La versione di Barney

Mordecai Richler

Traduttore: M. Codignola
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Edizione: 5
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
In commercio dal: 25 maggio 2005
Pagine: 490 p., Brossura
  • EAN: 9788845919824
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Descrizione
Approdato a una tarda, linguacciuta, rissosa età, Barney Panofsky impugna la penna per difendersi dall'accusa di omicidio, e da altre calunnie non meno incresciose, diffuse dal suo arcinemico Terry McIver. Così, fra quattro dita di whisky e una boccata di Montecristo, Barney ripercorre la vita allegramente dissipata e profondamente scorretta che dal quartiere ebraico di Montreal lo ha portato nella Parigi dei primi anni Cinquanta e poi di nuovo in Canada, a trasformare le idee rastrellate nella giovinezza in "sitcom" decisamente popolari e altrettanto redditizie.

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Recensioni dei clienti

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    Lorenzo Scaccabarozzi

    26/11/2018 19:25:12

    Francamente, delle vicende di eroi dalla vie déréglée avevamo già fatto una scorpacciata, dai “poeti maledetti” in poi. Di questo si può apprezzare la vivace causticità di cui sono bersaglio i luoghi comuni del pensiero “corretto”, grazie alla quale si possono reggere gli intricati richiami dell’eroe nella ricostruzione della propria biografia, spalmati su pagine non sempre agevoli, spesso noiose, in virtù della scelta stilistica dell’Autore di introdurre continui e intersecantisi flashback sui varii personaggi. Il libro è l’esternazione - flusso di coscienza al principio, quasi un melodramma dalla metà - dello stato d’animo di un personaggio in perpetua sofferenza e movimento, il cui sottofondo sono soprattutto le sue sfortunate vicende amorose e matrimoniali. Avvertiamo però nell’eroe (e ci infastidisce) quella sorta di narcisismo nella disgrazia, caro alla letteratura liberale anglosassone soprattutto d’impronta ebraica, che fa ergere le vittime (?) ad eroi, quando rimangono sempre pateticamente vittime, e che proprio in questa veste dovrebbero suscitare la nostra simpatia: l’eroe disgraziato ma di superiore intelligenza e fantasia, in un mondo popolato da imbecilli. Capolavoro della recente letteratura americana? Se ci è concesso, alle vicende di carattere privato continuiamo a preferire il vecchio romanzo realista di stampo ottocentesco a sfondo storico, dove il compito dell’Autore non è tanto riflettere (compiacendosi) la realtà che descrive ma anche dare su quest’ultima un giudizio di cui sia interprete e non solo specchio adulatore.

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    F.M.

    14/10/2018 09:05:57

    Barney Panofsky è un coglione!, questa è l’affermazione che scapperà ai lettori di questo gioiello della letteratura canadese, e tutti i torti non li avranno, perché Barney Panofsky alla fine è davvero un coglione ma uno di quei coglioni per cui non so può non parteggiare sin dalle prime pagine. Richler crea un personaggio che può avvicinarsi al miglior Woody Allen, un uomo di talento che però si perde in produzioni televisive di valore inesistente, con tre matrimoni finiti uno peggio dell’altro, due figli con cui ha un rapporto strano e conflittuale, un’accusa infamante che lo perseguita da anni e una malattia che inizia a farsi strada lentamente ma in modo inesorabile. Il capolavoro di Richler è dunque una berlina tragicomica di un uomo e di tutto ciò che gli gravita intorno. Una lettura che travolge e che non lascia scampo al lettore che non potrà fare a meno di sapere cosa accadrà alla fine!

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    Ele

    22/09/2018 14:33:06

    Barney irriverente, divertente, scorretto, amichevole, distruttivo ... lo amerete? lo odierete? una cosa è certa, mai e poi mai ne sarete indifferenti, il tutto accompagnato da una scrittura elegante ma non decorativa, originale e spassosa, vi sarà impossibile dimenticare il nome Barney Panofsky.

