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Mordecai Richler

Traduttore: M. Codignola
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Edizione: 5
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: 490 p. , Brossura
  • EAN: 9788845919824

Recensioni dei clienti

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    Manuela

    16/06/2016 15.40.35

    Non ho apprezzato il linguaggio che riproduce il racconto orale:le continue digressioni, e le conseguenti riprese , nel corso di 500 pgg appesantiscono decisamente la lettura. Riconosco il valore letterario del romanzo e la carratterizzazione di Barney,sarcastico,surreale e "politicamente scorretto",ma il libro resta, a tratti ,noioso. Non lo definirei "capolavoro",come qualche lettore ha fatto.

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    giorgia vesentini

    26/05/2016 10.57.26

    La storia è raccontata in prima persona dal protagonista, un settantaquattrenne canadese di famiglia ebraica, che nella vita ne ha combinate tante. Tre mogli, che scandiscono i tre capitoli del libro: prima un'artista pazza nella Parigi bohemienne degli anni Cinquanta, poi una ricca e noiosa ereditiera ebrea canadese e infine l'amore vero, Miriam, con cui ha avuto 3 figli. Ma dopo trent'anni e una vita bellissima, lei l'ha lasciato e lui non se ne consola. Di famiglia umile (il padre poliziotto e la madre casalinga), parte da giovane per Parigi con velleità artistiche, ma finisce per tornare in patria (il Canada) per fare il produttore televisivo di cose (per sua stessa ammissione) inguardabili e fa un sacco di soldi (che non guastano). C'è un episodio al centro del romanzo che tiene le fila della sua credibilità: è accusato dell'omicidio di un amico scrittore, Boogie, ma fino all'ultimo Barney nega e ci spiega la sua versione, che è comunque molto credibile (da qui il titolo La versione di Barney). Il racconto è spassosissimo: Barney ha una personalità debordante, continua a bere, a flirtare, a fare discorsi sopra le righe, ad attaccare rissa, a raccontare senza pietà le pieghe della propria mente, che comincia a vacillare. Una lingua ricchissima, che scorre come un fiume in piena e salta di qui e di là. Poiché la tecnica del racconto è quella joyceana del flusso di coscienza, si fa fatica all'inizio a seguire il filo dei suoi pensieri perché sono abolite le tradizionali categorie spazio temporali in cui è inserita l'azione. Bisogna immedesimarsi nel personaggio e lasciarsi andare alla voce tumultuosa del racconto.

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    Fabio

    23/09/2015 12.02.29

    Ricevuto in regalo da un amico e letto d'un fiato.Struggente,poetico,divertente,appassionante,intelligente,drammatico,imprevedibile, insomma a mio pare un capolavoro. Sicuramente una lettura appassionante e non convenzionale.

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    Clara

    06/08/2015 18.01.24

    Primo capitolo assolutamente illegibile, sono riuscita a tirare avanti non so come tra uno sbadiglio e l'altro; nel secondo capitolo si inizia a capire un po' meglio dove l'autore voglia andare a parare; il terzo capitolo lo voglio immaginare come un libro a se e di alto valore letterario. Ma, francamente, un libro di quasi 500 pagine di cui salvare un capitolo su tre non può considerarsi, a mio modestissimo parere, un capolavoro.

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    elvo roberto

    17/06/2015 12.20.16

    Capolavoro mi pare una definizione un po' eccessiva. Il modello sembra essere Bellow ( modello del libro o del personaggio? fate voi...), ma più "leggero". Insomma piacevole ma non certo imprescindibile.

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    alda

    24/02/2015 15.26.07

    Condivido per tutto l'opinione di barbonway.Anche se cogli lo scrittore geniale, le mille digressioni rompono ogni emozione. Non vorrei mai farlo, ma mi sono arresa e ho abbandonato.

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    Giuseppe Filauro

    21/01/2015 17.21.38

    Sigari, soldi, alcool, sfrontatezza, invidia, pigrizia.... tenerissimo Barney, quanto ti ho amato!

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    Dria84

    31/10/2014 10.55.53

    Libro meraviglioso. Si arriva al punto di doversi arrendere al fatto che lo si è finito di leggere.

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    Borromini

    06/10/2014 22.25.59

    Lettura piacevole. Consigliato.

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    barbonway

    30/09/2014 00.01.32

    Gli do un 3 perchè non l'ho letto tutto e tutti dicono che poi ti prende, poi ti prende, poi, poi... ho aspettato ma a pagina 200 facevo ancora fatica. Troppo pieno di sé l'autore, con mille riferimenti a cose che non sappiamo e non sapremo mai (a giornali, personaggi, avvenimenti,..), pieno di frasi in francese ed ebraico (io il francese lo parlo e lo capisco, l'ebraico no). Frasi che tra l'altro non hanno una traduzione, allora se uno non capisce si incazza, no? Ritengo che un autore che si rispetti debba SEMPRE far capire a cosa si riferisce, cosa stia dicendo. Mentre lui è un virtuoso, vuole far vedere che di cose ne sa, di lingue ne conosce. Molti di quelli che lo giudicano un capolavoro è perchè suppongono che lo sia, dato che non l'hanno capito. Macchinoso e virtuoso.

