Categorie

Vittorio Sgarbi

Editore: Bompiani
Collana: Tascabili
Anno edizione: 2011
Formato: Tascabile
Pagine: 326 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788845268373
Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati:

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    luca Bidoli

    01/01/2016 13.18.18

    Un ottimo libro, un percorso, o più percorsi, con alcune mete privilegiate e d'elezione, attraverso paesi, luoghi e soprattutto opere d'arte del e nel nostro paese. Sgarbi scrive bene e con competenza, in molti casi con reale passione, di autori, quadri, incentrandosi su alcune figure in modo particolare. Belle e intense le pagine dedicate al Correggio, a Cima da Conegliano, Piazzetta, alla pittura marchigiana in epoca rinascimentale,solo per mia predilezione e gusto. Avrei, sinceramente, da non esperto ma semplice dilettante d'arte, gradito che di molti quadri dei quali si tratta vi fosse qualche immagine in più, questo solo al fine di facilitare la comprensione e l'identificazione dell'opera. Un buon testo, che si legge con passione e che muove alla passione, verso quel senso della bellezza che rimane il tenue fronte che ci può difendere da tanta ottusità e banalità dell'oggi.

  • User Icon

    Laura D'Abrosca

    24/01/2011 09.16.59

    Leggendo il libro di Vittorio Sgarbi, vieni immerso nell'arte, nel contesto storico. Ogni opera è la testimonianza di quell'epoca, l'occhio riesce a catturare le varie emozioni che ci trasmette, in modo vivo. E' la nostra sensibilità e conoscenza che ci permette di capire l'opera d'arte e vedere i particolari. I personaggi del Lotto sono sempre trepidanti, avvolti dall'atmosfera nordica, catturati e fissati nell'attimo fuggente come "L'Annuncia- zione". I ritratti del Parmigianino di una bellezza aulica e raffinata, dove l'oro arricchi- sce l'opera e l'incarnato risalta dallo sfondo scuro. La bellezza morbida e sensuale della "Venere d'Urbino" di Tiziano dipinta nel 1538. L'affresco imponente del soffitto della Sala dei Giganti a palazzo Te a Mantova di Giulio Romano. La bellezza raffinata di Ilaria del Carretto di Jacopo della Quercia, catturata e fissata nel freddo marmo. Riesce a trasmetterci il sentimento dell'eternità, non una visione tangibile, ma un mondo lontano, più anima che corpo. La cesta di frutta di Caravaggio della Pinacoteca Ambrosiana, quasi una fotografia riprodotta nei minimi particolari, esempio di una natura morta, con una luce particolare che accarezza gli oggetti in una speranza illusoria. La natura come appare spesso ammalata, decadente, avizzita come si vede nelle foglie secche, presagio di caducità. Il paesaggio del Po avvolto dalla nebbia, rap- presentato dai pittori realisti dei primi del novecento. Il Giardino incantato di Ninfa, dove natura e architettura si fondono per magia, sembra un piccolo Paradiso, con immagini sognate e lontane...

Scrivi una recensione