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    Tiziana

    19/09/2018 21:53:33

    Libro che è andato al di là delle mie aspettative, l'egocentrismo di Barney e la sua visione del mondo ti trascinano nella lettura e non ti abbandonano. Consigliato per chi ha voglia di una lettura originale e fuori dagli schemi.

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    daniele

    12/04/2018 22:30:10

    Uno dei romanzi più divertenti che abbia letto, in alcuni passi ho riso da solo. Tutto questo nonostante la prosa non sia sempre facile o lineare (anche se chi ha letto il libro sa che è elemento anche sostanziale della narrazione e non è un mero vezzo di stile). E' un libro intelligente ed eccentrico. Consiglio di lasciar perdere la versione cinematografica

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    Federica

    30/12/2017 02:31:23

    Mordace. Divertente. Tagliente. Travolgente. Ho amato questo romanzo dalla prima all'ultima pagina. E' bello trovarsi a sorridere da soli - neanche troppo a denti stretti. Trovo in difficoltà ad appassionarmi in maniera così forte a un romanza anni 2000.. quindi una bellissima sorpresa. Nessun confronto con la versione cinematografica.

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    Hodor

    14/12/2016 18:00:56

    Lettura divertente e a tratti toccante, un romanzo ben scritto che mi ha coinvolto dalle prime pagine, Barney è un soggetto che non dimenticherò facilmente. L'unico neo a mio avviso è il dilungarsi delle ultime 200 pagine per il resto lettura che consiglio.

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    Manuela

    16/06/2016 15:40:35

    Non ho apprezzato il linguaggio che riproduce il racconto orale:le continue digressioni, e le conseguenti riprese , nel corso di 500 pgg appesantiscono decisamente la lettura. Riconosco il valore letterario del romanzo e la carratterizzazione di Barney,sarcastico,surreale e "politicamente scorretto",ma il libro resta, a tratti ,noioso. Non lo definirei "capolavoro",come qualche lettore ha fatto.

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    giorgia vesentini

    26/05/2016 10:57:26

    La storia è raccontata in prima persona dal protagonista, un settantaquattrenne canadese di famiglia ebraica, che nella vita ne ha combinate tante. Tre mogli, che scandiscono i tre capitoli del libro: prima un'artista pazza nella Parigi bohemienne degli anni Cinquanta, poi una ricca e noiosa ereditiera ebrea canadese e infine l'amore vero, Miriam, con cui ha avuto 3 figli. Ma dopo trent'anni e una vita bellissima, lei l'ha lasciato e lui non se ne consola. Di famiglia umile (il padre poliziotto e la madre casalinga), parte da giovane per Parigi con velleità artistiche, ma finisce per tornare in patria (il Canada) per fare il produttore televisivo di cose (per sua stessa ammissione) inguardabili e fa un sacco di soldi (che non guastano). C'è un episodio al centro del romanzo che tiene le fila della sua credibilità: è accusato dell'omicidio di un amico scrittore, Boogie, ma fino all'ultimo Barney nega e ci spiega la sua versione, che è comunque molto credibile (da qui il titolo La versione di Barney). Il racconto è spassosissimo: Barney ha una personalità debordante, continua a bere, a flirtare, a fare discorsi sopra le righe, ad attaccare rissa, a raccontare senza pietà le pieghe della propria mente, che comincia a vacillare. Una lingua ricchissima, che scorre come un fiume in piena e salta di qui e di là. Poiché la tecnica del racconto è quella joyceana del flusso di coscienza, si fa fatica all'inizio a seguire il filo dei suoi pensieri perché sono abolite le tradizionali categorie spazio temporali in cui è inserita l'azione. Bisogna immedesimarsi nel personaggio e lasciarsi andare alla voce tumultuosa del racconto.

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    Fabio

    23/09/2015 12:02:29

    Ricevuto in regalo da un amico e letto d'un fiato.Struggente,poetico,divertente,appassionante,intelligente,drammatico,imprevedibile, insomma a mio pare un capolavoro. Sicuramente una lettura appassionante e non convenzionale.

