde un po’ il lato picaresco, gli aspetti romantici e neorealistici, e andando avanti con gli anni forse l’opera di Vitali perde d’ingenuità, ma ci guadagnano senz’altro i volti umani, sempre meno grotteschi, sempre più reali, preoccupati. I romanzi degli anni Settanta sono romanzi operai. I personaggi lavorano nel grande cotonificio di Bellano o sono dei piccoli artigiani, proprio come Sisto Santo, il protagonista di questa storia.
Nelle sue tre vite, Sisto è stato prima un mite orfanello, poi un abile meccanico e infine è riuscito ad acquistare la licenza dell’unico taxi di Bellano. Senza moglie, né figli, né parenti, Sisto si accontenta di tirare su qualche lira nei brevi percorsi dalla stazione all’ospedale, o al massimo al cimitero. Ed è proprio durante uno di questi viaggi da 3000 lire che si imbatte in una strana donna di mezza età. Partita dalla stazione in perfetta salute, la donna quando arriva nel piazzale del cimitero è morta. Sul sedile del taxi rimane indelebile la macchia dei suoi umori. Morte naturale, decide il medico, ma il maresciallo Alessio Riversi non ci vede giusto… Quella donna non ha nessun legame con Bellano, nessuno la conosce. Possibile che abbia scelto di andare lì solo per morire?
Se la si può chiamare indagine, quella di Andrea Vitali è davvero un’indagine molto particolare. Non segue le procedure e non utilizza metodi scientifici, non ci sono deduzioni psicologiche consumate nella sala degli interrogatori né prove schiaccianti rinvenute al microscopio. Ci sono indizi, fogli di carta che svolazzano portati dalla corrente, voci di popolo, vicini di casa spioni, fotografie. E poi ci sono personaggi improbabili, come la suora storta, che c’entra e non c’entra, che forse non è mai esistita, che forse è la chiave per risolvere tutto il mistero.

Recensioni dei clienti

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    Gianluca L.

    31/05/2016 16.08.53

    Ho letto praticamente tutti i libri di Andrea Vitali, purtroppo sta cominciando ad essere banale e ripetitivo, capisco che magari per contratto debba scrivere 2/3 libri l'anno, però così rischia veramente di sfornare dei "romanzetti" senza capo ne coda.

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    FAUSTO FABRIZIO

    23/02/2016 18.48.47

    Assurdo libro, assurda storia.Scrittura non fluida, paragrafi che assurgono all'onore di capitoli brevissimi e dispersivi. Autore prolifico (un business per la sua storica casa editrice!) che sforna un "tomino" ogni tre mesi( chè se fosse riassunto in corpo 11 forse arriverebbe a 100 misere paginette): farebbe bene a produrre magari un solo libro l'anno, ma certamente un poco più studiato... ma li rilegge i suoi capitoli el dutur de Belan? Un autore sovrastimato da sempre. E chi me lo paragona al grandissimo Piero Chiara come scrittore lacustre, be' allora farebbe bene a scrivere recensioni letterarie per qualche giornalino di quartiere!

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    luciano

    06/02/2016 22.30.25

    Il solito Vitali, la solita lettura d'evasione che garantisce un po' di relax. Mi domando come possa il critico letterario (?) del " Corriere della Sera", D'Orrico considerarlo uno scrittore da 10 e lode. Ma cosa legge? Forse lo fa per snobismo a sopravalutare Vitali.

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    Manuel

    05/01/2016 07.45.24

    La narrazione è piuttosto frammentata e le vicende sono talvolta piuttosto noiose e non molto originali, sebbene alcuni punti della storia, soprattutto nel raccoglimento finale, riescano a rendere interessante il resto ed in definitiva a non far pentire della lettura.

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    patrizia b.

    30/12/2015 18.02.10

    Sempre più rarefatto e non concluso, capitoli sempre più corti che saltano inopinatamente da un fatto ad un altro, come nelle telenovelas brasiliane. Leggo Vitali (non proprio tutto) dal 2003 e ricordo il vero godimento di leggerlo. Devo rallentare io o deve fare una pausa di riflessione lui?

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    alberta

    13/11/2015 14.14.44

    Vitali è sempre Vitali e, per chi lo ama, non può essere una delusione! Certo che la sua produzione è molto vasta e non sempre la storia ha lo stesso slancio, ma questo libro è piacevole, divertente, curioso come gli altri. Per trascorrere qualche ora di distrazione intelligente è l'ideale. Non chiedetegli di più!

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    carlo

    01/11/2015 17.53.09

    Ho letto tutti i libri di Vitali e sono in genere molto intriganti. Quest'ultimo però pur narrando uno dei soliti intrecci manca assolutamente della comicità che ha sempre contraddistinto i suoi personaggi. Rileggere" Olive comprese" ecc. ecc.

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    Erika

    27/10/2015 19.46.59

    L'ho letto veramente a fatica! Direi che non è affatto scorrevole e apparte la vicenda del taxi tutto il resto poi è confuso! Assolutamente sconsigliato!

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    claudio

    26/10/2015 18.21.32

    Bello, intrigante, complicato, ma un po' inferiore agli standard cui ci aveva abituati Andrea Vitali. Siamo sempre a Bellano, ma nel '70. Una donna anziana va al cimitero in taxi ma ci arriva morta. Morte naturale. Il problema è che non ha nessun documento. Su questa morte indaga il maresciallo dei carabinieri del paese, coadiuvato dal preposto. E arrivano ad una "strana" verità.

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