La versione di Barney - Mordecai Richler - copertina

La versione di Barney

Mordecai Richler

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Traduttore: M. Codignola
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Edizione: 5
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: 490 p., Brossura
  • EAN: 9788845919824
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Approdato a una tarda, linguacciuta, rissosa età, Barney Panofsky impugna la penna per difendersi dall'accusa di omicidio, e da altre calunnie non meno incresciose, diffuse dal suo arcinemico Terry McIver. Così, fra quattro dita di whisky e una boccata di Montecristo, Barney ripercorre la vita allegramente dissipata e profondamente scorretta che dal quartiere ebraico di Montreal lo ha portato nella Parigi dei primi anni Cinquanta e poi di nuovo in Canada, a trasformare le idee rastrellate nella giovinezza in "sitcom" decisamente popolari e altrettanto redditizie.
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    Carla

    11/03/2019 18:31:10

    Lettura non facile ma comunque molto interessante. Bellissima questa edizione Adelphi

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    Giacomo

    10/03/2019 16:17:58

    Barney è un personaggio incredibile. Di lui non si può certo dire che fosse un santo, né un ottimo marito o un padre esemplare. Eppure, leggendo il suo memoir, inevitabilmente ci affezioniamo a lui. Tramite i suoi scritti, veniamo a conoscenza della sua vita, dei suoi tre matrimoni, dei suoi figli, dei suoi amici, dei suoi nemici e di un’accusa di omicidio. Barney, infatti, sin dall’inizio vuole raccontare soprattutto questa vicenda, ma sembra esserne intimorito, perciò ricorre a infinite digressioni e aneddoti tratti dalla sua vita. Alla fine, anche grazie a queste continue deviazioni, riusciamo a comprendere ogni singolo personaggio. Nessuno di loro, infatti, rimane piatto o incompiuto. La versione di Barney è un romanzo scorrevole, ma solo dopo qualche decina di pagine ci si abitua al ritmo del narratore. Tranquilli però: ad un certo punto, senza neanche rendervene conto, lo amerete, e amerete Barney come si ama un padre, un nonno, un amico.

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    Vittoria

    10/03/2019 10:08:27

    Non la descrizione di una vita dissoluta, ma un vero e proprio inno alla vita. Barney Panofsky è un ebreo canadese ricco, alcolizzato, fumatore accanito e sboccato, che decide di scrivere un autobiografia coraggiosa, irriverente ma estremamente sincera. Barney, assolto dall'accusa di omicidio per insufficienza di prove, decide di fornire la sua versione dei fatti, raccontando la sua vita con disincanto per convincere il lettore della sua innocenza. Un libro la cui narrazione è divertente e malinconica allo stesso tempo.

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    Anna d

    07/03/2019 21:43:31

    Libro straordinario, amaro, divertente, ironico, triste, spregiudicato, generoso: un uomo!

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    serafini lino pasqualino

    03/02/2019 20:03:02

    un bellissimo libro.ho detto tutto

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    Lorenzo Scaccabarozzi

    26/11/2018 19:25:12

    Francamente, delle vicende di eroi dalla vie déréglée avevamo già fatto una scorpacciata, dai “poeti maledetti” in poi. Di questo si può apprezzare la vivace causticità di cui sono bersaglio i luoghi comuni del pensiero “corretto”, grazie alla quale si possono reggere gli intricati richiami dell’eroe nella ricostruzione della propria biografia, spalmati su pagine non sempre agevoli, spesso noiose, in virtù della scelta stilistica dell’Autore di introdurre continui e intersecantisi flashback sui varii personaggi. Il libro è l’esternazione - flusso di coscienza al principio, quasi un melodramma dalla metà - dello stato d’animo di un personaggio in perpetua sofferenza e movimento, il cui sottofondo sono soprattutto le sue sfortunate vicende amorose e matrimoniali. Avvertiamo però nell’eroe (e ci infastidisce) quella sorta di narcisismo nella disgrazia, caro alla letteratura liberale anglosassone soprattutto d’impronta ebraica, che fa ergere le vittime (?) ad eroi, quando rimangono sempre pateticamente vittime, e che proprio in questa veste dovrebbero suscitare la nostra simpatia: l’eroe disgraziato ma di superiore intelligenza e fantasia, in un mondo popolato da imbecilli. Capolavoro della recente letteratura americana? Se ci è concesso, alle vicende di carattere privato continuiamo a preferire il vecchio romanzo realista di stampo ottocentesco a sfondo storico, dove il compito dell’Autore non è tanto riflettere (compiacendosi) la realtà che descrive ma anche dare su quest’ultima un giudizio di cui sia interprete e non solo specchio adulatore.

