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Traduttore: S. M. Ciminelli
Editore: Rizzoli
Collana: Scala stranieri
Anno edizione: 2014
Pagine: 585 p. , Rilegato
  • EAN: 9788817074322

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    Gorgo

    09/09/2016 17.16.16

    "La guerra è il fuoco che fa bollire la pentola, fa salire il vapore ancestrale e solleva quel leggero, instabile coperchio chiamato civiltà. Rousseau aveva ragione: la barbarie non è fuori, ma dentro; il selvaggio non si trova nelle latitudini esotiche, ma nel nostro intimo più recondito". Anche se non privo di imperfezioni, libro eccellente e piacevolissimo: i personaggi sono vivi e quasi sempre molto realistici, ci sono sempre ritmo e ironia dissacrante, le situazioni narrative sono ben congegnate, numerose e soprattutto la tensione è costante. In controluce s'intravedono certi classici ottocenteschi: v. l'eroe in formazione di Balzac, che qui già nasce amorale ed opportunista. Ma qui il linguaggio è moderno, preciso e sboccato. Insomma si riesce a mescolare o a montare in successione tre modelli diversi di romanzo: quello picaresco, quello di formazione e quello epico, quasi corale, nella terza parte, la più tesa, che sfrutta appieno la situazione narrativa efficacissima dell'assedio. In realtà anche questo romanzo storico parte da problemi o idee moderni: il nazionalismo catalano, le sue origini e i suoi limiti - e chi legge la storia dell'insensato e cruento assedio di Barcellona, insensato anche per l'incredibile volontà di resistere dei già sconfitti catalani, si rende conto degli ostacoli storici e culturali all'unità spagnola oggi -; l'orrore per la guerra, malgrado si parli molto di battaglie e ingegneria militare; l'odio per i politici, tipicamente spagnolo (e italiano); e un'anti-ideologica simpatia per gli ultimi, vittime ma anche attori della Storia. Tante le belle illustrazioni originali o in stile, le cartine, le immagini di dettagli tecnici. "Siete mai morti? Io sì, diverse volte. E ci si trova in uno stato così dolce, così piacevole, che posso capire perché nessuno ha mai fatto ritorno da lì. La morte uccide solo i desideri e i doveri". "Il matrimonio? sì? questa cittadella assediata dove chi è fuori vuole entrare e chi è dentro vuole uscire...".

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    roberto

    24/02/2015 14.00.22

    Opera migliore del precedente "Congo. Inferno verde". che risultava abbastanza sgangherato e con un finale che tentava di sorprendere, senza riuscirci. Qui invece c'e' una buona base storica e un buon intreccio tra personaggi storici "rivisitati" e personaggi di finzione. Ogni tanto un po' prolisso, ma gli spagnoli non sono noti per la loro concisione. Se vi e' piaciuto Falcones apprezzerete anche questo.

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