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    gennaro

    29/09/2014 00.23.02

    Barney Panofsky è, in maniera abbastanza inequivocabile, uno dei più grandi personaggi letterari in cui chi scrive si sia mai imbattuto. Sciagurato, morde la vita come una vipera e avvelena tutto ciò che incontra, ma, cosa ben più letale, incolla il lettore al libro con la curiosità di chi si aspetta di tutto, ed è, puntualmente, ricambiato. Una lettura decisamente affascinante, che non scade mai negli eccessi Milleriani, pur condividendo con le opere dello statunitense diversi aspetti. Personalmente, non sono mai stato affascinato dagli anti-eroi, che trovo irritanti e privi di interesse, ma il sig. Panosfky va ben oltre il concetto di anti-eroe. Libro a mio avviso essenziale, imprescindibile, da godersi in ogni sua dissennata sfaccettatura.

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    leonardo

    10/09/2014 00.56.36

    Non mi sono mai avventurato nel mondo delle recensioni, non amo giudicare i romanzi, stimo troppo le persone che hanno avuto tempo, voglia e talento per regalare al mondo un racconto. Ma signore e signori, questo è un libro favoloso, vagamente nebuloso nel primo centinaio di pagine.. ma poi arriva il sole, vi acceca e ... Compare Barney Panosky con la storia più emozionante che vi abbiano mai raccontato. Leggetelo, regalatelo ed amatelo.

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    sab

    29/07/2014 19.37.20

    Barney Panofsky ti fa maledire il giorno che l'hai incontrato: è un personaggio talmente insolente che finisci per amarlo, capirlo, ridere delle sue battute, arrabbiarti per la sua meschinità, addolorarti per il suo declino.

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    Lettrice fiorentina

    14/07/2014 15.19.19

    Emozionata nel leggere i commenti entusiastici, consapevole che solo chi decide di superare l'inizio (per molti complicato, o noioso) e avventurarsi nel testo vive un'emozione che pochissimi romanzi sanno dare. Terminato tra i singhiozzi, per la geniale conclusione e il dispiacere di doverlo lasciare. Un libro che mi ostino a regalare, uno dei più belli mai letti.

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    Mirko Ruini

    04/06/2014 13.33.49

    Irriverente. Sarcastico. Cattivo. Ubriacone. Donnaiolo. Che incredibile personaggio ha tirato fuori Richler Mordecai: sembra pari pari preso da un romanzo di Bukowski. Stile di scrittura in linea con il personaggio: continui flashback scorrelati tra loro, sempre in bilico tra bugia e verità E poco importa l'ordine cronologico o la verità degli eventi: quello che conta è che anche un uomo come Barney, egoista, egocentrico e invidioso, è in grado di amare alla follia. E arrivi alla fine a tifare per lui e a perdonare le debolezze di una vita. Chapeau Mordecai, Chapeau

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    Francesca

    02/02/2014 17.36.06

    Come altri le prime pagine mi avevano lasciata perplessa... Poi continuando a leggere è esplosa la meraviglia di questo libro irresistibile, irriverente travolgente. Nel racconto della vita di Barney c'è davvero di tutto: le sue passioni, i suoi amori, il suo modo così irridente di vivere la vita cinico e disincantato. Un libro speciale come pochi.

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    francesco v

    22/01/2014 12.14.50

    non fermatevi a pagina 70, come ho fatto io per ben 3 volte. Lasciatevi andare, non tornerete indetro mai piu'

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    Natalia

    16/01/2014 19.55.17

    Iniziamo col dire che Il Sig. Panofsky non è certo la persona più amabile del mondo...è maleducato, è scontroso, è sarcastico, è un traditore, un bugiardo e un alcolizzato. Aggiungiamoci pure lo stile frastagliato del romanzo che, tra flash back, digressioni varie e vuoti di memoria del protagonista, non rende a primo impatto scorrevole la lettura delle prime pagine del libro...Io stessa ho iniziato e abbandonato tali vicende per ben due volte...ma alla fine...ho accettato la sfida che Barney mi lanciava...e mi son pentita di non averlo fatto prima!!! Pagina dopo pagina mi ci sono affezionata a questo scorbutico, così dolce quando parla dell'amata Miriam! Oh Barney, mio adorato Barney! Mi hai fatto ridere di gusto, arrabbiare (quando racconti della fine del tuo terzo matrimonio), commuovere, soprattutto nell'ultima parte. Già mi manchi! E son sicura che avrò presto il piacere di rileggerti! Quindi, a tutti coloro che hanno desistito, dò un consiglio: fatevi un regalo, accettate anche voi la sfida e gustatevi ogni singola avventura raccontata dall'adorato Barney con tutta la sua singolare combriccola. Non ve ne pentirete.

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    Fabrizio

    11/01/2014 15.44.10

    L'ho dovuto rileggere tre volte per superare il senso di lutto che mi ha colto dopo averlo finito la prima volta. Lassu' insieme a La Strada e La Trilogia della citta' di K.

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    Gianni

    04/01/2014 16.48.59

    L'ho letto diversi anni fa, prima dell'uscita del film per intendersi. L'avevo iniziato e poi mollato non andando oltre le cento pagine, poi l'ho ripreso e divorato. Barney è un personaggio che prima odi e poi ami e ti commuove. Un libro che vorresti non finire mai.

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