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    F.M.

    14/10/2018 09:05:57

    Barney Panofsky è un coglione!, questa è l’affermazione che scapperà ai lettori di questo gioiello della letteratura canadese, e tutti i torti non li avranno, perché Barney Panofsky alla fine è davvero un coglione ma uno di quei coglioni per cui non so può non parteggiare sin dalle prime pagine. Richler crea un personaggio che può avvicinarsi al miglior Woody Allen, un uomo di talento che però si perde in produzioni televisive di valore inesistente, con tre matrimoni finiti uno peggio dell’altro, due figli con cui ha un rapporto strano e conflittuale, un’accusa infamante che lo perseguita da anni e una malattia che inizia a farsi strada lentamente ma in modo inesorabile. Il capolavoro di Richler è dunque una berlina tragicomica di un uomo e di tutto ciò che gli gravita intorno. Una lettura che travolge e che non lascia scampo al lettore che non potrà fare a meno di sapere cosa accadrà alla fine!

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    Ele

    22/09/2018 14:33:06

    Barney irriverente, divertente, scorretto, amichevole, distruttivo ... lo amerete? lo odierete? una cosa è certa, mai e poi mai ne sarete indifferenti, il tutto accompagnato da una scrittura elegante ma non decorativa, originale e spassosa, vi sarà impossibile dimenticare il nome Barney Panofsky.

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    Tiziana

    19/09/2018 21:53:33

    Libro che è andato al di là delle mie aspettative, l'egocentrismo di Barney e la sua visione del mondo ti trascinano nella lettura e non ti abbandonano. Consigliato per chi ha voglia di una lettura originale e fuori dagli schemi.

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    daniele

    12/04/2018 22:30:10

    Uno dei romanzi più divertenti che abbia letto, in alcuni passi ho riso da solo. Tutto questo nonostante la prosa non sia sempre facile o lineare (anche se chi ha letto il libro sa che è elemento anche sostanziale della narrazione e non è un mero vezzo di stile). E' un libro intelligente ed eccentrico. Consiglio di lasciar perdere la versione cinematografica

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    Federica

    30/12/2017 02:31:23

    Mordace. Divertente. Tagliente. Travolgente. Ho amato questo romanzo dalla prima all'ultima pagina. E' bello trovarsi a sorridere da soli - neanche troppo a denti stretti. Trovo in difficoltà ad appassionarmi in maniera così forte a un romanza anni 2000.. quindi una bellissima sorpresa. Nessun confronto con la versione cinematografica.

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    Hodor

    14/12/2016 18:00:56

    Lettura divertente e a tratti toccante, un romanzo ben scritto che mi ha coinvolto dalle prime pagine, Barney è un soggetto che non dimenticherò facilmente. L'unico neo a mio avviso è il dilungarsi delle ultime 200 pagine per il resto lettura che consiglio.

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    Manuela

    16/06/2016 15:40:35

    Non ho apprezzato il linguaggio che riproduce il racconto orale:le continue digressioni, e le conseguenti riprese , nel corso di 500 pgg appesantiscono decisamente la lettura. Riconosco il valore letterario del romanzo e la carratterizzazione di Barney,sarcastico,surreale e "politicamente scorretto",ma il libro resta, a tratti ,noioso. Non lo definirei "capolavoro",come qualche lettore ha fatto.