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    Clara

    06/08/2015 18:01:24

    Primo capitolo assolutamente illegibile, sono riuscita a tirare avanti non so come tra uno sbadiglio e l'altro; nel secondo capitolo si inizia a capire un po' meglio dove l'autore voglia andare a parare; il terzo capitolo lo voglio immaginare come un libro a se e di alto valore letterario. Ma, francamente, un libro di quasi 500 pagine di cui salvare un capitolo su tre non può considerarsi, a mio modestissimo parere, un capolavoro.

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    elvo roberto

    17/06/2015 12:20:16

    Capolavoro mi pare una definizione un po' eccessiva. Il modello sembra essere Bellow ( modello del libro o del personaggio? fate voi...), ma più "leggero". Insomma piacevole ma non certo imprescindibile.

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    alda

    24/02/2015 15:26:07

    Condivido per tutto l'opinione di barbonway.Anche se cogli lo scrittore geniale, le mille digressioni rompono ogni emozione. Non vorrei mai farlo, ma mi sono arresa e ho abbandonato.

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    Giuseppe Filauro

    21/01/2015 17:21:38

    Sigari, soldi, alcool, sfrontatezza, invidia, pigrizia.... tenerissimo Barney, quanto ti ho amato!

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    Dria84

    31/10/2014 10:55:53

    Libro meraviglioso. Si arriva al punto di doversi arrendere al fatto che lo si è finito di leggere.

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    Borromini

    06/10/2014 22:25:59

    Lettura piacevole. Consigliato.

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    barbonway

    30/09/2014 00:01:32

    Gli do un 3 perchè non l'ho letto tutto e tutti dicono che poi ti prende, poi ti prende, poi, poi... ho aspettato ma a pagina 200 facevo ancora fatica. Troppo pieno di sé l'autore, con mille riferimenti a cose che non sappiamo e non sapremo mai (a giornali, personaggi, avvenimenti,..), pieno di frasi in francese ed ebraico (io il francese lo parlo e lo capisco, l'ebraico no). Frasi che tra l'altro non hanno una traduzione, allora se uno non capisce si incazza, no? Ritengo che un autore che si rispetti debba SEMPRE far capire a cosa si riferisce, cosa stia dicendo. Mentre lui è un virtuoso, vuole far vedere che di cose ne sa, di lingue ne conosce. Molti di quelli che lo giudicano un capolavoro è perchè suppongono che lo sia, dato che non l'hanno capito. Macchinoso e virtuoso.

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    gennaro

    29/09/2014 00:23:02

    Barney Panofsky è, in maniera abbastanza inequivocabile, uno dei più grandi personaggi letterari in cui chi scrive si sia mai imbattuto. Sciagurato, morde la vita come una vipera e avvelena tutto ciò che incontra, ma, cosa ben più letale, incolla il lettore al libro con la curiosità di chi si aspetta di tutto, ed è, puntualmente, ricambiato. Una lettura decisamente affascinante, che non scade mai negli eccessi Milleriani, pur condividendo con le opere dello statunitense diversi aspetti. Personalmente, non sono mai stato affascinato dagli anti-eroi, che trovo irritanti e privi di interesse, ma il sig. Panosfky va ben oltre il concetto di anti-eroe. Libro a mio avviso essenziale, imprescindibile, da godersi in ogni sua dissennata sfaccettatura.

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    leonardo

    10/09/2014 00:56:36

    Non mi sono mai avventurato nel mondo delle recensioni, non amo giudicare i romanzi, stimo troppo le persone che hanno avuto tempo, voglia e talento per regalare al mondo un racconto. Ma signore e signori, questo è un libro favoloso, vagamente nebuloso nel primo centinaio di pagine.. ma poi arriva il sole, vi acceca e ... Compare Barney Panosky con la storia più emozionante che vi abbiano mai raccontato. Leggetelo, regalatelo ed amatelo.

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    sab

    29/07/2014 19:37:20

    Barney Panofsky ti fa maledire il giorno che l'hai incontrato: è un personaggio talmente insolente che finisci per amarlo, capirlo, ridere delle sue battute, arrabbiarti per la sua meschinità, addolorarti per il suo declino.

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