Viaggio nei paesi del cotone

Erik Orsenna

Traduttore: F. Bruno
Anno edizione: 2007
In commercio dal: 8 febbraio 2007
Pagine: 245 p., Brossura
  • EAN: 9788879288880
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:

€ 7,00

€ 14,00

Risparmi € 7,00 (50%)

Venduto e spedito da IBS

7 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:
 
 
 

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Tullio Pascoli

    29/11/2014 16:25:11

    Ad essere sincero mi aspettavo qualcosa di più, per esempio, anche sulle arcane origini dell'uso del cotone. Ciononostante una lettura piacevole e molto scorrevole. L'autore dimostra di conoscere bene il prodotto, il cotone, forse la fibra più gradevole per la nostra pelle; passa in rassegna alcune delle principali zone di produzione, descrivendone anche i problemi dei produttori. Stranamente non cita una della qualità più pregiate il Pima che si produce in Perù, dove pare che si ottenevano i filati di cotone più fini al mondo già oltre quattro mila anni fa? L'autore affronta in maniera oltremodo opportuna il serissimo problema delle sovvenzioni in maniera speciale degli Stati Uniti; ma questa pratica oltremodo sleale è applicata con maggiore frequenza ed intensità proprio dall'Unione Europea per tutta una serie di prodotti agricoli - nella quale, purtroppo, egli non entra nei dettagli -, dalla barbabietola per produrre lo zucchero, al latte ed alla carne ecc. ecc., danneggiano in modo specifico proprio i Paesi meno sviluppati ed a maggior vocazione agricola e di pastorizia, con il noto risultato delle disperate invasioni degli immigrati in fuga dalla miseria in cerca di migliori opportunità e prosperità sulle precarie imbarcazioni della speranza. Questo per proteggere 2% degli Europei, mentre il resto dei consumatori è indotto a pagare il conto. Un libro che ci illustra l'evoluzione di una certa globalizzazione, certamente utile e da raccomandare, anche perché allude a come i Paesi ricchi che predicano la liberalizzazione del commercio mondiale, sovente si contraddicono ed agiscono in maniera molto ambigua. Questo problema ci viene ancor meglio illustrato dall'economista africana Dambisa Moyo ne LA CARITA' CHE UCCIDE. Infatti, se non ci fossero le barriere protezioniste, principalmente l'Africa potrebbe prosperare senza ricorrere agli'umilianti, equivoci e deleteri aiuti economici che servono solo asostenere la concorrenza e per alimentare la corruzione africana.

  • User Icon

    pepe71

    07/06/2009 20:43:03

    leggero,ironico,divertente ma anche ben documentato. un modo insolito per farci entrare nei meccanismi dell'agrobusiness...un viaggio assolutamente da non perdere!

Scrivi una recensione
Introduzione
I. Mali - Tessere, parlare, privatizzare
II. Stati Uniti - Gloria alla lobby!
III. Brasile - La fattoria del futuro
IV. Egitto - A proposito di dolcezza
V. Uzbekistan - Il dono della neve
VI. Cina - Un capitalismo comunista
VII. Francia - Il fronte
Conclusioni - Il giardino dei ritorni
Gratitudine
Bibliografia