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    giorgia vesentini

    26/05/2016 10:57:26

    La storia è raccontata in prima persona dal protagonista, un settantaquattrenne canadese di famiglia ebraica, che nella vita ne ha combinate tante. Tre mogli, che scandiscono i tre capitoli del libro: prima un'artista pazza nella Parigi bohemienne degli anni Cinquanta, poi una ricca e noiosa ereditiera ebrea canadese e infine l'amore vero, Miriam, con cui ha avuto 3 figli. Ma dopo trent'anni e una vita bellissima, lei l'ha lasciato e lui non se ne consola. Di famiglia umile (il padre poliziotto e la madre casalinga), parte da giovane per Parigi con velleità artistiche, ma finisce per tornare in patria (il Canada) per fare il produttore televisivo di cose (per sua stessa ammissione) inguardabili e fa un sacco di soldi (che non guastano). C'è un episodio al centro del romanzo che tiene le fila della sua credibilità: è accusato dell'omicidio di un amico scrittore, Boogie, ma fino all'ultimo Barney nega e ci spiega la sua versione, che è comunque molto credibile (da qui il titolo La versione di Barney). Il racconto è spassosissimo: Barney ha una personalità debordante, continua a bere, a flirtare, a fare discorsi sopra le righe, ad attaccare rissa, a raccontare senza pietà le pieghe della propria mente, che comincia a vacillare. Una lingua ricchissima, che scorre come un fiume in piena e salta di qui e di là. Poiché la tecnica del racconto è quella joyceana del flusso di coscienza, si fa fatica all'inizio a seguire il filo dei suoi pensieri perché sono abolite le tradizionali categorie spazio temporali in cui è inserita l'azione. Bisogna immedesimarsi nel personaggio e lasciarsi andare alla voce tumultuosa del racconto.

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    Fabio

    23/09/2015 12:02:29

    Ricevuto in regalo da un amico e letto d'un fiato.Struggente,poetico,divertente,appassionante,intelligente,drammatico,imprevedibile, insomma a mio pare un capolavoro. Sicuramente una lettura appassionante e non convenzionale.

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    Clara

    06/08/2015 18:01:24

    Primo capitolo assolutamente illegibile, sono riuscita a tirare avanti non so come tra uno sbadiglio e l'altro; nel secondo capitolo si inizia a capire un po' meglio dove l'autore voglia andare a parare; il terzo capitolo lo voglio immaginare come un libro a se e di alto valore letterario. Ma, francamente, un libro di quasi 500 pagine di cui salvare un capitolo su tre non può considerarsi, a mio modestissimo parere, un capolavoro.

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    elvo roberto

    17/06/2015 12:20:16

    Capolavoro mi pare una definizione un po' eccessiva. Il modello sembra essere Bellow ( modello del libro o del personaggio? fate voi...), ma più "leggero". Insomma piacevole ma non certo imprescindibile.

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    alda

    24/02/2015 15:26:07

    Condivido per tutto l'opinione di barbonway.Anche se cogli lo scrittore geniale, le mille digressioni rompono ogni emozione. Non vorrei mai farlo, ma mi sono arresa e ho abbandonato.

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    Giuseppe Filauro

    21/01/2015 17:21:38

    Sigari, soldi, alcool, sfrontatezza, invidia, pigrizia.... tenerissimo Barney, quanto ti ho amato!

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    Dria84

    31/10/2014 10:55:53

    Libro meraviglioso. Si arriva al punto di doversi arrendere al fatto che lo si è finito di leggere.

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  • Mordecai Richler Cover

    Scrittore e giornalista canadese. Nato in una famiglia ebrea ortodossa, ha seguito le orme degli scrittori espatriati in Europa, prima in Francia e Spagna e poi in Inghilterra (esperienza che si ritrova nel suo primo romanzo Gli Acrobati, The Acrobats, 1954, e in Scegli il tuo nemico, A Choice of Enemies, 1957). I suoi personaggi, tratteggiati con irriverente ironia, sono ebrei in costante confronto con la propria identità morale (L’apprendistato di Duddy Kravitz, The Apprenticeship of Duddy Kravitz, 1959), nazionale (Giosuè allora e ora, Joshua Then and Now, 1980; Solomon Gursky è stato qui, Solomon Gursky was here, 1989), religiosa (La versione di Barney, Barney’s version, 1997). Richler è anche autore di due scritti autobiografici Quest’anno... Approfondisci
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